Autore Topic: Quando Angelica fallisce: ma perché? (AP INC 1012 domenica pomeriggio)  (Letto 11972 volte)

Mattia Bulgarelli

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Nella partita de La Mia Vita Con Angelica della domenica pomeriggio dell'INC 2012 qualcosa non ha funzionato.

Non è stato per mancanza di impegno dei giocatori, nè per mancanza di volontà di giocare bene. Non riesco a capire bene cosa non ha funzionato, perchè le altre volte Angelica ha funzionato, e pure bene, e stavolta no. Perciò chiedo a chi c'era (e anche a chi non c'era, fatemi domande) di aiutarmi.

Mi pare di aver fatto più o meno le stesse cose di ogni volta.
Gli Spasimanti (PG) sono stati costruiti bene, avevano dei Legami sulla carta molto interessanti e facili da inserire, e ognuno aveva qualcosa di utilità per Angelica.

Credo che non sia passato il concept fondamentale del gioco, e quindi anche se le regole meccaniche e la preparazione dei personaggi è stata fatta bene, il gioco si è inceppato.
Mi spiego meglio: credo che i giocatori (escluso Moreno, che il gioco base lo conosce bene) non abbiano colto il meccanismo che dovrebbe scattare coi legami, il perchè gli Spasimanti cercano i legami.

Actual Play per spiegarmi meglio: Angelica ordina a Cesare (spasimante giocato da Marco Nonricordoilcognomescusamitanto) di andare a distrarre una sua rivale alle elezioni nel consiglio, con le buone o con le cattive. Angelica gli dice di approfittare della scarsa esperienza sentimentale di costei.

Cesare va e ne approfitta per rendersela suo Legame facendo il carino con lei. Cena fuori, ecc. ecc. (e niente Sincerità perché le racconta un mucchio di frottole per mascherare che lavora per Angelica).
Il giro dopo, ricordandosi che deve eseguire l'ordine... violenza sessuale in arrivo!

La scena finisce con un pareggio (scena interrotta)... Ma comunque la cosa è risultata un po' forzata, fuori registro. Marco, cos'è che stavi pensando in quel momento? Perché il tuo personaggio ha tentato di violentare la poveretta che gli avevi fatto prendere come Legame la scena immediatamente prima? ?__?


In partita, poi, credo di aver dato il dado Sincerità giusto un paio di volte a Moreno, e forse una o due agli altri: i PG più di una volta hanno mentito ai Legami, hanno fatto approcci piuttosto insinceri.
Moreno ha notato la cosa, forse può fornire un paio di AP di scene in particolare in cui è successo. Io ricordo per esempio verso la fine, quando Enrico (as himself) ha chiesto al suo Legame (una specie di proletario armato rivoluzionario o giù di lì) di proteggere l'altro Spasimante... A cui, per ordine di Angelica, doveva rompere due dita per insegnargli l'obbedienza.

Ecco, in quella scena, Enrico ha raccontato al suo Legame che quest'altro era un Compagno in pericolo per via di gruppi neofascisti (che non erano mai comparsi in scena nè mai nominati).

Ora, chiaramente per il PnG erano una ottima motivazione, ma essendo l'esito positivo della scena legato al tiro, ed essendo la sincerità un bonus decisivo nel tiro... Perchè mentire?

Dove ho sbagliato a spiegare la funzione dei Legami?

La mia impressione in generale è che Enrico e Marco (nella parte, ripeto, di "Cesare") abbiano giocato più cercando di capire cosa fare che facendolo, con la classicissima, normalissima e umanissima "paura di fare qualcosa di sbagliato" che blocca il giocatore (sensazione che conosco bene e che passa solo con la pratica).

Una cosa per Carlo (Nucera, che giocava il personaggio "Riccardo") per me ti sei perso a cercare di capire il gioco durante la partita invece di fidarti, giocare "di cuore", e cercare di capire il gioco a posteriori, con la calma delle "bocce ferme". Cioè, hai puntato la tua concentrazione sulle meccaniche invece di farti guidare da esse.

Il tempo che scarseggiava (non so esattamente dov'è volato via) e la fretta di fare abbastanza scene per arrivare al finale (che a sua volta è stato affrettato pur di concludere) ha messo l'ultimo chiodo sulla bara di una partita mediocre (o peggio).

Ragazzi... non so che dire... Faremo meglio la prossima volta. Ma intanto voglio capire cosa non ha girato per il verso giusto.
« Ultima modifica: 2012-05-21 17:18:13 da Mattia Bulgarelli »
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Mattia Bulgarelli

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Mr. Mario

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Marco Poletti, se non vado errato.
Sognatore incorreggibile. Segretario dell'Agenzia degli Incantesimi. Seguace di Taku. L'uomo che sussurrava ai mirtilli.

Ammetterò sinceramente di non aver amato questa partita di Angelica. Ci sono stati tanti piccoli errori che hanno compromesso un gioco che credevo piuttosto inattaccabile e questo mi ha fatto riflettere.

Provo ad essere breve, visto che non amo i post di analisi inutilmente lunghi.

Credo che tanto per cominciare, uno dei primi errori sia stato di Mattia (il facilitatore). E mio (perchè non me ne sono accorta subito e non sono riuscita a porre rimedio in tempo).
Il gioco non è stato presentato ai giocatori in modo adeguato. Forse si dava per scontato che tutti (più o meno) conoscessero "La mia vita col padrone" o l'hack Angelichesco.
E' stata una svista che ha incrinato da subito il gioco. Il giocatore deve essere a suo agio quando si siede al tavolo, ed ha bisogno di capire che cosa sta per avere di fronte.
Descrivere le atmosfere, gli scopi, le intenzioni, serve per stendere un "tappeto dove camminare a piedi nudi senza paura di farsi male". Se il giocatore ha paura, e deve guardare dove mette i piedi prima di ogni passo ecco che la spontaneità viene totalmente a mancare.

I giocatori (a parte Moreno, che è un giocatore molto esperto, però) non sono riusciti a sentire davvero il loro personaggio, credo.
Per esempio, quando Riccardo (PG di Carlo) ha parlato al PnG Legame Davide, che impaginava il giornale della facoltà. Gli ha propinato delle menzogne per toglierselo dai piedi (gli ha raccontato una balla su un presunto incidente del fratello), ma non ho sentito in gioco il peso del doverlo fare.

Anche la meccanica dell'ottimo gioco di Czege ce lo dimostra: non ottenere il dado sincerità in quasi nessuna scena con i legami, significa non aver amato quei legami.
Significa riempirli di frottole, di menzogne e continuare a guardarli negli occhi mentre li stai fregando.
Un gioco come questo non vale nulla senza una certa dose di immedesimazione (ed è per questo che sconsiglio sempre di giocarlo con una ragazza nel gruppo a fare la Spasimante, a meno che la ragazza in questione non sia omosessuale).

Anche il dado Intimità è stato assegnato molte volte per dei contatti fisici, certo, ma che non erano "sentiti": erano stati narrati per avere il dado ma non avevano, spesso, un significato "vero". Cioè, i giocatori non stavano davvero agendo per confortare i PnG, abbiamo sbagliato noi concedendo il dado... forse sarebbe stato d'aiuto "stringere i cordoni" per spingere i giocatori fuori dalla loro comfort zone, oppure li avremmo frustrati inutilmente? Chi lo sa? ?_?

Altro esempio di momento in cui i giocatori si sono "tirati indietro": quando Enrico doveva rovinare la sede del candidato Cabernetti, era un ordine incredibilmente facile, non doveva neppure ferire qualcuno! Eppure ha preferito mandare dei PnG invece che eseguire personalmente.

Per la prima volta ho visto Mattia fare davvero fatica ad emanare gli ordini. Questo rallenta il gioco e spezza il ritmo.
E' difficile emanare ordini se le scene giocate non ti danno spunti validi. E questo accade quando i personaggi non dimostrano abbastanza di loro.
Il gioco è cmq condivsione, per cui tutti devono riuscire ad inserire idee. Giocare scene piatte o che "menano il can per l'aia" non offre avanzamento a nessuno, figuriamoci delle idee!

Potrebbe essere cmq valido prepararsi un piccolo elenco di possibili ordini generici, Mattia, da tenere come promemoria durante le partite che fanno fatica a prendere il volo.
Cose molto generiche (es: Angelica vuole rovinare la reputazione di "x", Angelica desidera un oggetto "x", Angelica vuole ferire "X", Angelica vuole distruggere l'oggetto "x", etc...), che al momento giusto ti possano "illuminare". E' sempre brutto quando il facilitatore dimostra di non avere idee. :-(

Lo so, sono tanti punti e sono difficili da spiegare a parole.
Credo che i confronti di questo tipo possano cmq essere utili a prevenire errori futuri.

My 2 cents.
Co-Creatrice di DILEMMA. Amante del GWEP. Non mettetemi in difficoltà con ambientazioni storiche. Il mio amore per Kagematsu/KaGaymatsu tocca le stelle.

Non conoscendo il gioco, nemmeno nella versione base, non ho termini di paragone. Personalmente l'unica pecca è stata la mancanza di tempo e il voler chiudere a tutti i costi. Probabilmente alcuni dettagli delle meccaniche di gioco e lo scopo dei legami mi è sfuggito.
Sulla povera Giorgia, credo la cosa mi sia un po' sfuggita: la mia sincerità era abbastanza sincera...dopo l'iniziale abbordaggio più o meno falso, mi ci ero abbastanza affezionato e pensavo davvero a costruire un legame, sicuramente ci sarebbero stati metodi meno barbari per distrarla dalla politica, ma, poverina, mi spiaceva ingannarla...(il che la spiega lunga sulla mia psicologia contorta ;-p ) Sicuramente di mio ci metto il fatto che anche su un tappeto morbido, ci metto sempre un po' ad iniziare a camminare a piedi nudi. Forse proprio per questo ho scelto di giocare, per vedere dove andavo, dove mi spingevo.
In ogni caso, posso dire che per me è stata comunque un'esperienza interessante e da ripetere con più cognizione di causa.

Mattia Bulgarelli

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Sulla povera Giorgia, credo la cosa mi sia un po' sfuggita: la mia sincerità era abbastanza sincera...dopo l'iniziale abbordaggio più o meno falso, mi ci ero abbastanza affezionato e pensavo davvero a costruire un legame, sicuramente ci sarebbero stati metodi meno barbari per distrarla dalla politica, ma, poverina, mi spiaceva ingannarla...(il che la spiega lunga sulla mia psicologia contorta ;-p )

Non mi pare per nulla contorta, anzi... è proprio il tipo di sensazioni che dovrebbe dare LMVcP/Angelica.
La fretta ci ha fregato, in realtà eri già nella direzione giusta.

Vabbè, la prossima volta, due slot oppure sabato pomeriggio + sera (così intanto Manu finisce di devastare con comodo qualcun altro e poi abbraccio di gruppo tra i due tavoli per riuscire a prendere sonno). ^^;
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Personalmente l'unica pecca è stata la mancanza di tempo e il voler chiudere a tutti i costi.

Grazie per il consiglio, Marco! <3
Non è la prima volta che ci troviamo corti ad un tavolo di Angelica.
La soluzione è semplice, ne faremo un gioco da "doppio slot". Non si può pretendere di fare gioco perfetto e sentito se dobbiamo correre sulle scene. O.o
Un esempio lampante di quanto è importante "prendersi il proprio tempo" è anche nel mio KaGaymatsu:
- Lo slot delle ragazze di sabato mattina, più corto, è stato bellissimo ma leggermente superficiale (molte parti del passato del io samurai, per esempio, non hanno avuto la posibilità di venire fuori, facendolo apparire più freddo di quanto non desiderassi).
- Per lo slot dei ragazzi, ho considerato che abbiamo giocato attorno alle 8 ore, e credo anche il tempo abbia avuto un grosso merito nel darci dei risultati così inaspettati (tutte le storie dei 5 ragazzi hanno avuto moltissimo spessore).


Sicuramente di mio ci metto il fatto che anche su un tappeto morbido, ci metto sempre un po' ad iniziare a camminare a piedi nudi. Forse proprio per questo ho scelto di giocare, per vedere dove andavo, dove mi spingevo.
In ogni caso, posso dire che per me è stata comunque un'esperienza interessante e da ripetere con più cognizione di causa.

Grazie (e grazie anche per la confidenza)! ^__^
Sono davvero contenta che tutto sommato tu ti sia divertito!
Le tue crisi di coscienza personale (tutte quelle con la povera Giorgia, che cmq mi dice che non è arrabbiata con te ;-) lo sa che il gioco è "cattivo" con i legami) erano davvero ben visibili, se ti può consolare.

Quello che amo di questo nuovo modo di giocare e delle persone che incontro alle fiere è l'entusiasmo.
E' bellissimo il fatto che tu voglia riprovare dopo una sessione un po' deludente!
Sono sicura che in una prossima occasione riusciremo a rifarti provare il gioco per farti assaporare al meglio la variante. ^_^
Co-Creatrice di DILEMMA. Amante del GWEP. Non mettetemi in difficoltà con ambientazioni storiche. Il mio amore per Kagematsu/KaGaymatsu tocca le stelle.

Sulla povera Giorgia, credo la cosa mi sia un po' sfuggita: la mia sincerità era abbastanza sincera...dopo l'iniziale abbordaggio più o meno falso, mi ci ero abbastanza affezionato e pensavo davvero a costruire un legame, sicuramente ci sarebbero stati metodi meno barbari per distrarla dalla politica, ma, poverina, mi spiaceva ingannarla...(il che la spiega lunga sulla mia psicologia contorta ;-p )

Non mi pare per nulla contorta, anzi... è proprio il tipo di sensazioni che dovrebbe dare LMVcP/Angelica.
La fretta ci ha fregato, in realtà eri già nella direzione giusta.


Beh ecco...a me sembra che aver paura di ingannare i sentimenti di una pura creatura e poi tentare una violenza non sia propriamente sano... ;-p

Mattia Bulgarelli

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Esatto.

LMVcP è un gioco che ti spinge a cose insane perché il Padrone le comanda, e non c'è pezza, non c'è via d'uscita... Se non tramite i legami!
Ti rimando all'articolo di Ezio sull'INCbook dell'anno scorso sul potere catartico di questo gioco. ^_-

Link al libro: http://www.internoscon.it/pdf/INC_Book_2011.pdf
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Moreno Roncucci

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Io credo di essere stato, involontariamente, una presenza nefasta al tavolo.

Nel senso che si vedeva molto chiaramente che gli altri giocatori guardavano quello che facevo io per capire come giocare, ma da quello che facevo non si capiva molto bene e forse li ho proprio tratti in inganno. Probabilmente ha ragione Manuela, bisognava prendersi più tempo all'inizio per spiegare il gioco (un consiglio per abbreviare i tempi: se si sanno già i nomi degli iscritti per tempo, si può  fare via forum o email)

Inizio parlando di come ho giocato io.  Io ho giocato sin da subito con una strategia ben precisa. Il gioco lo conosco bene e volevo tutelare il più possibile il mio personaggio, mantenerlo "sano", impedire che diventasse un mostro. Insomma, va bene l'unsafe, ma è meglio usare qualche precauzione.  E allora, i miei punteggi e caratteristiche erano tutte puntate a questo scopo: tutto in Stanchezza, nulla in Disgusti di sè. Paolo partiva senza alcun disgusto di sé, anzi, con una certa autostima, e il suo problema principale era che era debole nei confronti di Angelica (rappresentato da tutte le cose che le pagava). Associati a questo, un più che umano non fisico e che diventava inutile in faccende sentimentali (per potermela cavare in casi pericolosi ma non poter danneggiare altri sentimentalmente) e un meno che umano che mi rendeva molto difficile fare qualcosa di male agli altri se non fuggire.

Insomma, Paolo era completamente inoffensivo, e questo era il mio obiettivo: avere un personaggio che si sarebbe preso gli strali di Angelica ma che avrebbe avuto molte difficoltà a far del male agli altri.  E anche la scelta dei legami (entrambe persone a cui poter confidare le cose ma senza che potessero rappresentare minacce per Angelica) era legato a questo.

Intendiamo: impedire al Padrone di farti fare nefandezze nel gioco è praticamente IMPOSSIBILE, ma mi ero studiato la strategia per ridurle il più possibile (e infatti, in tutta la partita Paolo fa una sola nefandezza, e sfrutta la maniera in cui Angelica gli dà l'ordine per farlo in maniera da dare un danno limitato e solamente economico).

Ora, chi legge queste righe, e chi (gli altri giocatori) mi ha visto consultare continuamente le formule al tavolo, può avere l'impressione che io giocassi in maniera gamista, per "vincere". Niente di più errato: io semplicemente non ho più paura dei numeri: ormai mi fido che in un gioco coerente, posso guardare i numeri senza che danneggino il mio piacere di giocare. Anzi, usando i numeri, posso avere il tipo di storia che mi piace (in questo caso, volevo che il dramma fosse sulla lotta di Paolo per mantenere la sua integrità morale. Perchè? Perchè ho sentimenti e opinioni molto forti sull'argomento. Perchè conosco gente che ha creduto che "l'amore" fosse una scusa valida per fare qualunque cosa, mentre era chiaro che era solo un paravento per nascondere egoismo e menefreghismo.  E Paolo era stato creato per negare questa scusa, per dire che si può sempre dire di no, se ci tieni ad altri).

Cosa è successo al tavolo? Che io, avendo già in mente gran parte del personaggio, ho fatto al volo le modifiche per adattarlo a quella specifica Angelica, e ho subito creato il personaggio, prima di tutti.

E tutti gli altri mi hanno platealmente copiato.

Tutti con altissima Stanchezza (2,2,3) e pochissimo Disgusto di Sè (1, 1, 0), tutti con una vecchia amica d'infanzia fra i legami. E non ricordo adesso i loro più che umano e i meno che umano perchè mi sembra non siano mai stati usati in gioco.

Sul momento la cosa mi ha dato fastidio, ho pensato "ma fare personaggi un po' differenti no?", e l'ho attribuita a carenza di fantasia. Con il senno di poi era un campanello d'allarme, sul fatto che gli altri erano spaesati e non sapevano cosa fare, e stavano semplicemente seguendo quello che facevo io come "guida per giocare".

Così, avendo personaggi deboli, e guardando le formule, non l'hanno (secondo me, ovvio) vista come la debolezza verso Angelica, ma come un "tipo di personaggio" più votato alla menzogna e all'intrigo rispetto che alla violenza diretta. E hanno usato i legami per questi intrighi. Usandoli come "risorse" da sfruttare come avviene in altri giochi.

Non mi hanno invece assolutamente seguito sulla strada del cercare molto aggressivamente il dado della sincerità, e questo non l'ho capito: ho avuto a volte l'impressione che non fosse nemmeno chiaro che la cosa migliore è evitare di fare quello che il Padrone ti ordina. Non vorrei esagerare dicendo che pareva a volte che giocassero "a missione da compiere" ma ho avuto quell'impressione.

Hanno sempre mentito a tutto e a tutti, non hanno dimostrato di avere un solo amico al mondo, solo gente da sfruttare, imbrogliare, mettere nei guai, tradire: e anche questo non l'ho capito. Mi ha dato l'impressione di una totale incomprensione di fondo sul gioco, come se giocassero "gli allegri e consenzienti complici di Angelica".  Anche il fatto che a differenza di me abbiano scelto personaggi che non erano già invaghiti di lei e che poi le abbiano obbedito senza discutere fa pensare ad uno scollamento con la realtà immaginaria di gioco, con la situazione: c'erano stacchi evidenti e incongruenzer, persone che di punto in bianco dicevano sì a qualunque cosa da parte di Angelica senza dare alcun motivo, senza dimostrare per lei alcun affetto, amore, attenzione, gelosia, etc, ma agendo come se fossero robot riprogrammati.  Anche qui, potrebbe essere il non aver capito che il gioco sta nel RESISTERE ad Angelica, non so.  Angelica da questo punto di vista è molto diversa dalla normale LMVCP, dove il padrone può sì fingere affetto per i servitori, ma è solo una delle tante sue armi. I LMVCP è plausibile che un Servitore obbedisca senza discutere al padrone per paura di torture indicibili.  Ma che immagine mentale hai del tuo personaggio se appena arriva la prima tizia che passa (anche se bona) tu le obbedisci a bacchetta tradendo tutti i tuoi amici... e senza mostrare alcun sentimento nemmeno per lei?.

Non so appunto quanto abbia influito su questo scollamento l'avermi al tavolo a macinare continuamente formule e calcoli nella mia testa. Io sapevo che stavo valutando le varie opzioni "meccaniche" con la situazione nella fiction e la mia idea di personaggio, scartandole una ad una fino a trovare una compatibile, o una maniera di renderne compatibile una senza stravolgere situazione e personaggio (vedere per esempio come ho costruito la scena di legame con la guardia giurata che mi ha fatto entrare: tutto era logico, conseguente dalla situazione, dai miei sensi di colpa e dal mio men che umano.  Se non avessi trovato questa combinazione... avrei rinunciato alla scena di legame. L'avrei preferito piuttosto che mettere qualcosa di assurdo o che Paolo non avrebbe fatto). Ma chi mi vedeva consultare una tabella magari poteva pensare che si giocasse seguendo supinamente i numeri senza pensare alla fiction e "seguirmi" (il caso del tentato stupro di Giorgia: non ci stava. Non ci stava proprio.  E' vero che FA PARTE DEL GIOCO il venire trasformati in mostri da Angelica, ma la cosa non avviene tramite controllo mentale, ipnosi, telepatia o "il gioco dice così": la cosa avviene perchè sei più debole di lei. In fiction.  E in fiction... non si è visto assolutamente niente fra la scena di legame con Giulia (dichiarando in pratica - e mi sa che anche questa cosa sui legami non è stata capita, anche se ho cercato di spiegarla più volte quando ho visto cosa stava succedendo - "io tengo a questa persona, non vorrei che le capitasse nulla") e la scena successiva in cui di fronte al suo primo "no" l'ha aggredita con violenza cercando di violentarla ( ci sarebbe riuscito se non avesse avuto sfiga con i dadi). E io, da spettatore/giocatore, guardavo e pensavo "perchè? Che senso ha?"

Nell'articolo "A manifest on Mastery" ci sono un sacco di consigli su come risolvere queste situazioni, ma sono poco adatti ad Angelica. Con Mattia ne abbiamo parlato dopo la partita e credo che abbiamo trovato la maniera di adattarne alcuni, mi piacerebbe sperimentarli la prossima volta.

Agli altri: ho descritto bene la vostra situazione in gioco, o non ci ho capito un tubo?
« Ultima modifica: 2012-05-22 19:45:48 da Moreno Roncucci »
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Trovo il commento di Moreno un po' duro nei giudizi, ma estremamente sincero ed interessante.
Ho bisogno di ragionarci sopra. ^_^
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Mattia Bulgarelli

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Per iscritto tutti i commenti suonano "duri", specialmente quelli "tecnici" e di critica del gioco giocato... che infatti si riesce a fare solo su GcG.

Però penso che sì, mi sia proprio:
1) scappato sotto il naso che i PG avevano dei punti in comune, forse anche troppi (ma questo lo dovrebbero commentare gli altri giocatori: Carlo, Enrico e Marco, mica siamo nelle loro teste ^_^ )...

2) ...sfuggito che era il caso di fare uno stop-and-go e spiegare BENE cosa SONO i Legami. Colpa della mia baldanza e sicumera, le altre volte era filato tutto liscio e sono partito in tromba. Sarebbe stato meglio lasciare una partita a metà e lasciare i giocatori con la voglia di finire un'altra volta, ma far capire BENE con la pratica cosa non stava andando.

Questa analisi, in combo con la magnifica partita a 1001 Notte con Meguey, mi ispira una serie di pensieri su come una partita funzioni bene o male anche a parità di rispetto del regolamento... Mhhh.
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Enrico Ambrosi

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Non ho tantissimo tempo quindi cerco di buttare giù quello che deco dire, magari editando o postando un altro messaggio se mi viene qualcos'altro in mente.


Credo che non aver mai giocato al gioco, non aver mai letto il manuale e non conoscere lo svolgimento di una partita oltre a "c'è il padrone cattivo che ti bastona e poi alla fine finisce ammazzato" abbia influito molto sulla mia prestazione. Forse un gruppo già rodato non avrebbe creato i problemi che invece abbiamo incontrato.  Pur non toccando l'abisso della partita (mi scusarà Marco ma quel tentativo di stupro non lo capii allora e non lo capisco adesso) ho trovato la mia giocata, col senno di poi, incolore e in generale poco influente nella partita. Non sono riuscito a capire quello che il gioco richiedeva e ho cercato, magari a torto, di continuare la giocata nel miglior (poi risultato peggior) modo possibile.


E' stato per esempio fatto notare che sono stati usati i legami per compiere gli ordini sfruttando menzogne, inganni e colpi bassi vari. Ammetto con un pò di vergonga che credvo bisognasse fare proprio quello. Non so con che processo mentale ci sono arrivato ma credo fosse una cosa del tipo "devi fare una porcata = evita di sporcarti le mani, usa delle persone". Per quello i miei legami iniziali sono stati beatemente ignorati e "protetti" da degli ordini a cui avrei beatamente ignotrato ma che mi ritrovavo a dover fare. Non sono riuscito a fare il passo per immedesimarmi e "credere" negli ordini. Forse in questo non ha aiutato (direi semmai il contrario) usare un "me stesso" come personaggio.


Per quanto riguarda il discorso di moreno mi scuso se ho dato l'impressione ma il mettere stanchezza 3 e disgusto 0 era una mia idea, che però ammetto di aver avuto a naso e non per cercare una particolare meccanica: mi sentivo da stanchezza 3 e disgusto 0, tutto lì. L'impresione di giocare a "missioni da compiere" purtroppo io l'ho avuta proprio perché come ho già detto non sentivo la connessione con i suddetti ordini.


Infine pensavo che il gioco avrebbe toccato dei temi, sentimenti e intimità per esempio, che invece non ho visto e non so se dipenda dal fatto che eravamo noi giocatori di spasimante a doverli inserire. Anche questo credo non abbia aiutato a immedesimarmi con un personaggio che quasi da subito non ero più io e che quindi poteva fare qualsiasi cosa senza particolare turbamento. Il mentire al mio legame non mi ha creato nessuna difficoltà e probabilmente non ne avrei avuta neanche a menare il personaggio di Marco o cose anche peggiori. Non lho fatto perché non mi sembrava che reggesse in fiction.


Probabilmente ho delle responsabilità sulla cattiva riuscita della partita e mi scuso nel caso abbiate notato degli errori da parte mia: vi invito invece a sbattermeli metaforicamente in faccia affinchè possa capire e magari giocare meglio la prossima volta.


P.S. se sembro troppo duro e perché è roba scritta, mica sono arrabbiato

Personalmente ai numeri non ci ho proprio badato e nemmeno a copiare nella creazione del personaggio; poi per carità, che non sia stato particolarmente originale è possibilissimo.
Alcune scene sono state effettivamente poco coerenti, sicuramente a causa dell'inesperienza di chi non aveva mai giocato.
Temo anche di essermi perso qualche dettaglio: cosa succede se riesco a fare ciò che chiede Angelica senza fare danni collaterali?
Esempi:
Paola mi chiedeva di studiare insieme, io non avevo tempo perchè dovevo finire i volantini. Avevo proposto "stai qui con me, ti faccio compagnia e ti aiuto come posso" Se lei avesse accettato? Mi è stato chiesto di decidere come era andato l'esame, avrei potuto farla facile e far passare anche Paola. In ogni caso ho consegnato i volantini. Cosa sarebbe successo?
Se avessi corteggiato Giulia in modo normale (e magari incidentalmente avessi creato un Legame con lei) e in questo modo lei si fosse distratta dalla politica?
In altre parole: Angelica cerca il "risultato della missione" o vuole per forza il degrado morale? Magari non sempre le due cose coincidono.

Moreno Roncucci

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Grazie, Enrico. Testimonianze come la tua sono proprio quello che serve per imparare (tutti, io, te, Mattia, Manuela, etc) a giocare meglio.

Con il senno di poi, credo che siate stati più danneggiati di quando pensavo in un primo momento dal fare personaggi che conoscevano a malapena Angelica. Vi ha tolto una cosa fondamentale dal personaggio: "perchè lo faccio"?  Già il porsi quella domanda dà una direzione al personaggio, un senso alle sue azioni. Credo che il partire "già servitore" sia fondamentale nel gioco.

Detto questo, ecco cosa è per me LMVCP, o meglio, su che cosa si basa, su cosa agisce.

* Prima di tutto: la compassione o l'empatia per tutte le potenziali vittime (cioè praticamente tutti i PNG tranne il Padrone). E la cosa basilare del gioco: senza, semplicemente non funziona.
Quando Angelica ha ordinato a Paolo (me) di fare quella porcata a Giulia, non era una missione da compiere. Come succede quando leggi un (buon) libro, devi considerare, per lo spazio del gioco o della lettura, tutti quei personaggi come persone reali.  Ora, fare quella cosa ad una ragazza appena lasciata (o anche se non era stata appena lasciata, era giusto un aggravante per la debolezza della vittima) come ti sembrerebbe nella vita reale?
Nel mio caso poi centrava in pieno il tema di tutta l'esistenza di Paolo (cioè che era alla base del suo concetto di personaggio), "l'essere innamorato (di Angelica o di altre) non è una scusa accettabile per far danno agli altri", quindi era un conflitto doppiamente importante.  E quindi ho fatto di tutto per riuscire a resistere agli ordini di Angelica, riuscendoci.
E' una cosa meccanica? "devi sempre resistere"? No. Magari a volte gli ordini sono di far del male a qualcuno che odi (che il tuo PG odia). Ragionaci. Senti cosa farebbe se tutto fosse reale.
E qui arriviamo al secondo punto, già accennato qui:
* Considera come reale il mondo di gioco.
il mondo di gioco ha la stessa logica del mondo reale, la gente fa le stesse cose, con le stesse conseguenze.
Terzo punto:
* Non sei libero. Perchè ti lasci comandare da qualcuno.
Ed è qui che il personaggio entra in conflitto: per qualche motivo (che deve essere presente già dall'inizio) qualcuno gli sta facendo fare cose che non vorrebbe fare, cose che SA essere ingiuste.
* E la domanda del gioco quindi è "cosa fai"?

Tra l'altro, per questo (oltre ad altre considerazioni più generali che non riguardano solo LMVcA) non ho voluto giocare me stesso. Perchè "me stesso" è un personaggio che conosco. Una Angelica che mi dà ordini la manderei a fare in culo in cinque secondi, non importano le misure che ha. (viceversa, una che si atteggiasse ad Innocente bisognosa di affetto probabilmente mi farebbe fare tutto quello che vuole, ma non diamo troppe informazioni al nemico...). Giocare me stesso avrebbe distrutto la "realtà" della situazione, per me.

Così, quando alla fine Paolo ha ceduto ad un ordine è andato a sabotare la fabbrica, non per questo ha smesso di avere empatia per chi sarebbe stato danneggiato.  Doveva obbedire agli ordini, ma all'interno di quell'ambito si è mosso per diminuire i danni.  E quando ha scelto come Legame il guardiano, non l'ha fatto perchè lo facesse lui al suo posto (non era quello che volevo e in ogni caso non cambia un tubo nei punteggi), quanto proprio stabilire una connessione, cercare di capire "senti, io lo so perchè lo sto facendo, ma tu?")

Lo scopo del gioco, alla fine, è lo stesso della vita reale: devi riuscire a conservare la tua umanità.  Per questo devi giocarlo proprio come se tutto fosse reale.

@ Marco:

Cosa succede se riesci ad obbedire ad Angelica senza fare "danni collaterali"? Il problema è che non sono danni collaterali, Angelica ordina SEMPRE di far del male a qualcuno.
Nel caso di Paola, alla fine quella persona non era Paola: eri tu. Per seguire Angelica stavi rovinando le tue relazioni con i tuoi amici, estraniandoti, mentendogli, allontanandoli.
Non vedo il "non aiutare Paola con gli esami" un danno inferto a Paola (semmai, un mancato aiuto), ma piuttosto come un passo in più per trasformarti in servitore. (visto che a inizio gioco non lo eri). Ti ha fatto ignorare un amica per seguire un suo capriccio.

Cosa sarebbe successo se dicevi che facevi entrambe le cose, aiutare Paola e finire i volantini? Mattia te l'ha già detto, non potevi fare entrambe le cose.

Puoi però cercare di salvaguardare la tua umanità. Nel caso di Paola è difficile fare un esempio perchè appunto non le hai fatto davvero un danno. Ma guardiamo Giulia.

Ammetto che non ho capito il tuo discorso sul motivo delle tue scelte sul tentativo di stupro di Giulia. Ma come l'avrei giocata io?

Non è un discorso ipotetico: mentre Angelica stava dandovi ordini, io stavo "macinando" mentalmente strategie per contrastarli, per essere preparato quando sarebbe toccato a me. E il "caso Giulia" aveva una soluzione (per me, ovvio, dipende anche da chi stai giocando e da come vuoi giocarlo) che avrei usato se mi fosse stato dato di nuovo un ordine simile.

Avrei prima eseguito l'ordine di Angelica. Non puoi sottrarti, e l'idea di doverlo compiere per me avrebbe "avvelenato" qualunque approccio con Giulia. Non sarebbe stato sincero e questo per me lo escludeva a priori come possibile scena di Legame. Ma come avrei eseguito l'ordine?

Il mio "più che umano" (rinominato in LMVCA in "cosa sono bravo a fare" se ricordo bene) era il saper mentire benissimo tranne che quando c'erano in ballo i miei sentimenti. E lì non erano in ballo, stavo fingendo. Avrei quindi corteggiato Giulia, mentendo spudoratamente.  E le avrei fatto domande su di lei. Su cosa pensava, credeva, su cosa provava per me.

Le avrei fatto guadagnare il dado sincerità.

Solo allora, a quel punto, avrei cercato davvero di farle la porcata suggerita da Angelica (andare a letto con lei, fotografarla nuda, fare i poster con le foto). Con ottime probabilità di fallire.

Cosa avrebbe provocato il fallimento, nella fiction? Ovvio. Se inizio a provare DAVVERO sentimenti... non so più mentire. Quindi in quella scena le avrei confessato tutto chiedendo il suo perdono.

E QUELLA sarebbe stata la scena di legame con Giulia...

(oltre a selezionare Giulia come possibile alternativa ad Angelica per il finale...)

L'arma più potente che puoi usare contro Angelica è sempre la Sincerità: ma non è detto che la devi tirare tu per usarla...

Cosa sarebbe successo se avessi avuto successo contro il dado sincerità? (improbabile ma non impossibile). Avrei tentato lo stesso la scena di legame dopo. Sarebbe stata diversa, le avrei chiesto perdono, forse avrei cercato di riparare (distruggendo i manifesti), etc.

Non ha invece (per me) molto senso una scena di Legame fatta con secondi fini, e comunque è inutile se poi aggredisci il Legame in quella maniera: è ovvio che tutto l'Amore collegato a Giulia sarebbe svanito dalla tua scheda perchè lei sarebbe stata completamente off-limits da quel momento in poi (oltretutto, ricorda: si gioca NEL MONDO REALE. Quello vero. Non è come un videogame dove le guardie cittadine non si ricordano cosa hai fatto la volta prima.  Giulia sa chi sei, ti avrebbe denunciato.)
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