Autore Topic: Guanti e Bleed: Ops, I did it again  (Letto 1621 volte)

Matteo Suppo

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Guanti e Bleed: Ops, I did it again
« il: 2014-04-18 19:47:47 »
Vedi anche questo thread: http://www.gentechegioca.it/smf/index.php/topic,8669

E' un periodo difficile per me: ho preso un sacco di calci nei denti nell'ultimo anno e cominciato a soffrire di attacchi di ansia e di panico. Qualche tempo fa ho fatto una demo di Mostro della Settimana e son stato colto un po' impreparato: mi è venuto un attacco di ansia proprio durante la giocata.

Ecco cosa è successo: avevo avuto un attacco di panico pesante pochi giorni prima, con tanto di parenti apprensivi e giudici (la qual cosa non aiuta). Sono andato a Modena Play per rilassarmi: una volta tanto non ero dietro uno stand, non avevo impegni e obblighi. Michele mi ha anche pagato il biglietto e l'albergo, è stato carinissimo.

Domenica mi sentivo abbastanza tranquillo da poter gestire una demo de Il Mostro della Settimana: in fondo era un gioco abbastanza caciarone, e il mistero era a proposito di un coccodrillo gigante nelle fogne di New York (si chiamava Alice) (grazie Giulia per il mistero!), quindi non è che fossero temi pesanti.

A un certo punto il coccodrillo attacca e i PG fuggono, mentre una delle comparse perde la testa per il terrore (è una delle mosse delle comparse). Quindi descrivo che ansima, balbetta, si guarda attorno spaesato... e sento arrivare il senso di oppressione al petto, la nausea, il contrarsi dei muscoli, il groppo in gola. Chiedo un attimo una pausa per andare in bagno, mi lavo la faccia, cerco di calmarmi.

L'ansia del personaggio, che pure era un png appena abbozzato, si era trasformato nella mia ansia. E l'ansia ha questa caratteristica interessante di non avere bisogno di una vera e propria ragione: si autoalimenta.

In quel momento avrei voluto chiudere tutto e vaffanculo, ma non è che potevo dire "Scusate ma mi è preso un attacco di panico per un attacco di un coccodrillo gigante". Ovviamente, la pressione dell'aspettativa ha generato maggiore ansia. Son riuscito comunque a contenerla e a chiudere la demo, anche se poi son stato male durante tutto il viaggio di ritorno in treno, cercando di dormire senza riuscirci.

Quindi mi sono fatto male con un gioco. In maniera probabilmente abbastanza stupida, anche se non facilmente prevedibile.

Rileggendo il manuale di sopravvivenza linkato sopra mi accorgo di aver sottovalutato le seguenti cose:

I guanti sono più sottili anche quando si affrontano situazioni che si son vissute in prima persona: interpretare una persona in preda al panico pochi giorni dopo un grave attacco di panico non è stata una grande idea.
I guanti sono più sottili quando il nostro personaggio si comporta in maniera simile a noi in una certa situazione: idem come sopra. Chiaro che venire attaccati da un coccodrillo gigante può portare al panico, però anche "Cercare di aiutare i cacciatori" lanciandosi contro il coccodrillo era una buona mossa.
Non andare subito via: Volevo allontanarmi il più possibile, ed è stato un errore. Avrei forse dovuto parlare, se non con i giocatori, con gli amici.

Vi invito a non preoccuparvi per me perché ora sto bene, sto mangiando regolare, dormo come un ghiro e sto superando tutti i miei vari traumi :P Mi interessava però condividere questa esperienza perché le tecniche per non farsi male secondo me sono importanti (e secondo me non si esauriscono in quelle riconosciute da me in quel thread).
Volevo scrivere qualcosa di acido ma sono felice :(

Alessandro Piroddi (Hasimir)

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Re:Guanti e Bleed: Ops, I did it again
« Risposta #1 il: 2014-04-19 13:03:23 »
Ok :)
www.unPlayableGames.TK ...where game ideas come to die

Re:Guanti e Bleed: Ops, I did it again
« Risposta #2 il: 2014-04-22 09:41:54 »
Defeco qui la mia opinioncina, da tenere presente come strategia utile in futuro.
Personalmente non soffro di questo problema, ma ho avuto a che fare per varie ragioni con persone che hanno sofferto di altri disagi psicologici, quali anoressia, depressione, ecc.
In questi casi, che hanno comunque un grosso impatto sulla capacità di relazionarsi con gli altri, può essere utile avere con sé una persona fidata che possa interagire al nostro posto. Un proxy, un buffer umano che possa avvisare gli altri della condizione che si è venuta a creare. In questo caso, una persona che dica "Scusate ma il master non sta molto bene, dobbiamo interrompere la demo".
Non è necessariamente detto che devi portarti sempre un amico dietro, ma è utile individuare una persona fidata e spiegargli la tua condizione, dicendogli "guarda ho questo problema, spero non succeda niente ma nel caso dovresti aiutarmi e gestire la situazione". Non penso ci sia una persona sana di mente che si rifiuterebbe.

>In quel momento avrei voluto chiudere tutto e vaffanculo, ma non è che potevo dire "Scusate ma mi è preso un attacco di panico per un attacco di un coccodrillo gigante".

Una mia carissima amica soffre per una condizione che non ha nemmeno un nome scientifico, e pensa che ogni tanto mi ritrovo a dire ad amico o ad un albergatore "Scusami potresti togliere quella campana a vento che hai appeso fuori dalla porta, altrimenti la mia amica sta male?". Un coccodrillo gigante non è nemmeno la cosa più strana con cui avere a che fare ;)

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