Autore Topic: [Board Game] Blackbeard: the Golden Age of Piracy  (Letto 1519 volte)

Luca Veluttini

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Blackbeard: the Golden Age of Piracy
di Richard Berg

Il gioco in questione è una riedizione di un vecchio titolo della Avalon Hill che è "incautamente" passato per le mani di quel genio (a parer mio) di Richard Berg e soprattutto per le mani della GMT Games.

Altro non si tratta di un ottimo gioco, card-driven, che simula (direi estremamente bene) la vita piratesca e la cosiddetta Età dell'Oro della Pirateria (come si può evincere dal titolo ^^).

Berg, riprende e soprattutto semplifica il vecchio regolamento della Avalon Hill. A qualche anno dalla sua pubblicazione, le Living Rules hanno raggiunto un'ottima versione (presentano ancora un lievissimo difetto meccanico, ma al 99% sono ottime).

Per essere chiari: i meccanismi non sono tanti e in definitiva si riducono all'originale sistema del turno di gioco (con azioni contemporanee da parte dei giocatori) e all'uso dei dadi per la risoluzione della maggior parte degli eventi di gioco.
Una volta afferrata la dinamica del turno (pirata attivo e azioni/eventi antipirata), davvero c'è poco da comprendere per quanto riguarda i meccanisimi. Piuttosto, quello che può aumentare forse la difficoltà di assimilazione del regolamento, è il fatto che le "cose da fare", le opzioni che ciascuno ha, non sono poche, anzi, sono tantissime e spesso è difficile capire sin da subito quanto scegliere l'una o l'altra azione o evento possa davvero influenzare il gioco.
In questo senso, potrebbe essere frustrante per alcuni dover continuamente (almeno per le prime partite) rivolgersi o al manuale o alle tabelle di riepilogo, per risolvere le diverse procedure, come (ad esempio) quella relativa alla caccia ai mercantili con relativo saccheggio.

Il gioco
In Blackbeard, ogni giocatore gestisce un numero variabile di pirati (a seconda che il gioco coinvolga 2-3-4 o 5 giocatori. Nel gioco in solitaria, invece, l'unico pirata in gioco è Edward Teach, alias Blackbeard, in persona). Non tutti i pirati entrano in gioco contemporaneamente, ma sta al singolo giocatore decidere quando e dove durante la partita schierare i propri (anti)eroi. In effetti durante il setup c'è l'obbligo di "schierare" un solo pirata, mentre schierare gli altri di cui si ha la disponibilità rimane solo una opzione. A seconda dell'andamento di ogni partita, può essere anzi saggio lasciarsi la possibilità di utilizzare i pirati ancora non scesi in mare nei teatri dove sono comparsi i vascelli più ricchi. Può essere frustrante ritrovarsi con tutti i propri pirati all'estenuante ricerca di qualche mercantile ricco e a portata di cannoni mentre altrove i nostri avversari hanno solo l'imbarazzo della scelta delle prede!

Durante il proprio turno, ciascun giocatore utilizza le carte che ha in mano per sfruttarne i Punti Azione o per implementarne l'Evento (o in alcuni casi entrambe le cose, quando la carta lo consente). Si noti però, che mentre si può giocare un numero illimitato di carte in funzione del loro evento (ovviamente il limite rimane il numero di carte in mano) non si può invece giocare che una e una sola carta per utilizzarne i Punti Azione. Chiaramente, perché sono in effetti proprio i Punti Azione quelli che ciascun giocatore può spendere per far compiere ai propri pirati le azioni che gli garantiranno fama e ricchezze. Quindi limitare l'uso delle carte per ottenere Punti Azione è in pratica il sistema per limitare le "risorse" a disposizione di ogni giocatore nel proprio turno di gioco.

Va sottolineato che non tutti gli Eventi descritti nelle carte sono uguali. Infatti alcuni sono marcati come "Play Immediately" e quindi costringono il giocatore che le peschi a giocarla immediatamente implementandone gli effetti (in genere nefandi), e solo quelli che invece sono marcati come "Hold Until Played" possono essere conservati per costituire la propria mano di gioco. Inoltre, ed è forse la distinzione più importante, alcuni Eventi sono classificati come "Anti-Pirates".
Con queste carte, Berg introduce nel gioco un elemento fondamentale di interazione tra i giocatori. Mentre infatti il giocatore di turno cerca di sfruttare le proprie carte per raggiungere i propri agognati e pirateschi profitti, tutti gli altri giocatori interpretano invece "la legge" o, meglio, implementano quegli effetti che il gioco scatena contro i singoli pirati: si va da ammutinamenti ad avvincenti cacce da parte dei commissari reali incaricati di sradicare la pirateria dalle rotte commerciali, fino a Governatori voltagabbana che chiudono i porti ai pirati e ciurme che decidono di festeggiare ubriacandosi e lasciandosi soffiare il bottino da sottocoperta. Massima interazione tra i giocatori, quindi, e potenzialmente partite ricche di colpi di scena.
Tra giocatori non attivi non ci si può mettere d'accordo e non si può utilizzare la stessa Azione Anti-Pirata o Carta Evento più di una volta durante il turno del giocatore attivo.

Come si vince?
Versione breve: prendi i soldi e scappa.
Già, perché pur essendo un gioco relativamente "leggero", Blackbeard vuole in qualche modo simulare la storia vera ed effettiva della pirateria nel XVIII sec. Ed ecco quindi che l'obiettivo di ciascun pirata è quello di fare il colpo grosso e poi riuscire a ritirarsi, sfruttando il Perdono Reale o le proprie conoscenze tra i vari Governatori. E non è affatto un compito facile: a contrastarvi ci saranno diversi elementi. Primi i vostri avversari, che usando gli Eventi "anti-pirates" in loro possesso, cercheranno in tutti i modi di affondarvi (non solo metaforicamente). Ma, e questo è un altro aspetto che mi ha molto intrigato del gioco, la vostra stessa bramosia di conquistare quel carico in più, quel golosissimo cargo che promette migliaia di dobloni vi spingerà a rinviare il momento della "pensione"... perché ritirarsi proprio adesso che quel succulento bocconcino sembra così a portata di mano? E magari lì, dietro un promontorio, sta ad attendervi il Commissario Reale nelle mani del quale renderete le vostre armi e la vostra testa.

C'è anche un altro ulteriore elemento che vale la pena di sottolineare: con le azioni che compiono, i pirati guadagnano nel corso della partita anche la Fama (Notoriety) che meritano, diventando sempre più "ingombranti" per i regnanti. Ecco allora che quanto più Famoso è un pirata, tanto più è facile che qualche Commissario del Re voglia fargli la pelle (anche perché il giocatore che lo controlla guadagnerà a sua volta un certo numero di VP dal successo del Commissario...). Il gioco quindi spinge il giocatore che ha avuto successo nel corso della partita a prendere sempre più in considerazione l'opzione del ritiro, mentre invece proprio verso la fine della partita i pirati più famosi sono anche quelli più potenti e più capaci di fare facilmente un ultimo ricco bottino e un ultimo, definitivo, incontro con la forca.
Il fatto che non si possa prevedere in maniera precisa quando il gioco sta per finire crea la giusta tensione nei giocatori. Quando la carta che annuncia il Perdono Reale sarà stata pescata per la terza volta il gioco termina immediatamente, senza che vi sia la possibilità di fare alcunchè.

Conclusioni
Il gioco è affascinante. Il tema, i materiali e la grafica possono attirare anche i giocatori occasionali, ma attenzione: il gioco, come Berg va ripetendo su molti forum, è solo apparentemente semplice. In effetti è quasi una simulazione, molto semplificata, s'intende, ma che ancora offre ai giocatori tante possibili azioni, e un giocatore che si aspetta meccanismi di gioco di tipo "europeo" potrebbe rimanere deluso. Si lanciano molti dadi, la pianificazione è scarsa e rischia di essere travolta dalle carte e dagli eventi casuali che intervengono durante la partita.

Bisogna quindi avvicinarsi al gioco con lo spirito giusto: non siamo di fronte ad un gioco che consente di provare dettagliate strategie per vedere quale è la migliore per ottenere la vittoria. Blackbeard è un gioco che si gioca per il divertimento, non per soddisfazione intellettuale. Divertimento che consiste anche e soprattutto nel mettere i bastoni tra le ruote agli avversari.
Se giocato con questo spirito, BB è un capolavoro. Diversamente, può lasciare molto amaro in bocca.
 
A chi lo consiglio:
-   A chi voglia un bel gioco che simuli il periodo
- A chi non ha paura di regolamenti particolarmente dettagliati
-   A chi interessi un'alta interazione tra i giocatori

NOTE A MARGINE
Spesso ho sentito commenti del tipo "hai troppe poche cose da fare", "è difficile muoversi", ecc.
Balle. Né più né meno. Il concetto di "prendi i soldi e ritirati" è la chiave del gioco. Se tieni un solo pirata con tantissimi punti di Notorietà non farai altro che remarti contro. Sarà molto facile che qualcuno di ammazzi e che guadagni tanti punti. I pirati hanno punteggi di abilità differenti, ma anche i più scarsi possono fare dei punti (e tanti).
Stesso dicasi per la scarsità di cose da fare. Se vai in bocca ad una Nave da Guerra o ad un Commissario del Re non lamentarti di non riuscire a fare nulla (la fuga interrompe comunque l'azione). Nessuno ti ha obbligato a finirci in bocca.


I materiali di gioco


Vista di una partita


Scheda di un pirata


Esempi di carte


Edward "Blackbeard" Teach

il mietitore

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Re:[Board Game] Blackbeard: the Golden Age of Piracy
« Risposta #1 il: 2011-09-16 06:37:10 »
per una partita io ci sono sempre U_u
"E non guardare troppo a lungo dentro alla lavatrice, o anche la lavatrice guarderà dentro di te"
Revan Adler, Match d'Improvvisazione Teatrale, Giugno 2009
Trash Meets Steel
RPGshark

Mr. Mario

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  • Mario Bolzoni
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Re:[Board Game] Blackbeard: the Golden Age of Piracy
« Risposta #2 il: 2011-09-16 13:11:37 »
Ce l'hai in programma in ludoteca?
Sognatore incorreggibile. Segretario dell'Agenzia degli Incantesimi. Seguace di Taku. L'uomo che sussurrava ai mirtilli.

Luca Veluttini

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Re:[Board Game] Blackbeard: the Golden Age of Piracy
« Risposta #3 il: 2011-09-16 22:12:12 »
Forse sì. ^^