Autore Topic: Situazione di Coyote e mercato italiano del gdr [Split da: I giochi che vorrei in Italia]  (Letto 16386 volte)

Nessuno si ricorda mai di Dino "Nathaniel" Tappatà quando si parla di fondazione della Coyote, tutti si ricordano solo di Michele :P

OT è il destino dell'altro: è in compagnia di Dave Arneson, Steve Wozniak, Paul Allen, David Filo, Luca Iennaco, Pier Giorgio Paglia...
 
Alberto M.   - Ventura"il problema è che io ci tengo a che il mio personaggio resti vivo, ma lui non ci tiene tanto" (by Jasca)

Francesco Berni

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mi sembra un pelo eccessivo come paragone :P
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Di sicuro l'eccesso di titoli al momento fa fare a molti corto circuito. Anche se è vero cheu n GDR nuovo costa meno di un tradizionale con le sue infinite e inutili espansioni, il tempo di gioco è quello che è per cui molti giochi rimangono nella wish list senza essere comprati, almeno non subito!
Ad esempio, non me ne vogliano i ragazzi di janus, io ho saltato parecchi loro giochi per questo motivo, non è che non sia curioso di provarli, ma ho la libreria piena di altri giochi prima e per giocarli bene ciascuno di loro richiede tempo.

Senza dubbio il marketing è vincente in questo momento catturando la curiosità del pubblico e facendo leva sulla fama di certi autori, che a ragione, sono diventati un punto di riferimento!

Ottima quindi per me l'idea di Coyote di concentrarsi su i vecchi titoli, rilanciandoli, e di non esagerare con le novità.

Faccio poi una provocazione, in senso buono, non bisognerebbe comunque tutti pensare ad espandere il bacino di giocatori indie? Perchè ad occhio fiera dopo fiera mi pare che siamo più o meno sempre gli stessi e invece ci sono potenziali giocatori la fuori che bisogna assolutamente raggiungere!!! ;D

Mattia Bulgarelli

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Di sicuro l'eccesso di titoli al momento fa fare a molti corto circuito. Anche se è vero cheu n GDR nuovo costa meno di un tradizionale con le sue infinite e inutili espansioni, il tempo di gioco è quello che è per cui molti giochi rimangono nella wish list senza essere comprati, almeno non subito!
Ah, ecco... mi sentivo strano io ad essere così indietro. Oh, mica tutti fanno di lavoro i guardiani del faro e possono portarsi i manuali da leggere là (ogni riferimento NON è casuale :P ).

Ho in testa un post sull'argomento da parecchio, ma non ho mai il tempo di ritagliarmi la mezz'ora per scriverlo. E ormai è "bruciato" da quello che dici tu qui. Tanto meglio, un pensiero in meno.
Co-creatore di Dilemma! - Ninja tra i pirati a INC 2010 - Padre del motto "Basta Chiedere™!"

rgrassi

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Faccio poi una provocazione, in senso buono, non bisognerebbe comunque tutti pensare ad espandere il bacino di giocatori indie? Perchè ad occhio fiera dopo fiera mi pare che siamo più o meno sempre gli stessi e invece ci sono potenziali giocatori la fuori che bisogna assolutamente raggiungere!!! ;D


Io ne faccio pochi (10-20 ad evento) ma solitamente sono facce (per me) sempre nuove. :)
Rob
Roberto Grassi Levity - www.levity-rpg.net

Niccolò

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Faccio poi una provocazione, in senso buono, non bisognerebbe comunque tutti pensare ad espandere il bacino di giocatori indie? Perchè ad occhio fiera dopo fiera mi pare che siamo più o meno sempre gli stessi e invece ci sono potenziali giocatori la fuori che bisogna assolutamente raggiungere!!! ;D

vuoi una provocazione più cattiva?

te ne do due

1) come speri di trovare nuovi appassionati alle fiere di boargamer e giocatori di ruolo? questi giochi non fanno per loro!
2) credi che tutti i nuovi giocatori di ruolo di questi giochi vengano alle fiere di gdr e boargames? rileggiti il punto 1)!

il mietitore

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credo anch'io che ci siano di mezzo una serie di filtri. Persino io che sono tirchio da fare schifo ad ogni Lucca finisco per spendere un botto di quattrini (con somma delusione del sottoscritto), il che è indice del fatto che di roba da comprare ce n'è troppa (ma vi prego, non diminuitela, che poi cominciamo a lamentarci del contrario).


NON credo che le basse vendite siano imputabili ad una "ricerca meccanica" da parte dei giocatori di bomboloni alla crema. Per quanto dal punto di vista innovativo giochi come Penny o Fantasmi Assassini siano dei "calci nei coglioni", non è che Covenant o  Cold City/Hot War rimangano indietro. Anzi, i giochi meno innovativi dal punto di vista meccanico (e non per questo meno divertenti, intendiamoci) credo siano nel catalogo Janus. Penso a LSDS (ricordo un post del Vellu che lo accusava pure di avere la regola zero), Esoterroristi con tutta la compagnia Gumshoe (che di fatto sono tradizionali riorganizzati in modo coerente), e NCAS (che per quanto possa ben essere sofisticato a livello di meccaniche di sicuro come impostazione è tradizionaleggiante).


Per cui, non credo ci sia diffidenza verso Coyote per questo motivo.


Tra l'altro non credo neanche si possa parlare di mancata pubblicità: Hot War è stato lanciato piuttosto forte; ricordo un concorso per la creazione dell'ambientazione italiana, che non so che seguito abbia avuto, ma che mi pare sia stato pubblicizzato praticamente ovunque, compreso su GDRitalia che comunque ha un suo seguito e che come ormai ben sapete ignora Narrattiva e Janus, le quali invece navigano in acque ben più calme di Coyote.


Come dice Moreno ci sono state in passato delle scelte dubbie da parte di DD, scelte che hanno appunto fatto scappare a gambe levate il co-fondatore Nathaniel. Però boh, cioè: sono passati anni e vorrei sapere quanti qui ricordassero questo passato della coyote. E di sicuro l'acquirente medio non ne è a conoscenza. Per cui non credo che si stia ancora pagando lo scotto.


Sul sito... ni? al limite lo si potrebbe organizzare meglio, ma Coyote ha un blog esattamente come ce l'ha Janus. Solo narrattiva, delle tre, ha un sito.


Non saprei. Secondo me al limite si può parlare di colore. Per l'effetto che vedo sulle persone a cui ne parlo, i giochi Coyote per qualche motivo "caricano meno" rispetto a quelli janus e Narrattiva. Covenant mi piace un sacco e l'ho comprato, ma ancora non sono riuscito a giocarlo perchè la gente sembra demoralizzata quando gli parlo di certezze che vanno in frantumi. Cold City per lo meno è andato in sold out. Solipsist davvero, immagino sia figo ma il setting non mi dice proprio nulla, per quanto ne sappia poco. In breve, non ne so un cavolo, ma quel poco che so non mi ispira. Hot War arriva in un momento in cui a me personalmente il postapocalittico ha rotto i coglioni (non ha nulla a che vedere col fatto che non mi sia piaciuto AW), e non credo di essere il solo. Tra Gamma World, AW, i videogiochi seguiti a Fallout 3 che hanno rispolverato il genere (Fallout: New Vegas, Borderlands...) Hot War si ritrova in mezzo a un bel mischione che di sicuro non aiuta ad esaltarne le qualità...
"E non guardare troppo a lungo dentro alla lavatrice, o anche la lavatrice guarderà dentro di te"
Revan Adler, Match d'Improvvisazione Teatrale, Giugno 2009
Trash Meets Steel
RPGshark

Simone Micucci

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Io non credo sia un problema di troppi manuali che escono.
Non sono un esperto di marketing, ma non credo che un eccesso di scelta possa in qualche modo danneggiare l'affluenza di pubblico! Escono due, tre, quattro giochi fighi all'anno...e questo sarebbe un problema?

Uno dei problemi delle scarse vendite di coyote secondo me è anche nel risalto che hanno i suoi manuali. A me non attirano particolarmente. Come formato di manuale, come oggetto fisico.
Ho visto un sacco di gente ai tavoli di narrattiva fermarsi per guardare quelle cose strane, sfogliare la carta lucida di 1001notte, guardare il legno di LMVcP o il cuoio di CnV oppure la confezione di Montsegur.

A Coyote questo manca (a me, per esempio, fa questo effetto). Un formato strano o affascinante suscita la curiosità minima nelle persone per fare in modo che si avvicinino incuriosite...a quel punto quando si chinano a guardare un prodotto, avendo voglia di toccarlo e sfogliarlo, puoi tranquillamente dargli un pugno in testa e sfilargli i soldi prima che si riprendano cercare di farci due chiacchiere per aumentargli un pò la curiosità, fargli conoscere il tuo mondo ludico, magari farci una demo insieme.

Questo almeno è il problema che mi ha colpito in fiera. Per quanto riguarda la notorietà in internet secondo me Khana, Moreno e altri hanno esposto abbastanza bene il problema.

Però Jacopo io non lo considererei un tuo fallimento. Sono molto più interessato al lato game designer di Davide (che ora è libero ^^) e Jacopo che al loro lato editoriale. E penso che se le cose dovessero andare irrimediabilmente in vacca (chiusura di Coyote) tu avresti molto più tempo per sviluppare i tuoi progetti, presentandoti poi come indipendente, anziché come editore, e ricominciato a crearti dalla base un tuo bacino di appassionati, senza gli strascichi che la storia di Coyote si porta dietro.

È una cosa brutta che io non la veda così tragica?
Simone Micucci - GcG Global Fac - Fan Mail: 70 - Pacche sulla Spalla: 1. "Difficile avere nemici con Caldo+3"

Bè però dagli ultimi interventi sembra proprio che sia un problema di marketing e di immagine (oggetti sbrilluccicosi e figih, hype sull'autore del momento ecc.) Se questo è vero mi rattrista sentirlo dire perchè allora provocatoriamente vi chiedo, quanto siamo distanti da i compratori di Parpuzio?

Aimè poco o nulla se la mettiamo così!

Non dovrebbe essere una sovracoperta in cuoio o un legno pirografato a fare le vendite.

È anche interessante notare che i meno innovativi giochi janus (non me ne volgiano) come Esoterroristi e Soci vendano parecchio sopratutto tra i meno vicini a GdG e che casomai giocano ancora tradizionale!!!

Bisogna stare attenti perchè alla fine si sta dipingendo un quadro preoccupante dove da una parte abbiamo compratori iper specializzati che parlano prima di dinamche di design che di gioco per scegliere il prodotto (quì dentro mi pare ce ne siano parecchi) oppure che vengono attratti dalla "scatola" del gioco.

Così un ottimi giochi come Solypstis o Hot War vengono chiarmaente fraintesi e snobbati da questi due grandi insiemi di potenziali clienti.

Hot War per esempio non è un gioco post apocalittico come AW o Sine ma proprio per nienete, ha atmosfere claustrofobiche e spicologiche gioca su relazioni e tradimenti e con l'orrore di una città assediata dalle mostruosità più varie. Il post apocalittico alla fine è lo sfondo su cui si sviluppano i drammi dei PG e dei loro oscuri segreti!

Eppure anche io ho sentito dire: ma tanto ho Sine oppure ho AW non me ne faccio nulla di una latro gioco apocalittico!

Fermo restando che le responsabilità di Coyote sulle vendite e la visibilità di un prodotto sono e restano loro, senza offesa chiaramente, bisogna riflettere sul fatto che alla fine ancora nonostante tutti i vari discorsi la scelta del gioco da comprare è molto legata all'emotività al gusto e sopratutto all'Hype del prodotto, bello o brutto poco importa!

mi sembra un pelo eccessivo come paragone :P


Ehi! Non critichiamo chi alimenta il mio ego! È una faticaccia farlo crescere, cosa credete?



Giusto per non limitare questa mia visita-lampo sul forum a una sola riga di testo, dico la mia (poi sparisco di nuovo nell'ombra, anche se di gcg sento la mancanza).

A parte gli scherzi, mi sembra normale non venire ricordato. Me ne sono andato molto presto, per motivi legati allo studio, alla condizione di lavoro, agli spostamenti e...
vabbé, basta con le cazzate: me ne sono andato perché non sopportavo più Michele. E tra i tanti motivi per cui non lo sopportavo c'era proprio il fatto che mi sembrava sputasse nel piatto in cui mangiava: pubblicavamo giochi indie/new wave/whatever ma secondo lui dovevamo schifare altre case editrici come Janus o Narrattiva, per "strizzare l'occhio" all'Asterion, alla Wild Boar, etc. (con che scopo, poi, non l'ho mai capito). Io tiravo da una parte, lui tirava da un'altra: il risultato è stato quello di creare una casa editrice "a metà strada". Una che cercasse consenso un po' ovunque.

Eravamo un po' l'equivalente gdristico de "La Margherita" o di Casini (si, lo so, qui non si parla di politica, ma non ho voglia di autocensurarmi. Tanto svanirò di nuovo nell'ombra tra poco XD ).


Ma non mi convince molto l'idea che io e Michele siamo stati i fondatori della Coyote. Per quel che mi riguarda, è sempre stata la casa editrice di Davide e Iacopo. In fin dei conti, se loro non ci fossero saltati dentro, si sarebbe trattato di un esperimento fatto da due ragazzini nel tempo libero, durato meno di un anno e realizzato in maniera tutt'altro che professionale. Secondo me, la Coyote è divenuta una casa editrice a partire da Cold City. Ma sto andando OT.


Da compratore occasionale (credo di essere uscito dal giro ormai), penso di aver diviso i miei acquisti quasi in parti uguali tra le tre case editrici. Più che all'aspetto "fisico" di cui parlava Simone, mi baso sull'uso finale che farò del manuale stesso. Alcuni li compro perché sono curioso di vedere come hanno innovato il game design (Penny), altri li compro per sfruttarli impunemente alla Holden (coff coff Spione coff coff Il gusto del delitto coff coff Contenders coff coff), ma sono pochi quelli che compro perché so che li giocherò di sicuro (di recente, solo AW).


Da qualche tempo, la voglia di acquistare nuovi manuali mi è passata, proprio perché non so più che farmene. Di alcuni conosco le meccaniche da tempo ( 3:16 lo avevo provato poco dopo la sua uscita, anni fa, e mi aveva annoiato. Non so se nel frattempo sia cambiato), altri non riesco a sfruttarli sul lavoro (tipo Shock -la fantascienza in Italia non gode di buona salute-), altri ancora so che non li giocherò mai (Le Mille e Una Notte).


Se da una parte vorrei che uscissero più manuali, in modo da avere più possibilità di trovare qualcosa che posso usare, dall'altra mi dispiace non supportare le tre case editrici comprando tutto quello che propongono.


Io credo che il futuro riserverà sicuramente più spazio a Coyote. Ci sono molti giochi che meritano e che una volta provati lasciano sempre tutti a bocca aperta.
Ad esempio Covenant, ormai quasi dimenticato.



Me lo auguro di cuore. Sia perché mi dispiacerebbe vedere la Coyote chiudere, sia perché in Covenant, a distanza di anni, continuo a crederci (su questa affermazione sono di parte: sono cresciuto a pane e cospirazioni farlocche, che volete farci XD )

Enrico Ambrosi

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Se posso, da compratore compulsivo aggiungo una cosa: ad ogni evento a cui partecipo (Lucca e Modena di solito) compro un sacco di roba. In due anni ho tutto il catalogo janus, mi sto avvicinando alla metà di quello narrativa e ho iniziato con ravendeath dei coyote.
Compro tutti sti manuali perchè mi piace leggerli, disporli sulla mia libreria, vedere come è stato progettato un gioco. Lo considero il mio unico vizio (il comprare giochi in generale) quindi spendere per questo non mi crea problemi, anzi.

Purtroppo di tutti questi giochi ne ho provati poco più della metà e ne ho sfruttati pienamente pochissimi, forse solo Fiasco. Ovviamente mi dispiace (tantissimo) non poter giocare di più ma questo non mi impedisce di informarmi prima di ogni fiera e cercare di portarmi a casa quanta più roba possibile, risparmiando tutto l'anno le misere risorse che può avere uno studente. Dirò di più: credo proprio che aiuterò DED nel suo Kickstarter
(http://www.kickstarter.com/projects/476430982/dog-eat-dog?ref=activity).

Però non tutti sono come me. Credo siano in tanti coloro che non comprano manuali non avendo la possibilità di usarli. Specie per chi ha risorse limitate o altri interessi a cui far fronte. I giochi nel catalogo delle tre "case" ormai sono molti e nonostante io sia felicissimo di ogni nuova uscita, conscio che prima o poi finirà nelle mie mani, a molti potrebbero non interessare, oppure come è già stato detto, limitarsi ai giochi più "famosi" e "pubblicizzati".

Iacopo Frigerio

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Questo thread dimostra quanto il fenomeno sia complesso (come dicevo) e mi dimostra anche una cosa che supponevo, ossia di quanto siano frammentate le immagini e le opinioni che ci sono in merito, tanto che, davvero, alcuni commenti sono contraddicenti tra loro.

Questo è sociologicamente interessante.
La cosa che un po' mi sorprende (e che discutendo ha colpito ancora di più Francesco) è che ci siano opinioni che vedono Coyote come un po' a metà del guado, che propone giochi nuovi sì, ma non così estremi...
Devo proprio trovare il modo di scardinare questa immagine, perché è davvero errata. Solipsist, Elar e RavenDeath sono giochi radicali, rivoluzionari e diversi, con meccaniche che sono "disorientanti" per quanto sono diversi e innovativi. Covenant e Contenders poi, sono molto sottovalutati (tra l'altro insieme li comprereste a meno di 30 euro), presentano meccaniche più in linea con la scena indie americana, ma al contempo hanno una forza nel coinvolgere il giocatore che chi non l'ha giocato, non è in grado di aspettarsi.
E sono tutti giochi che stanno a Unità Astronomiche di distanza dalle placide acque delle meccaniche tradizionali...

E devo sconfessare anche l'immagine di Cold City/Hot War, se vi fidaste un po' a giocarli, scoprireste davvero quanto sono molto diversi dall'essere basati su meccaniche tradizionali o banali (vero Patrick?).

Le mie analisi le avevo dettate all'inizio del thread, non c'è molto altro da aggingere da parte mia, solo la constatazione che mi sembra di notare più frettolosità di giudizio (o pregiudizio, considerando che nemmeno vengono provati e il che torna con il dato sintomatico che pochissimi utenti di gente che gioca si fermano a Play o Lucca da me per chiedermi di giocare i miei giochi, questo sì che è un campanello d'allarme importante) di quanto avessi supposto. Ci dovrò riflettere sù, per capire se è concepibile creare una strategia per affontare anche questo problema.
L'amore è quel particolare rapporto nel quale una persona può mostrarsi perdente

Giulia Cursi

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Le mie analisi le avevo dettate all'inizio del thread, non c'è molto altro da aggingere da parte mia, solo la constatazione che mi sembra di notare più frettolosità di giudizio (o pregiudizio, considerando che nemmeno vengono provati e il che torna con il dato sintomatico che pochissimi utenti di gente che gioca si fermano a Play o Lucca da me per chiedermi di giocare i miei giochi, questo sì che è un campanello d'allarme importante) di quanto avessi supposto. Ci dovrò riflettere sù, per capire se è concepibile creare una strategia per affontare anche questo problema.

Voglio dire solo una cosa.

Dato che di tutti i giochi di Coyote ho provato solo Ravendeath parlerò solo di questo. Dunque a Play avrei voluto provare più giochi, ma devo ammettere che determinati gdr erano impossibili da fare in quella fiera casinara, quindi alcuni giochi interessanti vedrò di provarli attraverso altri canali. Ravendeath mi è piaciuto, vorrei giocarlo ancora perché la demo fatta con Mario mi ha solo mostrato un po' le potenzialità del gioco. Durante la partita comunque ho preso il manuale e l'ho sfogliato, cosa che faccio abitualmente. L'impaginazione è bella, la copertina interessante, ma in certi punti faticavo a leggere. Io non ho proprio una "vista d'aquila", per questo non mi va molto di comprare un manuale che mi fa' venire il mal di testa.
Poi non ho comprato Ravendeath, perché mi ero già finita il budget con altri giochi che aspettavo di avere (purtroppo le mie finanze sono limitate).

Ad ogni modo ho notato anch'io il problema del marketing, alcuni giochi per il loro formato non attirano proprio. Poi se Iacopo vuole approfondire posso parlargliene, ma è ovvio che un "profano" sia più attratto dalle copertine di cuoio, o dalle immagini inquietanti su NCAS...

Per chi li conosce è diverso, ma io ad esempio se non lo provo prima il gioco o non so che lo proverò subito non lo compro. Al momento non posso permettermi di spendere soldi per un manuale con il quale non giocherò. Purtroppo...
Però se un progetto mi intriga lo sostengo, per questo ho comprato Il Rosso e il Nero e se sabato tutti i miei amici mi danno buca, prendo Simo e ci colleghiamo su G+ per giocarlo.  >:(
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Aimè concordo anche con l'ultima opinione, è la dura legge di mercato e il marketing la fa da padrone anche nei giochi nuovi. Non basta avere un gioco di qualità bisogna anche avere una strategia di mercato che lo renda interessante.
Altrimenti resterà sempre una "seconda scelta" e in balia di quanti soldi uno ha nel portafoglio e con questa crisi c'è poco da stare allegri!

Nattattiva a Janus poi hanno avuto negli anni una politica molto agressiva (in senso editoriale) focalizzando molto il messaggio organizzando iniziative e facendo parlare molto di loro e dei loro prodotti, questo ha fatto si che i loro giochi siano sulla bocca di tutti e più conosciuti.

Questo ci insegna che un successo commerciale non dipende dalla qualità del de gioco ma da altri fattori!!!!

Giulia Cursi

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La qualità del gioco serve per veder tornare i clienti, se il prodotto merita ci sarà una continuità di acquisto.
Difatti a Play un mio amico Daniele ha acquistato Penny e Di Cosa Hai Paura, il primo gli era piaciuto e ci abbiamo giocato diverse volte, il secondo l'ha comprato "al buio" dopo averne solo sentito parlare al bancone. Questo è successo perché lui si fida di Janus, Fiasco gli è piaciuto, Shock ha delle buone potenzialità, quindi perché non fidarsi?


D'altro canto, pensa a chi per anni ha comprato manuali giganti da minimo €30 e ora si sente dire che con circa €20 in tutto può avere un gdr figo. Alcuni reagiscono bene altri sono tremendamente scettici, oltretutto se poi il manuale non ti suscita curiosità e anzi ti sembra pure costoso visto che a €10 in più puoi avere un manuale da 500 pagine rilegato in cartone con illustrazioni a colori... (Ho avuto riscontro di entrambe le opinioni quindi non parlo per teorie.)
« Ultima modifica: 2012-04-04 10:03:21 da Nenhiril »
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