Gente Che Gioca > Gioco Concreto
[SLOW DOWN]"Mai più D&D": perchè?
Danilo Moretti:
--- Citazione da: Zachiel - 2012-06-02 11:09:49 ---Per giocare ad un tradizionale ti scanni con gli altri se non trovi dei gusti comuni, ma intanto non hai avuto grossi problemi a reclutare gente.
Per iniziare Cani nella Vigna devi trovare X persone interessate a quello specifico gioco.
--- Termina citazione ---
In soldoni tutto si riduce a: trovare gente con cui giocare bene è difficile a prescindere dal gioco.
--- Citazione da: Zachiel - 2012-06-02 11:09:49 ---Non per nulla D&D continua ad usare il "ci puoi fare tutto" come marketing. Dà pessimi risultati, ma fa ottime vendite.
--- Termina citazione ---
1) si sottovaluta che nella società contemporanea ha sempre più valore il concetto del "Good enough" che a primo acchito può sembrare una cosa negativa, poi pero...
2) Il marketing assume forme diversissime, dichiarazioni come "questo è l'anti D&D" che trovi all'inizio di Houses of the blooded è marketing.
Il passaparola tra forum è community è marketing.
Offrire "beta" e playtest alle cerchie di contatti che apprezzano il tuo punto di visita e i tuoi giochi passati è marketing.
Essere presente in fiere e far giocare gratis i propri giochi è marketing.
Ogni azione di divulgazione di un prodotto/servizio a pagamento è marketing.
Rilasciare un minigioco gratuito sullo stesso sito dove ne vendi a pagamento è marketing.
Addirittura distribuirlo in Creative Commons è (self)marketing.
Tradizionali o indie, nessuno è immune al marketing.
Mattia Bulgarelli:
Mi sa che siamo OT: splittare!
EDIT: e già che mi è stato segnalato: Danilo, sei in violazione dello SLOW DOWN!
La soluzione migliore arebbe quella di aprirti uno o più topic in cui puoi decidere di non mettere lo SLOW DOWN e accelerare il discorso e portarlo sui temi che ti interessano!
Dairon:
Come richiesto dall'OP, provo a espandere le mie affermazioni precedenti sui "perché" dei vari giochi. Non credo riuscirò a produrre molti AP (un po' quoto dispari al riguardo, un po' semplicemente non ha senso citare un caso di gioco al tavolo e far pensare quello sia LA ragione per cui penso la cosa X del gioco), ma vediamo un po'.
--- Citazione da: Dairon - 2012-05-29 20:12:46 ---
Per cui dovresti domandarmi i motivi per cui non gioco più al gioco specifico: a DND 3.X (circa il 50% della sessione mi sembra noia inutile; perché la gente con cui lo giocherei in ogni caso a livello ambientativo non vuole inventare molto di interessante; perché sono stufo di subire la storia che conta senza far nulla, non voglio che le mie scelte sia solo alcune tattiche di combattimento e nemmeno molte),
--- Termina citazione ---
A) Il 50% della sessione è forse l'unico caso in cui posso portare un AP piuttosto indicativo. L'ultima volta che ho giocato a tal gioco era in teoria per una oneshot personaggi pronti. Salta fuori che no, dovevamo farceli, di V livello credo.
Un'ora di sofferenza pura. Io odio dal profondo del cuore dover scegliere le abilità in quell'edizione. Tonnellate di PA da assegnare, senza che nessuno conti davvero, e al contempo ogni sceltà tra un'abilità e l'altra sembra difficile. Questo al vertice, ma potrei parlare del fatto di dover ricalcolare tutto appena prendi un talento, tener conto dei PF ogni dannato livello, la scelta tra duecentomila opzioni degli oggetti magici... e tutto serve a poco, in realtà. Magari complessivamente sì, migliora la tua capacità di far qualcosa, ma il singolo elemento no.
In realtà, a parte che io soffro davvero ad avanzare e creare il personaggio là, ci sono diverse altre cose per cui ritengo il 50% sia tempo perduto: l'impossibilità di fare un vero framing (se devi aprire porta per porta, altro che framing aggressivo! Questo, almeno da me, tende anche in ogni caso a cercare di giocare "ora per ora" anche dove non vi sarebbe stretta necessità.), soprattutto, ma anche il doversi gestire molte cose poco interessanti (aggiornare gli incantesimi pronti, contare i PF... tutta roba astratta. E devo anche aspettare che lo facciano gli altri).
B) Questo è personale. Diciamo che si parla di gente che non vuole cambiare le sue opzioni nel gioco specifico per ripetere un po' sempre le stesse situazioni ed ispirazioni; nonché, e questo è ben più grave se vi giocassi, che ha un brutto caso di "posso fare la impossible thing before breakfast".
Non credo sia veramente colpa del gioco, questo no. Ma ha un certo grado di complicità.
C) DND ti offre abbastanza scelte tattiche in battaglia, ed alcune possibilità di "influire sulla trama" fuori dal trauma fisico causato ad altre creature. Tuttavia generalmente se sei di un livello X non potrai influenzare chi ti sta sopra ad un livello X+10 in alcun modo, non più di quanto se sei in un gioco per console non potrai andare fuori da quel pezzo di mappa finché non avrai completato quella quest.
Ora, passi questo, ma è l'esistenza della trama da seguire che in alcun modo non posso cambiare che mi fa impazzire. E' una questione di stile di gioco possibile, anche questo non obbligatorio, vero. Nondimeno... se i PG spaccano l'esercito nemico, dio mio, il punto non può essere "oh no l'esercito doveva fare questo e questo!", ma "ora che farà l'esercito, considerato tutto quanto è successo?".
Le mie azioni devono contare, sono il protagonista!
--- Citazione ---a MDT (non mi interessa conservare lo status quo; se devo essere un mostro, non riesco a non pensare vi siano sistemi che me lo fanno sentire),
--- Termina citazione ---
A) Credo in MDT vi sia un certo world building molto interessante (dico davvero) da parte del Narratore; e che perfino quanto proposto ufficialmente fosse spesso affascinante, perfino entro certi limiti il metaplot. E più ragionato di quanto non sembri (vabbè, io preferivo il nuovo che aveva un livello di magnitudine inferiore di contraddizioni).
La fregatura è che questa cosa parte dall'alto e si rivolta verso il basso. Non è nemmeno il problema che una sola persona generalmente la fa (o "adatta" le indicazioni preesistenti: il Narratore che ti dice "bene, in questa regione, i Padroni del Ferro hanno questo e questo branco"); il problema è che anche se dai molti PX ai tuoi PG, se anche reggessero una metropoli... sono solo una piccola parte del tutto.
Non dico che debba esserci dettagliato come essere il nuovo Dracula, questo posso capirlo. Però mi pare che i pg relativamente al worldbuilding siano assolutamente impotenti su come lasciare il segno.
Il finale è che lo status quo non cambia. O se cambia, lo fa in maniera predeterminata dal Narratore.
B) Beh, suvvia. Umanità: se riesci "ti senti in colpa", se fallisci "non ti senti colpa", con eventuale contorno di Alienazioni.
Potremmo specificare, mio caro manuale, grazie? :P Gradirei il mio povero Nosferatu avesse qualche indicazione la prima volta che fa finire male una delle sue prime vittime, no?
--- Citazione --- Cyberpunk (troppe pippe mentali, fatemi spaccare subito e bene!);
--- Termina citazione ---
Stranamente, avendoci giocato poco è più un rifiuto leggendo il manuale che una cosa sviluppata giocando.
Ma insomma, l'impotenza relativa dei PG a fronte della complessità e difficoltà necessaria per fare le cose è evidente.
Qui poi non deve contare lo stile? Dov'è che conta?
--- Citazione --- L5R (critiche simili a MDT, e in più se non l'ambientazione il metaplot mi causa l'itterizia);
--- Termina citazione ---
Genericamente, verosimiglianza bassa ed abbondanza di stereotipi nemmeno particolarmente sino-nipponici, nell'ambientazione del caso. Dopo un po', il troppo stroppia, quando ti accorgi che sul serio in una serata di brainstorming puoi fare di meglio.
Moreno Roncucci:
Credo che questo thread mostri, sia nelle richieste del TO, sia in certe resistenze, che il pernicioso equivoco che DA SEMPRE accompagna il concetto di "actual play", continui a far danni. Non importa quante volte lo si spieghi, non si riesce a sradicare.
Non importa quante volte si dice che gli actual play sono "mele", si continua a capire "arance".
Prima di tutto, per non appesantire il thread di spiegazioni, un link:
Actual Play: cos'è http://www.gentechegioca.it/smf/index.php/topic,3764
Leggere bene, soprattutto la frase di Ron quotata it can be about the game as a whole across ten years of play,
Come ho spiegato anche in quel thread-spiegazione, linkato fra le "letture consigliate" del forum, se dico "non mi è mai capitato, è actual play.
Se dico "a leggere il manuale sicuramente il gioco sarà così", NON E' acqual play.
E' la pratica di gioco collegata a quello che dici quello che distingue l'actual play dal fumo, non lo scrivere "una volta a me, a Gigio e a Filippo è venuto 17 con un dado da venti".
Dove voglio arrivare? Al fatto che chiedere, in un caso come quello di questo thread, "un esempio di una giocata specifica", NON E' chiedere un actual play. Perchè se rispondo "non mi è mai capitata una giocata specifica che riassuma da sola i problemi che ho trattato", questo Sì è actual play, ma non sarebbe in topic.
Visto che le due cose sono state confuse nel corso della discussione, vorrei chiarimenti da Patrick: questo thread è per risposte basate sull'actual play, o è una raccolta di specifiche partite che rappresentano in maniera emblematica i problemi fondamentali del tradizionale?
Perchè se mi dice che non ho parlato in termini di actual play, dopo un mio post che è TOTALMENTE basato su venticinque anni di actual play (ma credi che quell'opinione dei tradizionali ce l'abbia perchè l'ho letta nella propaganda forgita?) e in cui ho raccontato la mia esperienza personale di smagamento sui gdr ben prima di incontrare the forge, è chiaro che c'è ancora confusione sul concetto.
Intendiamoci: è perfettamente lecito chiedere come thread opener di avere come risposte solo esempi emblematici da singole scene in singole partite. Ma lo dovrebbe dire esplicitamente, perchè se chiede "actual play", sta chiedendo un altra cosa.
Patrick:
ok, chiedo venia se ho usato un termine sbagliato. Il mio desiderio quì è raccogliere esperienze che evidenziano i motivi per cui chi risponde non gioca più ai giochi tradizionali, sia per aspetti dei giochi tradizionali che sono problematici, sia per aspetti di qualche gioco moderno che è diventato "indispensabile".
Come detto, se non avete esperienze simili da condividere, non siete costretti a postare ^^
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