Autore Topic: Solipsist - Gioco  (Letto 35173 volte)

Fabio Succi Cimentini

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Solipsist - Gioco
« Risposta #15 il: 2009-12-05 21:15:57 »
Scusa se ho smorzato un attimo la tensione, con un esame di domani - sì, il Proficiency di giapponese ha abitudini bizzarre :D - finisco gli ultimi ripassi.
Domani pomeriggio finisco bene!
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« Risposta #16 il: 2009-12-06 21:41:34 »
Anf, pardon ancora per il ritardo.

Il cuore batte troppo, per essere una questione di formalità.
E non lo è: da quella sera, da quando la sua possibilità di raggiungere un obiettivo - sia esso la perfezione o l'amore - ha perso la sua certezza e ogni esercitazione con Diana ha il suo peso, la settimana è stata un ritmo fin troppo teso e i nervi sono corde di violino quasi stridenti. La calma è andata via, la fiducia nelle proprie capacità vacilla, non quel battito del cuore ad avere vicino la ragazza - nonostante la tensione, gli sguardi di timore e fastidio, il calo di perfezione - e il desiderio di fare qualcosa per lei: almeno per la gloria, la sola cosa a cui può aiutarla ora se non si rovinerà tutto. E forse è andato tutto male perchè è stato egoista, o forse solo perchè è ancora in un mondo imperfetto.

Ed eccola, la disarmonia, nelle voci che sente oltre il muro. Nell'assalto a suo padre, che per un po' lo fa rimanere impotente - inosservato ascoltatore - a dirsi che non può fare nulla. Che di nuovo sono cose da risolvere. I doppi sensi su di lui fanno tornare il pensiero di quella notte e un singulto trattenuto. Poi però il fastidio è fin troppo: suo padre non merita tutto questo, ma soprattutto lui non merita di essere un oggetto di scambio per gentaglia egoista.
No, deve aggiustarli. Soprattutto aggiustare il padre. Allora esce.
Ha una camicia bianca - non la stessa che teneva semiaperta quando Diana gli aveva parlato del concorso - e una cravatta nera, pantaloni dello stesso colore. Così, punto, e niente soprabiti o orpelli: ha pure caldo. E c'è da dire che tutto questo continua a mantenerlo androgino, specialmente la durezza del volto.
"Papà, stasera avrai i soldi. E potrai evitare ogni fastidio." Li ignora, come meritano. "Solo... non abbassarti al loro livello." Perchè sei il padre di un angelo, pensa: per non sporcarti davvero, qualunque cosa tu mi abbia fatto finora.
"Glielo mostreremo, quanto valiamo."
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Marco Costantini

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« Risposta #17 il: 2009-12-07 01:24:14 »
"Ma guarda, eccolo qui il tuo...ragazzo. Cazzo, ha più palle di te, Sergio" esclama la voce profonda, che appartiene ad un omone con una grossa pancia, tutt'altro che flaccida, con un faccione arrossato su cui spunta una barba nera e ispida.
"E questo la dice lunga sulle tue palle, eh Sergio?" continua la vocina stridula, appartenente ad un vecchio smagrito col viso butterato e deformato dalle rughe e con un evidente strabismo.
"Cos'è che farai stasera, signorina? Vai a trovare qualche vecchio pervertito per farti dare un po' di soldi? Non che la cosa ci dispiaccia, a quanto pare sei il nostro unico investimento per recuperare i soldi che il tuo vecchio ci deve. Ma...bhe, non mi vengono in mente molti modi con cui potresti avere quei soldi, ragazzino" dice il grassone.
"Già! Perchè non ci spieghi com'è che vuoi farli saltare fuori? Sembra interessante..." continua il vecchio.

Tuo padre non dice ancora nulla, ma non fatichi a leggere le sue emozioni. Ti sta guardando come qualcuno che vorrebbe dire a qualcun altro "non sono affari tuoi". Ma c'è altro. Capisci chiaramente che si sente in difficoltà, quasi in imbarazzo per averti coinvolto in questa cosa ed ancora di più perchè sei tu a doverlo tirare fuori dai guai.
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Fabio Succi Cimentini

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« Risposta #18 il: 2009-12-07 16:49:15 »
Trattenere la rabbia è una cosa nuova per Celeste, perchè non l'aveva quasi mai provata fino a questo momento: allora il volto è più teso del normale, ma cerca di spostare tutto *dentro*, di metterlo nascosto, perchè non influisca su di lui. Specie sulla performance dopo, che questa volta non può sgarrare.
Allora cerca di essere serafico.

"Vi è mai importato da dove vengano? Sono soldi, tintinnano e state torturando un uomo per averne: vi basti sapere che li avrete. Niente omicidi, rapine o altri strozzinaggi, se vi consola." Non offre al padre un braccio a cui appoggiarsi, sa che lo imbarazzerebbe e si trattiene dal complicare ulteriormente la situazione.
"Anzi, se toglieste il disturbo e lo lasciaste tranquillo potrei finire di prepararmi e andare... al lavoro." Un lieve sospiro, mentre pensa alla tensione e ai dubbi che lo attendono. Questo è un ulteriore peso e un motivo per non fallire assolutamente. "Patti chiari, amicizia lunga?"

[/i]
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« Risposta #19 il: 2009-12-07 17:13:40 »
I due si guardano lanciandosi un'occhiata significativa. Il vecchio abbozza un ghigno tutt'altro che rassicurante e l'altro torna a puntarti gli occhi addosso, sorridendo come un Babbo Natale alcolizzato.
"Fantastico, fantastico! Lasciamo che il Mr, qui, faccia il suo show (ndr ovviamente è inteso nel classico modo di dire, non sanno nulla dello spettacolo) e vediamo cosa ne viene fuori. Se non ci sta prendendo per il culo riavremo i nostri soldi. Altrimenti avremo un altro paio di braccia da spaccare. In ogni caso ci va bene, direi" conclude con una risata cavernosa.
I due indietreggiano, il vecchio apre la porta per primo ed esce. Il grassone resta per un attimo a guardare te e tuo padre, ancora col sorriso sulle labbra poi esce e se ne va senza nemmeno degnarsi di chiudere la porta.


Ok, direi che puoi sia chiudere questa scena che aprire la nuova (che potrebbe essere direttamente il concorso o qualsiasi altra cosa tu ritenga importante).
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Fabio Succi Cimentini

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« Risposta #20 il: 2009-12-08 11:10:58 »
"Bene." Quando sono andati e la porta rimane lì cigolante, Celeste può permettersi un sospiro di sollievo. Non troppo, perchè si è caricato un'altra responsabilità e a questo punto, davvero, non può proprio fallire.
Così tira fuori qualcosa - il prosciutto rimasto, qualche quadratino già tagliato di emmenthal - e lo pone sul tavolo; sa che il padre non ha ancora mangiato. "Non serve che tu venga." Vederlo tra la folla forse sarebbe peggio, si sentirebbe ancora più giudicato; e lo vede da lontano un miglio che Sergio ha una brutta cera e sarebbe solo uno sforzo ulteriore. "Mangia qualcosa, sonnecchia sul divano. E vedrai che domani sarà meglio."
'Non ti deluderò' non lo può dire.

* * *

Ed eccolo sul palco del Teatro Grande della città, sotto le luci piene, in fila orizzontale col resto dei concorrenti.
Sono tutti vestiti in modo impeccabile, più fronzoli e brillantezza rispetto a lui e il suo abbigliamento bello di seconda mano, e specialmente Diana è bellissima - i capelli acconciati e raccolti, il vestito lungo e scuro più semplice delle altre cantanti la incornicia perfettamente. E il suo sguardo è tesissimo, Celeste può immaginare le sue membra al massimo dello sforzo e agitazione.
Ma almeno una vista è più confortante: don Gabriele - è lui? - verso le ultime file del teatro. Forse qualcuno dei ragazzi dell'oratorio con lui: questo lo fa sentire meno solo.
Con lei si sono parlati pochissimo, come del resto nell'intera settimana: e ha capito - o meglio, pensa di capire - finalmente che non è solo la bella, irraggiungibile ragazza prodigio, lo specchio di se stesso che credeva.. E che è stato punito per il proprio egoismo, quando ora quello che può volere per se sono solo i soldi. Poi ognuno per la propria strada probabilmente, e potrà solo guardarla andare via da lontano senza fare nulla.

Ma ecco che l'applauso davanti a lui interrompe ogni pensiero, e cerca di rilassare le mani sui fianchi.
"Gentili signore e signori..."
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Fabio Succi Cimentini

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« Risposta #21 il: 2009-12-13 18:21:14 »
Lancio un segnale. Ultimamente gli impegni pesano, immagino? :°
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« Risposta #22 il: 2009-12-17 18:45:58 »
Scusa Fabio ma è stata una settimana di Cacca.
Mi rimetto subito a lavoro :)
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Fabio Succi Cimentini

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« Risposta #23 il: 2009-12-18 11:55:08 »
Ma figurati, sono contento che ora tu abbia - spero - ritmi più rilassati. Nessun problema!!
« Ultima modifica: 2009-12-18 11:55:20 da Tozzie »
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« Risposta #24 il: 2009-12-18 13:00:59 »
Assistete agitati nel retropalco alle esibizioni degli altri; di tutti gli altri, visto che la vostra esibizione sarà l'ultima.
Diana non ti rivolge la parola. Se ne sta muta per la maggior parte del tempo, fissando il pavimento.
Sai che è una ragazza forte, c'è chi dice che sia una spocchiosa saccente e questo ti fa pensare che probabilmente il suo comportamento non dipende totalmente dalla vostra recente avventura. Capisci però che è tesa e che non scherzava quando diceva che se qualcosa dovesse andare storto non te lo perdonerebbe. Ma non puoi biasimarla per questo: per lei questo non è solo un "gioco" o un qualcosa di semplicemente piacevole o bello. Lei investe nel canto la propria vita.

Una delle maschere vi viene a chiamare: "Dopo tocca a voi" dice indicando il sipario.
Sentite il cerimoniere della serata annunciare i vostri nomi.
Vi alzate.
Diana ti osserva, poi senti la sua mano che stringe la tua.
Quel contatto quasi ti scioglie [NB: qui sto giocando per motivi di PbF il tuo pg. Se Celeste avrebbe fatto altro dillo e cambia], ma poi la sua voce ti inchioda di nuovo: "non fare cazzate" dice. Ma forse per un attimo ti sembra tornata la solita Diana: strafottente e aggressiva direbbe qualcuno; determinata e caparbia direbbero altri.
Finalmente salite sul palco.
Alle vostre spalle l'orchestra, davanti a voi una sala, certamente non molto grande, ma piena: il fatto che sia presente il padre di Diana ha attirato la borghesia cittadina e la stampa.
Il direttore d'orchestra da inizio alla musica, sulla quale dovrete inserirvi contemporaneamente.

Ed è in quel momento che la tua attenzione viene catturata da qualcosa o qualcuno nel pubblico.
E' una donna sulla trentina, di una bellezza altera: nonostante sia seduta fra gli altri sembra piuttosto alta. Ha una pelle davvero chiara, bianca diresti, che però nel buio della sala sembra quasi risplendere. I capelli, scuri e scintillanti anche loro, come se fossero fatti di una qualche pietra lucente, sono raccolti in cima alla testa. Senti i suoi occhi puntati addosso come spilli.

Dapprima è il suo aspetto e la sua insistenza a cogliere la tua attenzione...ma ben presto ti accorgi che c'è dell'altro.
Intorno a lei la realtà sembra piegarsi, oscurarsi, cedere. Lei è un'Ombra.
Ed è nel momento stesso in cui lo realizzi che la vedi sorridere appena.

Intanto l'orchestra suona...e forse tu avresti dovuto contare.


Puoi fare davvero quello che vuoi (sei un Solipsista dopo tutto), ma se non fai nulla sicuramente l'esibizione sarà una ciofeca.

Ho inserito l'Ombra ma sono ancora in dubbio se applicare anche le regole nel dettaglio o lasciare il classico aumento di difficoltà 3/5. Trovo le meccaniche specifiche un po' complesse e forse non è un vero e proprio scontro meccanico con l'Ombra che voglio. Mi serviva solo per rappresentare qualcosa. In più mi pare che da soli affrontare l'Ombra sia particolarmente difficoltoso.
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Fabio Succi Cimentini

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« Risposta #25 il: 2009-12-18 13:21:19 »
L'hai gestito benissimo il Celeste, tranquillo.
E urca, l'Ombra: qui si rende dura. Vediamo dopo gli impegni pomeridiani di risolverla.

EDIT: Scusa, per cose organizzate all'ultimo mi sa che fino a domani pomeriggio ho poco per pensarci ;_; Un giorno riusciremo ad avere un ritmo solido, ci credo.
« Ultima modifica: 2009-12-18 19:00:00 da Tozzie »
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« Risposta #26 il: 2009-12-19 18:19:10 »
Allora, qui ammetto di avere un attimo di 'dubbio da foglio bianco'. Ma è anche per un attimo di disabitudine.
Mi sono permesso di muovere un minimo Diana stessa, anche per evitare troppi botta-e-risposta.

Perchè? Perchè proprio ora?

Perchè è tutto imperfetto e sbagliato, gli verrebbe da pensare, e proprio ora in cui il momento è il più pesante da qui a tanto tempo - forse nella sua vita, ora che ha in mano così tante responsabilità? - c'è qualcosa che lo inquieta. Chi è quella donna?
Strano, pensa, sembra quasi le pochissime immagini che ricordo di mamma*. Altre volte sembra quasi Diana, cresciuta negli anni e nella malizia. Ad ogni modo... perchè ora? Il cuore va a battere più forte, ora che sente... quella persona, o meglio lo strano senso di disfacimento delle cose attorno a lei. Forse è il simbolo di quanto è in gioco ora? O un avversario, proprio?


In realtà non è una risposta nel pensiero a seguire, ma una voce.
Quella di Diana, che intona l'inizio della sua parte sotto l'attacco dell'orchestra. C'è sforzo nella sua voce, quasi troppo, quasi a portare le corde vocali a grattare nonostante il pubblico non dovrebbe accorgersene: e Celeste sa perchè, perchè avrebbe già dovuto cominciare a cantare lui stesso.
Così quanto finalmente parte col suo canto - mentre Diana avrebbe dovuto avere il primo controcanto - evita del tutto di guardare verso di lei, intrecciando le prime note in polifonia con gli occhi fissi davanti a se. Poi, dapprima timidamente, guarda verso il pubblico.


Eccola, la bella società cittadina; abiti austeri, scintillanti, sensuali, neri o chiari, sempre bene curati. Occhi a volte curiosi e a volte annoiati, ma a vedere per la prima volta così tante persone della città ricca Celeste si rende conto che non sono così tanto diversi dalla gente con cui è a contatto ogni giorno nel quartiere. Anche con le barbe bene risate, i colletti inamidati e gli orecchini di valore ai lobi sono persone come ne ha conosciute. Anche il padre di Diana, come lei stessa s'è rivelata una creatura fragile non solo da adorare, anche da volere aiutare sul serio. Persone che non dovrebbero vedere il loro canto come un oggetto... persone a cui il suo canto dovrebbe avvicinarsi.

E allora, sul fare di un secondo, ecco che parte la seconda sezione: questa volta è Diana a iniziare davvero per regola, e Celeste dovrebbe fornire il contrappunto polifonico secondo precise regole. Una parte provata più e più volte. Così questa volta comincia la prima nota al momento perfetto.
Solo che non è quella che dovrebbe intonare: è la stessa di Diana.
E prende a cantare la stessa melodia di lei, controbattendo il suo stupore - forse anche terrore - con una dolcezza che si armonizza al tono della ragazza. Con un tono calmo, aperto, sorridente come lo sguardo che rivolge alle persone che lo fissano da sotto il palco, cercando di fare scorrere gli occhi su ognuno singolo di loro (tranne la donna misteriosa, che osserverà per ultimo), senza risparmiare a ognuno la ritrovata dolcezza e sicurezza, come se fossero una persona sola.


La melodia ora è una sola a due voci, quasi semplice, e lui sente - o crede di sentire - la tranquillità di Diana nel fidarsi di lui: ora sì che è la voce di un angelo. Alza piano le mani, come a tenderle verso le persone davanti, ripetendo di nuovo quella frase cantata.
E tutti canteranno con loro.


Cambio di Realtà: tutto il pubblico canterà a una sola voce seguendo Celeste e Diana. L'esibizione sarà un evento unico e catartico.

*: questa l'ho messa molto per 'velleità simbolica', data la natura un po' sfuggente dell'Ombra. Legarla ad un altro simbolo dei problemi di Celeste mi sembrava carino; ma se per te è fuori luogo elimino.

Comunque ho pensato di gettare subito sul cambio realtà, un po' perchè mi sembrava abbastanza implicito nella situazione che mi poni, un po' per evitare uno scambio del tipo "Celeste riprende a cantare" "Si sente che c'è tensione, il pubblico mormora etc." Insomma, forse è anche inutile specificarlo, ma cerco di farlo per aiutarmi meglio a esplicitare le cose e abituarmi al metodo di gioco XD
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Marco Costantini

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« Risposta #27 il: 2009-12-20 23:30:27 »
3(base)+1(i fatti contraddicono qualcosa narrato nella storia)+2(Ombra)-2(voglio che le persone si annullino)=4

Per ora non mi pare di trovare nessuna Limitazione attinente ne altre Ossessioni.
Suggerimenti?
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Fabio Succi Cimentini

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Solipsist - Gioco
« Risposta #28 il: 2009-12-20 23:37:25 »
No, guardando la scheda non mi sembra di trovare altri elementi che entrino con naturalezza. A questo punto userei 4 di Infestazione per un Cambiamento perfetto.

Domanda, anche se lo troverei sconveniente perchè a quel punto manipolabile da te (ma ora devo staccare quindi non potrei neanche scrivere una narrazione di riuscita adesso): è possibile causare uno Strappo da 0 - allo scopo di ricaricare Infestazione per esempio - o è tassativo essere sul punto di fallire il Cambiamento ?
Comunque non intendo farlo perchè questo per ora è davvero un grosso momento clou per Celeste, con le ripercussioni che ha sul suo mondo, suo padre e Diana.

E sai che comincio a 'chiedermi il perchè' di quel +1 per Cambiamenti che contraddicono fatti? Col fatto che finora è uscito fuori almeno +1 in ogni Cambiamento da me tentato, o sono incapace di formulare modi di cambiare la realtà più sottili (il che è probabile) o mi verrebbe quasi più naturale dal punto di vista del design vedere una difficoltà default di 4, piuttosto che un modificatore che c'è sempre.
« Ultima modifica: 2009-12-20 23:39:43 da Tozzie »
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« Risposta #29 il: 2009-12-21 00:25:47 »
Citazione
[cite]Autore: Tozzie[/cite]Domanda, anche se lo troverei sconveniente perchè a quel punto manipolabile da te (ma ora devo staccare quindi non potrei neanche scrivere una narrazione di riuscita adesso): è possibile causare uno Strappo da 0 - allo scopo di ricaricare Infestazione per esempio - o è tassativo essere sul punto di fallire il Cambiamento ?


Non è possibile perchè non conviene: se tu potessi spendere 5, mandando il Cambiamento a -1 recupereresti 1 punto infestazione ,scrocetteresti le ossessioni usate e mi lasceresti la narrazione. Spendendo 4 manderesti il Cambiamento a zero tondo, ottenendo la narrazione e risparmiando 1 punto infestazione.
Le regole lo esplicitano comunque in modo chiaro a pag 34: "the solipsist may now chose to spend Infestation to bring it closer, or equal, to 0".

Citazione
[cite]Autore: Tozzie[/cite]E sai che comincio a 'chiedermi il perchè' di quel +1 per Cambiamenti che contraddicono fatti? Col fatto che finora è uscito fuori almeno +1 in ogni Cambiamento da me tentato, o sono incapace di formulare modi di cambiare la realtà più sottili (il che è probabile) o mi verrebbe quasi più naturale dal punto di vista del design vedere una difficoltà default di 4, piuttosto che un modificatore che c'è sempre.


Per come l'ho interpretata io quel +2 o +1 vanno sempre aggiunti, anche perchè di solito cambiando vai per forza a scontrarti con una cosa (anche perchè senno non ci sarebbe conflitto).


Più che altro sto riflettendo su una cosa: non credo che in un cambiamento posso essere assente del tutto Limitazione o Ossessione, anche perchè se il Cambiamento fallisse non si potrebbe scrocettare nulla.

Quindi sai che ti dico: quello che hai detto succede senza bisogno d un Cambiamento.


Tutti gli spettatori sono concentrati e persi nel canto.
Tranne la donna. Con lentezza si fa largo tra la folla finchè non raggiunge il corridoio centrale.
Lì si ferma: indossa un abito nero bordato di ricami argentati che la fascia in maniera perfetta. Si volta verso di te, mentre nessun altro sembra notarla, ti sorride e ti lancia un piccolo bacio.
Dopodichè si gira e se ne va, uscendo dalle grandi porte del teatro, portandosi dietro quella scia che sembra assorbire luci e suoni.

Quando finalmente il canto si interrompe tutti sono lì in piedi, sgomenti. Ci sono uomini e donne col volto rigato dalle lacrime per l'emozione e tutti si guardano l'un l'altro spaventati, come se gli altri, tutti gli altri, li avessero visti in un momento di particolare intimità.
Passa qualche buon istante prima che un applauso, dapprima incerto, poi fragoroso, prorompa dal pubblico ancora in piedi.
Anche Diana sembra particolarmente frastornata, ma l'applauso la distende ed in quel momento ti passa una mano intorno ai fianchi, stringendoti e inchinandosi al pubblico.
"Non so quel che hai fatto, ma...ha funzionato" dice col capo chino rivolto al pavimento del palco mentre siete ancora chinati."

"Ed ora la giuria si riunirà per decretare il vincitore" annuncia il presentatore della serata.


Mi fermo qui.

PS:
Citazione
[cite]Autore: Tozzie[/cite]*: questa l'ho messa molto per 'velleità simbolica', data la natura un po' sfuggente dell'Ombra. Legarla ad un altro simbolo dei problemi di Celeste mi sembrava carino; ma se per te è fuori luogo elimino.

C'è solo un piccolo problema: in quel cambiamento hai overshoottato con la conseguenza di aver fatto sparire l'esistenza di tua madre. Tua madre non solo non esiste: non è mai esistita. Nemmeno per te.
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

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