Autore Topic: [CnV] La morale e la Fede  (Letto 6290 volte)

Mauro

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[CnV] La morale e la Fede
« il: 2008-12-01 14:35:53 »
Iniziata su [PbF] Cani nella Vigna 2.1 - HOPE!.

La discussione nasce da una mia considerazione sul fatto che non ero convinto che un matrimonio riparatore voluto dal Sovrintendente fosse giusto, tra gli altri motivi perché "un simile matrimonio non avrebbe tenuto conto di Helen e di quello che provava [odio e paura verso chi avrebbe dovuto sposare]"; il che, in una simile ambientazione, può suonare curioso: si teneva conto di cosa provava e voleva la donna? Gli scritti cosa dicono, al proposito?
Vi rimando alla discussione originale (sono pochi messaggi, concernenti questo tema) per sapere cosa si è detto finora, l'ho spostata altrove per dare la possibilità di intervenire a tutti gli interessati ;)

Prossimamente risponderò all'ultimo messaggio di lapo :D
« Ultima modifica: 2016-09-18 23:17:03 da Moreno Roncucci »

Moreno Roncucci

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #1 il: 2008-12-01 15:05:21 »
Ho già risposto nel thread. La risposta è dentro di te. Se non è dentro di te, è nei film italiani degli anni 50.  Meglio quelli con Amedeo Nazzari, ma in mancanza d'altro vanno bene anche quelli neorealistici o le commedie all'italiana o quelli con Totò. Se non sai di che parlo, come ultima spiaggia ci sono i film western degli anni 50.  Questa "cosa strabilante" che non riuscite a capire, cinni implumi e appena svezzati, è stata la vita quotidiana dei vostri nonni ed è stata immortalata in centinaia di film...   :lol:
« Ultima modifica: 2008-12-01 15:13:28 da Moreno Roncucci »
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Moreno Roncucci

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #2 il: 2008-12-01 15:12:42 »
Più seriamente: PIANTATELA DI RAGIONARE COME IN UN GDR!!!!

A sentirvi parlare di "cosa dovreste pensare nell'ambientazione" mi fate venire in mente tutte le discussioni assurde che si fanno sugli allineamenti, e sui "robottini da gdr".

Siete degli Spingitori di Pedine? O state creando storie?

Cosa succede nelle storie? Che, guarda caso, i personaggi sono VIVI. Con PASSIONI. Con desideri, interessi, ideali!

Nelle storie, i personaggi non controllano il manuale per vedere se rispettano l'allineamento!   :twisted:

A sentirvi parlare mi vengono in mente scene tip "scusa, figlia mia, ti devo far sposare uno che mi fa schifo e che vorrei squartare lentamente appeso ad gancio, perchè da regolamento, che ho appena consultato, in questa ambientazione le donne devono accettare il corteggiamento"

E magari, di seguito, "mi corteggi? E io ti sparo in bocca!" "eh?" "certo, ieri sera ho sentito un npc dire che faceva fuori chi voleva sposarsi sua figlia, quindi immagino sia quello che fanno tutti i questa ambientazione! Bang Bang!"

Non so, questa è proprio basilare. Senza un concetto basilare di cos'è una storia, di cos'è un intreccio,  una vicenda, un protagonista,  direi che possiamo pure chiudere il play by forum, visto che è roba basilare per giocare narrativista, molto più di qualunque regolamento. Senza, al massimo spingiamo pedine per vincere...   :roll:

Non consultate il regolamento su questo. Guardatevi dei film. Leggetevi dei romanzi. E guardate cosa fanno i protagonisti.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Moreno Roncucci »
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Marco Costantini

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #3 il: 2008-12-01 15:29:02 »
Devo dire che ieri ho avuto lo stessa reazione da parte di un giocatore.
A fine serata gli ho chiesto come mai fosse restato piuttosto silenzioso e lui mi ha risposto che nelle situazioni che gli avevo presentato non ricordava bene cosa dicesse l'ambientazione del gioco e che quindi non voleva rischiare di sparare sciocchezze fuori ambientazione.
La mia risposta è stata più o meno che nel manuale ci sono scritte sì e no due cose e che comunque anche quelle potrebbero non valere un fico secco, visto che un Cane può di volta in volta decidere se e come applicare una regola.
Chissà, forse è l'atavica paura di andare "contro il manuale", abituati (tutti, io per primo) a seguire molto più strettamente l'ambientazione che le regole (visto che, grazie all'amico sistema-0, praticamente non ci sono mai).
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Marco Costantini »
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Mauro

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #4 il: 2008-12-01 15:35:23 »
Perfettamente d'accordo, faccio solo una nota:
Citazione
[cite] Moreno Roncucci:[/cite]A sentirvi parlare di "cosa dovreste pensare nell'ambientazione" mi fate venire in mente tutte le discussioni assurde che si fanno sugli allineamenti, e sui "robottini da gdr"

La mia risposta alla domanda "Cosa devo pensare nell'ambientezione?" è "Quello che voglio"; la domanda di lapo però non mi pare quella, quanto piuttosto "Quanto [questo] è normale nell'ambientazione?", e, piú specificamente, "Cosa dice la Fede su [questo]?", avendo in mente che i personaggi possono staccarsi da quanto si risponde a quelle domande. In altri termini: i Cani potrebbero decidere che la poliandria è giusta, ma normalmente la Fede ammette solo la poliginia ;)

La risposta a questo messaggio:
Citazione
[cite] lapo:[/cite]non sto parlando di cosa pensa Saul (che è mia prerogativa) ma di cosa dicono gli scritti

Cosa dicono gli scritti... Moreno, correggimi se sbaglio, lo decidono i Cani, cosa ci sia scritto nel Libro della Vita non è specificato, e si potrebbe benissimo inventare una citazione che sostiene la scelta della donna nel matrimonio (o una che sostiene il contrario; o entrambe, e poi i Cani si legnano :P ).
Quanto sarebbe strana e controcorrente una simile posizione? Di nuovo in attesa di smentite in caso sbagli, dipende: le città sono molto separate tra di loro, magari se ne trova una in cui la donna deve stare zitta e sposare chi le viene detto dal Sovrintendente, in un'altra invece ha il diritto di rifiutare. In generale non ti saprei dire, perché penso che dipenda da campagna a campagna, da gruppo a gruppo, a seconda di come si sviluppa il gioco.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Mauro »

lapo

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #5 il: 2008-12-01 15:41:35 »
Edit per dire: cross-post con Mauro (a cui risponderò in seguito, non ho modificato sotto).

Citazione
[cite] Moreno Roncucci:[/cite]Più seriamente: PIANTATELA DI RAGIONARE COME IN UN GDR!!!!

A sentirvi parlare di "cosa dovreste pensare nell'ambientazione" mi fate venire in mente tutte le discussioni assurde che si fanno sugli allineamenti, e sui "robottini da gdr".

Siete degli Spingitori di Pedine? O state creando storie?

Cosa succede nelle storie? Che, guarda caso, i personaggi sono VIVI. Con PASSIONI. Con desideri, interessi, ideali!

Moreno, Mauro… mi state francamente facendo cadere le braccia (così, fuori da denti).
I casi sono due: o non so scrivere in italiano, o mi state fraintendendo volutamente.

SO BENISSIMO CHE DECIDO IO QUALE È LA MORALE DEL MIO PG.
La mia domanda era -esclusivamente- su quale sia la "morale comune".

Sì, il PG è "vivo", ha una morale e delle passioni. Ma è vivo in un AMBIENTE che io personalmente NON CONOSCO (e non capisco, se vuoi!). Lui lo conosce, lui lo capisce. Ma io no.
Non mi sembra di "rovinare lo spirito del gioco" se cerco di colmare questa mia carenza.
Ma se dite che la scelta è mia, totalmente mia, e il manuale non c'entra niente, ok, allora ok, io, da italiano che vive nel 2008, deciderò la morale di un personaggio da Western con la mia morale da 2008. E stop.

Vi prego, SOLO, di smettere di fraintendere le mie parole. Di non vederci necessariamente ogni volta, un "rigugito di parpuzio". Solo questo, vi chiedo.

Quindi apprezzatissima la lista di (a me totalmente ignoti) film e referenze: era quello che cercavo. Molto meno gradita la frase "smettila di pensare da gdr".
È sbagliato voler sapere cosa ne pensa una persona media nell'ambientazione del gioco? (non per essere una persona media, ma per saper come regolarmi)
Le regole valgono zero? L'ambientazione vale zero?
Se fosse un gioco ad ambientazione Jedi nello spazio dovrei agire nello stesso modo?
Devo EVITARE di giocare un ruolo e giocare esclusivamente io-persona-fisica?

Per me, non avrebbe senso. Poi oh, fate vobis.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da lapo »

lapo

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« Risposta #6 il: 2008-12-01 15:44:58 »
Citazione
[cite] Mauro:[/cite]La mia risposta alla domanda "Cosa devo pensare nell'ambientezione?" è "Quello che voglio"; la domanda di lapo però non mi pare quella, quanto piuttosto "Quanto [questo] è normale nell'ambientazione?", e, piú specificamente, "Cosa dice la Fede su [questo]?", avendo in mente che i personaggi possono staccarsi da quanto si risponde a quelle domande. In altri termini: i Cani potrebbero decidere che la poliandria è giusta, ma normalmente la Fede ammette solo la poliginia ;)

…esattamente.
Decido io se Saul pensa che la poliandria sia "giusta", ma prima di deciderlo voglio tenere conto del fatto che "a molti risulterà come una strana novità" (anche se magari, poi, il mio ruolo di Cane e le mie armi, gli faranno credere alle mie parole).
Non volevo chiedere altro…
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da lapo »

Mauro

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« Risposta #7 il: 2008-12-01 15:50:16 »
Citazione
[cite] lapo:[/cite]È sbagliato voler sapere cosa ne pensa una persona media nell'ambientazione del gioco? (non per essere una persona media, ma per saper come regolarmi)

Personalmente reputo di no, il "problema" che ho nel rispondere alla domanda specifica (quella sul matrimonio) è che non so quale sia la norma, e non so nemmeno se c'è sul manuale: tu l'hai trovato chiarissimo, io l'ho trovato contraddittorio. Se mi chiedi sulla poliandria, sull'aspetto macroscopico del vestiario delle donne, e come simili, saprei dirti quella che (almeno nella mia visione) è la norma; ma andando in un caso come quello specifico del matrimonio non so dirtela, né so se sul manuale ci sia. Ti rispondo "Decidi tu" non perché devi essere tu a scegliere la morale del tuo personaggio, ma perché non saprei come altro risponderti: se lo facessi sulla base della mia comprensione del manuale, ti dovrei dire che la questione è contraddittoria :?
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Mauro »

lapo

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« Risposta #8 il: 2008-12-01 16:29:57 »
Citazione
[cite] Mauro:[/cite]Ti rispondo "Decidi tu" non perché devi essere tu a scegliere la morale del tuo personaggio, ma perché non saprei come altro risponderti: se lo facessi sulla base della mia comprensione del manuale, ti dovrei dire che la questione è contraddittoria :?

Va beh, ma mi pare una risposta accettabilissima, ma questa risposta è IT sull'altro thread, questo l'hai aperto per sviscerare la questione "teorica" in sé, no?:twisted:
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da lapo »

Mattia Bulgarelli

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #9 il: 2008-12-01 16:33:27 »
Citazione
[cite] lapo:[/cite]
Sì, il PG è "vivo", ha una morale e delle passioni. Ma è vivo in un AMBIENTE che io personalmente NON CONOSCO (e non capisco, se vuoi!). Lui lo conosce, lui lo capisce. Ma io no.
Non mi sembra di "rovinare lo spirito del gioco" se cerco di colmare questa mia carenza.
Ma se dite che la scelta è mia, totalmente mia, e il manuale non c'entra niente, ok, allora ok, io, da italiano che vive nel 2008, deciderò la morale di un personaggio da Western con la mia morale da 2008. E stop.

Vi prego, SOLO, di smettere di fraintendere le mie parole. Di non vederci necessariamente ogni volta, un "rigugito di parpuzio". Solo questo, vi chiedo.


Dunque... Da come lo vedo io CnV (l'ho già scritto altrove, forse su IHGG?) funziona PROPRIO perchè c'è questo sfasamento tra giocatori che vivono in un mondo che ragiona in un modo e giocano PG che "vivono" in un mondo con altre regole.

Questo permette ai giocatori di far agire i Cani con un occhio "esterno" molto prezioso. ^___^

Ciò non toglie che sì, anche se il gioco è "NAR", ci sia una componente piacevole "SIM"... Ed il GM _DEVE_ essere in grado di rispondere a domande tipo "il mio PG vuole sapere cosa il PnG tizio pensa sia giusto fare" oppure "cosa si fa di solito in questi casi"... laddove si presume che il GM abbia tirato fuori un caso abbastanza interessante da non essere già visto, o magari è già visto ma c'è un dettaglio fondamentale diverso (es.: la vedova va in sposa al fratello più grande... Che però è un pezzo di *****: che fate?).

Sul trovare "rigurgiti di Parpuzio" in ogni dove... Moreno, stai diventando TU un Torquemada.
Vedi "il male" un po' ovunque, e lo fai notare con la delicatezza... che ti è propria, diciamo.
Su, rilassati un po', che spaventi la gente, che leggono il forum e poi non s'iscrivono "perchè c'è quello là che ci mette in riga".
No, dico, confronta un po'il tuo post-count con quello di tutto il forum. O_O;
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Korin Duval »
Co-creatore di Dilemma! - Ninja tra i pirati a INC 2010 - Padre del motto "Basta Chiedere™!"

Moreno Roncucci

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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #10 il: 2008-12-01 19:47:49 »
Dunque...

Speravo di cavarmela con quialche semplice indicazione procedurale (come quelle dei miei messaggi precedenti), perchè se andiamo sul tema in generale, è un argomento vastissimo, roba da scriverne trattati interi (e li hanno scritti), e mi servirebbe l'auto di Fenna per citazioni varie di semiotica...   :roll:

Qual è il rapporto fra un testo scritto e cosa si immagina il lettore?

Un argomento da niente, eh? Che si può sviscerare velocemente in qualche post in un forum...   :lol:

Eppure, il fulcro del vostro problema è tutto qui: il manuale di Cani nella Vigna presenta un testo che cerca, tramite alcune semplici descrizioni, di evocare un immagine dell'ambientazione di gioco nella testa dei giocatori.

Ora, un testo che descriva L'INTERO MONDO, è impossibile. Immaginate di dover descrivere la terra. Adesso. In maniera che un giocatore giocando nel mondo contemporaneo non si trovi mai senza le informazioni che gli servono nel manuale. Può capitare con "manuale delle giovani marmotte" nelle storie di Qui, Quo e Qua, al massimo...

Quindi, nei gdr, da sempre, o si fa riferimento ad informazioni esterne che il giocatore poi si cercherà da solo (i gdr storici, o quelli ambientati nel mondo reale), o si fa riferimento ad un opera di riferimento da usare per le risposte (il gdr di star trek, per esempio). [Anche se questa impossibilità non ha mai fermato la produzone di lunghissimi supplementi per i vari aspetti delle varie ambientazioni, supplementi più da leggere o collezionare che da usare in gioco...].

Cani nella Vigna cosa fa? Evoca. Con poche descrizioni (ma scelte con cura) evoca un immagine, che si riallaccia a centinaia di film, romanzi, racconti, storie familiari che fanno parte sul substrato culturale del lettore.  QUELLA precisa descrizione serve a riallacciarsi a cose precise, di cui però ogni lettore avrà conservato impressioni leggermente diverse. Se ti faccio un riassunto del manuale per non farti leggere il manuale, ti evoco qualcosa di diverso, quindi ti spedisco da un altra parte a giocare qualcosa di diverso.  L'idea che si debba "chiedere al GM" è figlia dell'idea che il GM sia l'unico ad essersi letto il manuale, e quindi sia l'unico ad avere un idea del mondo di gioco, e sia l'unico a poterci contribuire, agire, etc. Basta vedere il regolamento di CnV e le possibilità di agire direttamente che dà ai giocatori, per capire che giocare con questa idea significa (1) sovraccaricare il GM che dovrà dare il veto cinquecento volte a serata, o (2) giocare comunque in maniera timida, repressa, chiedendo ogni volta cosa puoi o cosa non puoi fare, reintroducendo dalla finestra il "mother may I" che avete cacciato dalla porta.

Quindi: molto, molto meglio se tutti si leggono il manuale. Magari all'inizio se i giocatori sono abituati a parpuzio non ne vedranno la necessità, e fatevi il culo per un po' a reggergli il moccolo, ma dopo un po' dovrebbero capire da soli che gli conviene leggerselo. A meno che non gradiscano passare la vita a chiedere "GM, posso fare questo?", "GM, posso fare quello?" invece di giocare...

Ora, anche se tutti si leggono il manuale, non tutti abbiamo gli stessi punti di riferimento culturali. Gruppi diversi giocheranno in ambientazioni leggermente diverse perchè hanno visto un film diverso. Ecco, è da questo punto di vista che GRUPPI DIVERSI GIOCHERANNO IN AMBIENTAZIONI DIVERSE e che I GIOCATORI DECIDONO COSA DICE LA FEDE. Non nel senso, stupido, del dire "visto che non è proibito dal manuale, il sabato sera tutti ballano in discoteca"

Io non capisco i problemi di Mauro e Lapo. Sul serio. Appena ho letto il manuale mi sono venuti in mente centomila film, quindicimila fumetti, quattrocentomila romanzi. So perfettamente come agiscono i fedeli, mi immagino come vestono, come parlano. Praticamente ogni possibile scena mi rimanda ad un film, ad un racconto dei miei genitori "ai loro tempi". So perfettamente cosa intende il manuale per "corteggiamento", non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello che consista nel dire a una donna "ehi, bella gnocca, fatti palpare o stai violando il libro della vita", e so esattamente quante volte il padre sparerebbe con la lupara a chiunque tocchi sua figlia prima del matrimonio. Mi ricordo dei racconti sul chiedere il permesso al padre, al vedersi sempre in presenza di parenti, e sulle cose "convenienti" e "sconvenienti",  mi ricordo i film italiani degli anni 50 sulle sventurate che si facevano la nomea di "donne facili" e gli altri film invece con quelle che si appartavano nel fienile senza essere scoperte, ma con la paura di venire, appunto, scoperte. Ho letto la Lettera Scarlata, ho visto Totò e Caterina, e anche i film di John Ford,  leggo i manuale di Cani nella Vigna e vedo un ambientazione molto più dettagliata in ogni minimo particolare, nel suo evocare quindicimila film, di quanto non sia Star Trek che ha solo pochi film e qualche telefilm al confronto.

E non capisco come sia possibile che Lapu sia in confusione su questo. Non ha visto quei quindicimila film? Nemmeno uno?

Poi però mi ricordo che, quando abbiamo giocato con Michele come GM  (che gli UNICI film western che ha visto in vita sua sono quelli di Bud Spencer e Terence Hill, e non sapeva la differenza fra un Cherokee e un Lakota, e si è addormentato dopo 5 minuti di "balla coi lupi) ho imposto la prima House Rule di cui abbiamo sentito il bisogno in Cani nella Vigna: "Michele non può inserire indiani, in qualunque forma, nelle sue città" (se una volta riuscite a farmi ubriacare, forse vi racconterò delle cabine per visioni mistiche in quindici minuti, tipo lavanderia a gettone, in mezzo ai tepee. O forse no. Sto cercando di dimenticare... :cry:).

E ricordo che se chiedessero a me di parlare di Shojo Manga, non saprei citarne manco un clichè.  E i giochi sui robottoni mi lasciano molto freddo.

Non so. A me, personalmente, pare ancora incredibile, che magari (adesso non parlo di Lapo perchè non ho la minima idea sul fatto che sia appassionato di Shojo o no, sto parlando di altre persone che conosco...) ci siano meno difficoltà ad immaginarsi un mondo Shojo da poche righe piuttosto che un mondo basato sul nostro retroterra culturale (sia nel senso di retroterra culturale italiano degli anni 50-60, sia nel senso di cultura occidentale, opere, romanzi, film, etc.) e fatico a non parlarne in termini accusatori e apocalittici (male tempora...), ma andrei off-topic. Torniamo a Lapo.

Le mie prime risposte erano del tipo "non guardare me, guarda al tuo retroterra culturale, a quei quindicimila film!". Perchè se chiede le cose a me, torniamo a "parpuzio nelle vigne", "master, master, cosa dice il mondo di questo? Cosa dice di quello?" che non è la maniera di giocare a CnV.

Il fatto che le prime risposte siano cadute nel vuoto, o meglio, il mio strattonare Lapo gridandogli "pensa ai quindicimila film!" sia stato preso male, mi fa temere che Lapo non abbia visto nemmeno uno di quei quindicimila film. E adesso, come faccio io a sapere a quali rimandi culturali è stato mandato dal testo nel manuale? Cosa gli ha evocato?

Perchè la discriminante è questa: o quel testo gli ha evocato un idea precisa dellambientazione, in base al suo retroterra culturale, e allora si tratta semplicemente di dirgli "e' QUELLA l'ambientazione! Non cercarne un altra!", o se no, se quel pezzo del manuale non gli dice niente, tocca tormare nel "mother may-I" con il GM che spiega l'amvbientazione ai giocatori che ne sono meri spettatori passivi, senza contribuire niente.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Moreno Roncucci »
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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #11 il: 2008-12-01 20:02:51 »
Nella mia testa me la sono risolta così: la morale comune nonc anta nulla. Se la morale quotidiana fosse in grado di prevenire il decadimento delle comunità e l'avanzata dei demoni, non ci sarebbero Cani, dopotutto. Il Re della Vita vi ha mandato come suoi prescelti, suoi predestinati. Qualunque cosa facciate è santa. Un Cane non può non compiere la volontà del Re della Vita. Quindi è una specie di eccezione alla morale quotidiana. Può bere, fumare, uccidere, violentare, o anche considerare i sentimenti delle persone, se vuole. In teoria può "ratificare" un peccato, ed esso smette di essere peccato.
In questo modo quella che noi chiamiamo "morale quotidiana" del gioco perde totalmente importanza, è tule solo per creare le città. E dall'altro capo del discorso è la morale del giocatore ad essere trascinata di peso nella narrazione. Figo sto gioco.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Jonni »

Moreno Roncucci

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« Risposta #12 il: 2008-12-01 20:30:25 »
Citazione
[cite] Jonni:[/cite]Nella mia testa me la sono risolta così: la morale comune nonc anta nulla. Se la morale quotidiana fosse in grado di prevenire il decadimento delle comunità e l'avanzata dei demoni, non ci sarebbero Cani, dopotutto.


Fino a qui: ottimo. Esatto. Un conto è quello che dice il Libro della Vita. Un conto è quello che fa la gente in realtà. La differenza crea le città per il gioco...  8)

Citazione

Il Re della Vita vi ha mandato come suoi prescelti, suoi predestinati. Qualunque cosa facciate è santa. Un Cane non può non compiere la volontà del Re della Vita. Quindi è una specie di eccezione alla morale quotidiana. Può bere, fumare, uccidere, violentare, o anche considerare i sentimenti delle persone, se vuole. In teoria può "ratificare" un peccato, ed esso smette di essere peccato.


Attenzione comunque, che NESSUNO nell'ambientazione accetterebbe mai una simile interpretazione del ruolo dei Cani (a parte probabilmente un Cane eretico con una relationship da 4d10 con i demoni...  :wink:). I cani sono la voce (e la pistola) di Dio, quindi ci si aspetta da loro che si astengano dal sesso, dal peccato, dall'alcool, etc.  Un cane che andasse in giro a violentare o anche solo a bere alcool in pubblico avrebbe un bel dire "ma me l'ha detto il signore dela vita", la gente smetterebbe immediatamente di considerarlo un vero cane, e anzi rischierebbe la loro ira come blasfemo per aver profanato l'abito che porta. Ci sono precisi riferimenti culturali (anche questi, comunque, dipendenti dall'immagine evocata nei giocatori dal testo del manuale) su come "si devono comportare i cani", che i personaggii violano a loro rischio e pericolo.

Nel manuale c'è scritto che il GM non può "giocare Dio" e "punire" quindi i cani quando peccano. Questa cosa è descritta esattamente a pagina 123, ed è una cosa ben precisa che dice una cosa ben precisa. In molti hanno interpretato quella pagina (o il racconto che hanno sentito di quella pagina senza averla letta) come "nessuno può giudicare i cani" o "i cani hanno ragione per principio", ma sono interpretazioni SBAGLIATE. Il testo del manuale è molto chiaro al riguardo.

Citazione

In questo modo quella che noi chiamiamo "morale quotidiana" del gioco perde totalmente importanza, è tule solo per creare le città. E dall'altro capo del discorso è la morale del giocatore ad essere trascinata di peso nella narrazione. Figo sto gioco.


Sostanzialmente sì, anche se dire che la "morale quotidiana" dell'ambientazione non ha più importanza è esagerato: il contrasto fra quella e il comportamento dei cani dopotutto è il motore del gioco.

Però, sul "è la morale del giocatore ad essere trascinata di peso nella narrazione. Figo sto gioco" sottoscrivo al 100%    8)
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Moreno Roncucci »
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Moreno Roncucci

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« Risposta #13 il: 2008-12-01 20:35:09 »
Aggiungo: in che senso "la morale del giocatore"? Non nel senso che il Cane deve essere giocato con una morale MODERNA, ma, piuttosto, nel senso che QUESTA E' UNA STORIA GIOCATA OGGI, CON QUESTE PERSONE AL TAVOLO.

Una cosa che si vede solo giocando più città di seguito, fino alla fine, è il vero giudizio alla base del gioco.

Credete che Cani sia un gioco sui vostri Cani che giudicano dei peccatori?

Eh eh eh eh eh...  beata ingenuità...   8)

Ma non la voglio dire io. Aspetto il primo actual play. Chi è arrivato in fondo, giocando l'ultima serata di una storia completa (non interrotta a metà da problemi vari, ma giunta ad una degna conclusione) può dire agli altri utenti nel forum CHI è stato alla fine giudicato dai GIOCATORI?   8)
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Moreno Roncucci »
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[CnV] La morale e la Fede
« Risposta #14 il: 2008-12-01 21:29:54 »
Citazione
[cite] Moreno Roncucci:[/cite]
Attenzione comunque, che NESSUNO nell'ambientazione accetterebbe mai una simile interpretazione del ruolo dei Cani (a parte probabilmente un Cane eretico con una relationship da 4d10 con i demoni...  :wink:). I cani sono la voce (e la pistola) di Dio, quindi ci si aspetta da loro che si astengano dal sesso, dal peccato, dall'alcool, etc.  Un cane che andasse in giro a violentare o anche solo a bere alcool in pubblico avrebbe un bel dire "ma me l'ha detto il signore dela vita", la gente smetterebbe immediatamente di considerarlo un vero cane, e anzi rischierebbe la loro ira come blasfemo per aver profanato l'abito che porta.


La gente smeterebbe immediatamente di considerarlo un vero Cane. E peccherebbero! In teoria un Cane potrebbe usare un gesto che, compiuto da altri, sarebbe peccaminoso, come strumento di salvezza. Anzi, è quello che fa sparando...

Citazione
[cite] Moreno Roncucci:[/cite]Nel manuale c'è scritto che il GM non può "giocare Dio" e "punire" quindi i cani quando peccano. Questa cosa è descritta esattamente a pagina 123, ed è una cosa ben precisa che dice una cosa ben precisa. In molti hanno interpretato quella pagina (o il racconto che hanno sentito di quella pagina senza averla letta) come "nessuno può giudicare i cani" o "i cani hanno ragione per principio", ma sono interpretazioni SBAGLIATE. Il testo del manuale è molto chiaro al riguardo.


Non sto dicendo che i Cani hanno ragione per principio. Sto dicendo che il loro ruolo sociale è avere ragione. Insomma, risolvere i conflitti. E che, senza un canno, i conflitti di una comunità vanno di male in peggio. Non so, forse ne faccio una questione di lana caprina, ma per me "avere ragione per principio" è una cosa ed "avere l'ultima parola per decreto divino" un'altra.
E aggiungo che è una dei meccanismi che rendono figo sto gioco, perchè ovviamente una persona investita di un'autorità così sproporzionata è di per se stessa un nodo di conflitti.
« Ultima modifica: 1970-01-01 01:00:00 da Jonni »

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