Autore Topic: [Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"  (Letto 3416 volte)

Moreno Roncucci

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[posto questo messaggio in "segnalazioni", ma se nasce una discussione utile sposterò in "Sotto al Cofano"]

Tim Koppang scrive poco, ma spesso vale la pena di leggere quello che scrive...

In questo caso mentre leggevo questi 2 post che ha fatto su G+ annuivo ogni 3 righe, sono cose che ho pensato (e detto) spesso, ma non in una maniera così ordinata (e non con la discussione che è venuta dopo)

Consiglio di leggerle, se capite l'inglese. La prima è del 4 maggio, ed è sul fatto che, come in una rock band (la famosa metafora...), per diventare bravi a suonare insieme occorre fare pratica:
https://plus.google.com/113060679603173178673/posts/NbwxCwsAqZk

La casa vale nei due sensi: pratica con un gioco, e pratica con un gruppo. Mi ha sempre lasciato molto perplesso la pratica (oggi per fortuna un po' ridotta) di provare un sacco di giochi alla mordi-e-fuggi per poi postare elenchi lunghissimi. io guardavo quegli elenchi e mi chiedevo "ma come possono aver finito anche solo metà di tutti giochi?".
La prima volta che giochi a qualcosa non lo giocherai bene come la seconda, e ancor meno rispetto alla terza. I gdr sono strumenti, bisogna imparare a "suonarli"

Stessa cosa per la pratica in un gruppo.  Ho trovato sempre un po' eccessiva l'esaltazione del "non avere un gruppo", del giocare ogni volta con chi capita. È sicuramente meglio dell'altro estremo (incancrenirsi a giocare sempre con le stesse persone per anni e anni grazie a complessi equilibri sociali che possono essere messi in crisi anche da un semplice cambio di regole o dall'arrivo di un nuovo giocatore), ma il gruppo "regolare" ha vantaggi a cui è assurdo rinunciare: a parte il fatto di essere già amici (che è già un bell'inizio), si impara a conoscere i propri punti di forza e le debolezze, dove puoi spingere e dove è meglio frenare: praticamente il gioco "I Will Not Abandon You" (http://www.fairgame-rpgs.com/comment.php?entry=32 )  è possibile solo fra gente che si conosce, altrimenti diventa un rischio (che può anche andar bene, ma pure male...)

Ma poi vedo che comunque, anche in hangout alla fine i "gruppi" si formano, quindi qui è più una cosa tipo "ammettetelo che così vi divertite di più" che non una vera e propria pratica controproducente (come è invece il gioco fast food)

Altre cose, magari sulle cose dette nei commenti? Non concordo sull'accenno a PTA (a mio parere uno dei giochi che richiede più stagioni prima di imparare davvero ad usarlo bene. La prima serie che si fa pare bella subito, ma dopo un po' confrontandola con le successive ti rendi conto di tutti gli errori che hai fatto), mentre invece concordo in gran parte sul giudizio su Fiasco detto da un commentatore "most of the Fiasco sessions I've listened to are pretty clunky and don't have really compelling fiction, but players still crow about how amazing the session was. People operate with confirmation bias, so if they have high hopes for a game, and they laugh a lot while playing and remember their friends saying funny things the game will seem amazing, and they'll gloss over any confusion or problems they actually experienced.)"

La seconda è di stanotte:
https://plus.google.com/u/0/113060679603173178673/posts/FJVUFJK59Q2  "Roleplaying games as tools", ed è ancora in corso.

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Re:[Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"
« Risposta #1 il: 2013-06-17 17:59:18 »
Grazie della segnalazione. Niente di davvero nuovo, ma scritto assai bene.
Alberto M.   - Ventura"il problema è che io ci tengo a che il mio personaggio resti vivo, ma lui non ci tiene tanto" (by Jasca)

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Re:[Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"
« Risposta #2 il: 2013-06-17 23:39:54 »
Qui non capisco bene:

"... People operate with confirmation bias, so if they have high hopes for a game, and they laugh a lot while playing and remember their friends saying funny things the game will seem amazing, and they'll gloss over any confusion or problems they actually experienced.)"

Il commentatore si riferisce solo a Fiasco o sta adesso estrapolando in generale sui giochi di ruolo?
Io credo che sia la seconda e questo si riconduce al mio vecchio post La reale curiosità alla base del "Let's Play!".

In particolare sto facendo un piccolo test con le persone con cui gioco in cui chiedo prima di iniziare a giocare quanto si aspettano che un gioco possa piacer loro (hopes for a game del commento) e alla fine del gioco chiedo quanto il gioco è piaciuto.
Sono anch'io dell'idea che l'aspettativa su un gioco possa influenzare (e molto) il gradimento del gioco stesso, ma vorrei vedere con qualche questionario che la mia idea sia fondata.

Mattia Bulgarelli

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Re:[Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"
« Risposta #3 il: 2013-06-18 16:08:01 »
Post rimosso. Niccolò, puoi riformulare in modo meno criptico e, se quella era l'intenzione, meno provocatorio.
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Niccolò

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Re:[Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"
« Risposta #4 il: 2013-06-19 08:04:16 »
...BOH? Cos' avevo scritto?

Mattia Bulgarelli

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Re:[Inglese] Tim Koppang su "RPGs as tools" and "practice"
« Risposta #5 il: 2013-06-19 10:03:22 »
Mando un Messaggio Privato per chiarimenti. Il thread può proseguire normalmente.
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