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[SLOW DOWN]"Mai più D&D": perchè?

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Patrick:
grazie a chi ha aggiunto AP ^^
luca, il tuo post ha di buono che non fai di tutti i tradizionali un fascio, ma comunque è solo un elenco di difetti. Voglio che mi racconti delle giocate in cui qualcosa è andato male e che non vuoi si ripresentino. Oppure di giocate in cui qualcosa è andato bene e non credi di poterlo/volerlo riproporre con i giochi "vecchi" (o se preferisci, con un determinato gioco vecchio). Quindi no, i post non va bene finchè non diventa un racconto di (almeno) un episodio positivo o negativo di una sessione che hai giocato

Seretur:
A me *giocare* ai tradizionali diverte ancora devo dire. La cosa che invece mi ha un po' stancato è fare il master tuttofare intrattenitore scrittore sceneggiatore che deve farsi tutto il lavoro da solo. Ma quando trovo un pollo.. ehm un santo che si propone per sobbarcarsi lui tutta la fatica mi siedo comodo e gioco volentieri. Secondo me il vero problema è quello, la fatica è troppo sbilanciata sulle spalle di una sola persona.

Manuela Soriani:
Ho aggiornato il mio post con una notevole quantità di roba per renderlo IT e "vita vissuta" (praticamente, è un post diverso, rileggetelo, ci ho messo 90 minuti a scriverlo, sacrificando la mia pausa pranzo!):

http://www.gentechegioca.it/smf/index.php/topic,7329.msg155368.html#msg155368

Mr. Mario:
Patrick, io non ho proprio un AP di gioco, ho un AP di non-gioco. Ho, letteralmente, una cartella piena di schede e background di pg che o non sono mai stati giocati, o hanno fatto una sola sessione.

Una cartella piena di esperienze di campagne che non sono partite perché il master di turno, messo di fronte a cosa comportava la sua scelta di fare il master, scopriva di non avere tempo o voglia di dedicarcisi. Per questo motivo mi sono spostato su internet, ma anche lì ho pagine e pagine di PbF che nascevano e morivano alla fine della creazione dei personaggi, e PbEM che svanivano nel nulla dopo due settimane. E lo stesso valeva per me, perché io stesso ero uno di quei master che mollava. E per molto tempo, mi sono dato la colpa per questo. Sai quanto ho desiderato essere una persona diversa, uno bravo abbastanza da saper affascinare le persone e tenerle avvinghiate ad un gioco, per esempio, come Exalted, che è tremendamente vicino al mio cuore, e che delusione era per me scoprire di non esserne in grado?

Ora ho appena finito una stagione di Monsterhearts da MC che potrei riprendere in mano in qualunque momento, dove ho fatto degli errori che voglio migliorare, e che non è mai stata, neppure per un attimo un peso. Mi ha fatto a tratti venire un po' d'ansia perché sono un insicuro, ma il gioco non mi ha mai fatto pesare la cosa, anzi, mi dice fai queste cose e rilassati. Stasera vado a torturare tre poveri malcapitati che hanno avuto la pessima idea di non dormire per troppo tempo, e non vedo l'ora. Sono diventato da essere quello che si sentiva negato, uno che porta giochi alle convention che non ha mai giocato prima, perché è una buona occasione di vedere come sono (alla INC è stato Perfect).

Io quel peso non lo voglio mai più.

Rodrigo:
Campagna fantascientifica. Il mio personaggio è un'imprenditrice ricchissima che scopre di essere stata oggetto di un esperimento da piccola. Il di lei padre ha creato una macchina che contatta altre dimensioni ma quello che ha contattato si è rivelato più pericoloso del previsto. Risultato? Non ha trovato idee migliori che imprigionare la creatura così arrivata nel corpo della figlia e poi morire prima di darle spiegazioni. Da adulta lei decide di capirci di più e di contrastare l'avvento di queste creature mettendo insieme una squadra di individui con abilità particolari e usandola come squadra di vigilantes privati.
Anche se la trama è un po' supereroistica, per il mio personaggio i due interessi principali sono
1) costruire legami di fiducia con persone in grado di aiutarla nella sua missione
2) Non usare MAI i poteri che il demone che ha dentro le offre. (Tanto per chiarirci, io ero un umana in un mondo di gente in armatura potenziata o mezza demone. Potevo però accedere a poteri assolutamente fuori scala, lasciando il controllo alla creatura dentro di me)

Tra una battaglia e l'altra, gente morta perché io non l'ho salvata e tradimenti interni al gruppo che non si fida di me (malgrado io sia DAVVERO una brava persona) arriviamo ad un momento critico in cui la situazione è disperata e io sto facendomi prendere dallo sconforto.

E' una serata da gioco dal divano in stato di semi-shock, mentre il mondo attorno al mio personaggio cade a pezzi.
Pochi secondi dopo succede l'armageddon, i demoni invadono, noi scappiamo nello spazio in una base orbitale e passano 5 anni in una cutscene. ARGH!

Semplicemente non stavamo giocando tutti lo stesso gioco.

Secondo esempio. Giochiamo a D&D. Background: l mio personaggio è un ragazzino di 15 anni che vive con la madre perché il padre è un famoso avventuriero che l'ha abbandonato appena nato. La locanda viene messa a ferro e fuoco da dei predoni e  lui sopravvive solo perché il mercenario assunto per difendere tutti gli fa scudo col suo corpo. La lancia che lo trapassa però taglia in modo orrendo la faccia del mio povero PG. Quando si risveglia si rialza, decide di cambiare il suo nome in quello del mercenario che gli ha salvato la vita e parte alla ricerca del padre. Quando dopo mesi lo raggiunge in un posto isolato, in cima alla montagna, scopre perché il padre è sparito. Un'antica maledizione gli ha dato fenomenali poteri, ma lo ha costretto a stare lontano da me. Quando lo raggiungo infatti i suoi poteri passano a me, ma lui si trasforma in pietra davanti ai miei occhi. Con la maledizione mi passa anche la sua missione: proteggere gli innocenti.
Ora il mio PG vaga le terre del mondo conosciuto con una missione che non vuole compiere, odiando gli dei che gliel'hanno data e con la certezza di non potersi innamorare di una donna e avere un figlio da lei se non pagandolo con la propria vita.

Dov'è il problema? In un anno di gioco nessuno si è dimostrato interessato neanche a sentirla, questa storia. In compenso abbiamo fatto una sacco di (pur divertentissimi) combattimenti e sconfitto un beholder non-morto con un trucco da morir dal ridere (e senza neanche volerlo fare apposta).

Semplicemente non stavamo giocando tutti lo stesso gioco.

Io ai giochi tradizionali non gioco più perché non ho trovato qualcuno che sapesse portare con efficacia il peso che creare una narrativa da soli richiede.
Poi non sono così rigido nella scelta e se c'è da provare un gioco nuovo, lo provo volentieri e mi diverto pure. Solo cerco di giocare allo stesso gioco che giocano gli altri. C'è un buon momento per trucidare bande di goblin nella vita di chiunque :) E un buon vecchio dungeon può essere un'esperienza rilassante, se presa con lo spirito giusto.

Detto questo continuo a fare il Master (D&D4E, da 4 anni) cercando di tessere trame avvincenti, di concentrarmi su quello che interessa ai giocatori, di modificare l'universo per renderlo qualcosa di dinamico e avvincente, di ascoltare con attenzione come i giocatori vogliono che vada avanti la storia, di porli di fronte a scelte che abbiano un impatto (grande o piccolo). Cerco insomma di rispettare la responsabilità che mi hanno dato i miei giocatori quando mi hanno chiesto di scrivere una storia per loro (e con loro), sessione dopo sessione.

Non penso però che esistano giochi "sbagliati" o "bacati" o "non divertenti". Penso che sia una fortuna poter scegliere il gioco che fa per me e anche questa definiozione si applica in modo diverso nel tempo. C'è chi si diverte col curling e chi con il sadomaso. A me il curling non ispira per niente. ;)

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