Autore Topic: Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"  (Letto 4575 volte)

Bohr

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Re:Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"
« Risposta #15 il: 2015-08-09 16:05:55 »
letto tutto d'un fiato.
Mi sembra molto interessante il fatto di dare un tema alla storia, cosa che, da giocatore, non ho mai visto.
Veramente interessante anche il gesto del pg di Alberto, letto nella chiave che il Narratore ha spiegato...

ma giocate ancora? :D
Francesco Santoro

Moreno Roncucci

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Re:Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"
« Risposta #16 il: 2015-08-09 22:19:58 »
E soprattutto cosa intendeva Simone con "Ho qualche altra considerazione da fare sul "no, tu non tiri"."?  8)
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Bohr

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Re:Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"
« Risposta #17 il: 2015-08-10 11:05:07 »
ha detto che ora non ha tempo (14 aprile) ....  8)
Francesco Santoro

Niccolò

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Re:Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"
« Risposta #18 il: 2015-08-10 12:35:03 »
Citazione
In un powered by the apocalypse, se lo fai, lo fai. In quel momento, io stavo cercando di persuadere il PNG

non sono sicuro si sarebbe qualificato in AW, come mossa. perchè per manipolare qualcuno ti serve un leverage (o che te lo offrano)

piuttosto c'è in azione un "murk" su cosa è la "mossa per convincere" in vampiri. in che circostanze si attiva? simone ha sicuramente un qualche principio che guida le sue azioni dal "lato master", implicito od esplicito che sia, ma alberto non ha questo lusso: non sa nemmeno bene (credo) i principi di simone. ha delle aspettative un po' imprecise, credo, sul senso di tirare i dadi in questa campagna di vampiri. è il genere di cosa che nei "radizionali" si lima in modo implicito in anni di gioco. secondo me a fine campagna avete già le idee più chiare su come interagire

Citazione
Ciononostante di difetti ne ha, e pure belli grossi (ad esempio è IMPERATIVO avere un master bravo).

solo che mi pare che qui "master bravo" sia ridefinito come "un master che ha giocato molti ptba" (e simili, ovvio) :D
« Ultima modifica: 2015-08-10 12:43:36 da Niccolò »

Simone Micucci

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Re:Vampiri the Masquerade - "no, tu non tiri"
« Risposta #19 il: 2015-08-15 05:04:56 »
Ciao Francesco!
Sono felicissimo che tu abbia letto tutto d'un fiato.

Era aprile 2014, vai a capire cos'avevo da aggiungere. XD


Rispondo alla tua domanda: non stiamo più giocando. Per mia natura non sono più tipo da giocare per lungo tempo con gli stessi giocatori o lo stesso gioco, conservo un bel ricordo di quella Storia (abbiamo giocato una cronaca monostoria, non ce ne sono state di successive) e ogni tanto organizzo altre partite di vampiri (un'altra la sto organizzando in questo periodo, ma con un altro gruppo).

Sulla durata delle Storie: il manuale consiglia di fare Storie brevi, della durata di qualche Capitolo al massimo, e di collegarle tramite i Temi (l'insieme delle Storie è la Cronaca, appunto).

A tutti gli effetti il Narratore ha la funzione di "custode dei temi". è il giocatore che conosce quali sono i temi attualmente esplorati e guida il gruppo all'esplorazione di quei temi.

Che strumenti gli fornisce il gioco per farlo?
A - la gestione dei PnG. Il Narratore ha sempre il controllo sulle azioni e sui pensieri dei PnG. Alcuni di questi PnG hanno linee guida definite dai giocatori (Mentori, Seguaci, Alleati, Contatti. Se il giocatore ha inizio cronaca prende il pregio Debito di Gratitudine, significa che c'è un Anziano grato al PG per un favore ricevuto. Punto. Un Anziano è grato al PG, e io Narratore sono tenuto a rispettarlo. Poi magari la gratitudine di un Anziano si manifesta in modi strani, ma c'è un'ottima possibilità che quel PnG sia stato creato a quattro mani tra giocatore e Narratore, e quindi il giocatore sa abbastanza bene cosa aspettarsi). Altri PnG hanno linee guida e motivazioni totalmente oscure ai giocatori.

Esempio in questa Storia: Nikitas mi sceglie il PnG Luciano come Mentore, investendoci dei Punti Background. Giulia fa lo stesso. I due giocatori, in creazione, mi hanno comunicato che il PnG Luciano è il loro Mentore, che tiene a loro, alla loro sicurezza, alla loro formazione. In creazione abbiamo discusso un pò del perché e del per come.
Loro non conoscono quello che frulla nella testa di Luciano. Non sanno cosa vuole fare e cosa no. Ma sanno che lui tiene a loro. In gioco le cose potrebbero cambiare, senza problemi. Ma di partenza sanno come sono.

Donna Caterina è l'estremo opposto. Più in alto, con motivazioni e metodi a loro del tutto sconosciuti (nota come io non faccio nessun tipo di tentativo di comunicare le sue vere intenzioni. Magari lei scopre che il PG di Alberto è un diablerista...e quindi decide di dargli incarichi importanti).

Usare i PnG, cambiarli, giocarli, esprimerli in gioco, è un modo per guidare il gruppo alla guida dei Temi.


B - i framing delle scene e il loro contenuto. Attraverso gli Stati d'Animo il Narratore crea le scene in cui i PG dei giocatori si muoveranno. All'interno delle scene saranno probabilmente presenti PnG adeguati, situazioni possibili e scelte che i giocatori dovranno fare (non nel senso che il Narratore predecide le scelte possibili. Il Narratore crea situazioni in cui i PG dovranno compiere scelte. Se le situazioni sono create seguendo i Temi allora le scelte dei giocatori riguarderanno i Temi).

C'è stata una scena che mi rimase impressa. Ivano aveva questo PG traumatizzato, rimasto bambino nell'animo (Natura Bambino) e legato ancora al fantasma della madre (impagliata in camera sua). Durante la cronaca il PG di Ivano ha legato tantissimo con quello di Nikitas. Lo ha visto come un mentore, ha imparato da lui, è cresciuto grazie al rapporto con lui, separandosi dalla madre sempre più apprensiva e petulante.
Alla fine, in una litigata, arriva a girare il manichino verso il muro (o un altro gesto altrettanto simbolico) comunicandole che lascerà la stanza (viveva in casa del Sire) per andare in un'abitazione per conto suo (come il PG di GIulia e quello di Nikitas).

Qualche scena dopo si trova in una chiacchierata con il suo Sire (un bastardo violento, potente, perverso e possessivo, autore oltretutto della morte di sua madre) e scopre che il fantasma della madre è andata a chiedere aiuto proprio a lui. Le scelte che ha compiuto Ivano in quella scena sono state estremamente potenti per lo sviluppo del suo personaggio. E siccome il suo personaggio era costruito sui temi (il rapporto con la madre, con il sire, con la coterie, la sua Natura di Bambino) e le scene erano incentrate su quei Temi (la crescita, l'inizio dell'emancipazione ecc ecc) era impossibile che quei temi non venissero esplorati.
Qualunque decisione presa da Ivano avrebbe esplorato i Temi e portato la giocata (e le successive) a una situazione imprevedibile.

Il Narratore crea e protegge il contesto in cui i Temi vengono esplorati, ma questi sono esplorati dai giocatori tramite le scelte che fanno fare ai PG. Tutto questo non c'entra una beneamata fama con i tiri di dado o con il sapere fare o non fare bene qualcosa. Parliamo di qualcosa molto più importante, molto più in alto nella scala delle priorità. Sono SCELTE, non RISULTATI. Il Narratore non ha autorità sulle SCELTE, ha autorità sui RISULTATI.

C - questo ci porta alla Narrazione. Il Narratore parla sempre. Decide come le cose si evolvono. Se un PnG viene ucciso da un PG il Narratore decide come reagiscono gli altri PnG. Se c'è un inseguimento il Narratore decide come va a finire. Se c'è un interrogatorio il Narratore decide cosa il PnG confessa e se confessa.
Queste decisioni il Narratore le prende sulla base dei temi da esplorare. Perché i PnG saranno, si spera, stati creati tenendo in considerazione quei temi.

A volte succede che il Narratore non può o non vuole prendere una decisione assoluta. A volte vuole delegare. Quando il Narratore vuole delegare l'esito di una Narrazione usa i tiri di Attributo+Abilità per vedere quanto il PG riesce a fare bene una cosa. Quanto corre, quanto salta, quanti danni infligge, quanto è in grado di fare paura. Sulla base di quel quanto si regola nella narrazione.

A volte questa Narrazione è più vincolata (se in un tiro faccio 4 danni dovrà tenerne conto. Se deleghi poi accetti il risultato).
Ci sono situazioni in cui il Narratore è più portato a delegare: la violenza diretta e immediata e il confronto fisico sono due esempi. E dal mio punto di vista sono un residuo vestigiale di d&d. Si pensa che il conflitto violento debba essere trattato con un livello di dettaglio diverso, a livello meccanico, del conflitto sociale. Personalmente, in vampiri, mi sforzo di evitarlo e di seguire una narrazione molto più fluida. In questi anni mi trovo a giocare con gruppi di giocatori maturi che sono in grado di accettare questo approccio. è una questione di fiducia e maturità e nella mia esperienza è molto rara e non sempre positiva.

è anche importante suddividere due tipi di tiri di dado:
Quelli legati ai sistemi drammatici (i tiri di attributo+abilità) e quelli legati alla Degenerazione.
I tiri legati ai sistemi drammatici sono un modo per esprimere un grado di successo. Per vedere quanto il PG è bravo a fare cose. Dal mio punto di vista sono legati ai Temi e delegati all'autorità narrativa del Narratore.
I tiri legati alla Degenerazione sono invece un modo per esplorare un tema sempre presente in vampiri, il confronto tra Bestia e Uomo e il peso delle azioni di qualcuno sulla propria anima. Questi tiri non sono opzionali, intervengono in contesti molto precisi (la violazione della Gerarchia dei Peccati) e rappresentano cicatrici sull'anima del vampiro (da questo punto di vista adoro il Requiem che sottolinea il passaggio con la possibilità di sviluppare alienazioni). Essendo le cicatrici sull'anima del vampiro scelte che toccano in profondità il personaggio (molto più di ferite fisiche che spariscono con qualche punto sangue) il Narratore non ha il diritto di imporre automaticamente la sua visione delle conseguenze  (non sono conseguenze sul MONDO, ma sono conseguenze sulla natura del PG), deve sempre delegare al dado. Considero la Degenerazione, insieme alla Creazione dello Scenario, uno dei nuclei principali di VtM e mi preoccupo sempre di seguirne fedelmente le indicazioni.

Non applico questo ai PnG. I PnG non sono protagonisti, non hanno il grado di tutela dei PG e non hanno la loro importanza. Se necessario nel caso di un PG valuto io Narratore, di volta in volta, se perde Umanità e meno, e lo mostro tramite le reazioni del PnG in fiction e non dicendo chiaramente il valore delle sue statistiche.


Simone Micucci - GcG Global Fac - Fan Mail: 70 - Pacche sulla Spalla: 1. "Difficile avere nemici con Caldo+3"

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