Autore Topic: Il passato e’ una terra straniera  (Letto 2884 volte)

Renato Ramonda

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Il passato e’ una terra straniera
« il: 2009-03-30 10:24:06 »
http://renatoram.wordpress.com/2009/03/30/il-passato-e-una-terra-straniera/
Riporto anche qua visto che il mio blog non lo legge nessuno :)

"Il passato e' una terra straniera"

Questa bella metafora di Carofiglio mi e' venuta prepotentemente in mente stamattina, mentre venendo al lavoro in metro' ascoltavo l'intervista a Monte Cook dei ragazzi del podcast The Walking Eye: per quanto questa e altre interviste a Cook mi abbiano lasciato l'impressione di una persona intelligente... e' come se stesse parlando da una distorsione temporale; quelle parole a me suonano vecchie di 10 anni (almeno).

La sua concezione di "un buon gioco di ruolo", di cio' che rende piacevole e divertente un gioco, delle dinamiche dentro e fuori del gioco... perfino le "miopie autoindotte": gli chiedono se gli piace o no il conflitto tra personaggi, e come lo gestisce al suo tavolo, e lui reagisce parlando di come evitare che le persone litighino, e di come li prende da parte "fuori gioco" per parlarne (implicando chiaramente che lui intende il conflitto come dispetto tra giocatori, o quantomeno foriero di frizione a livello sociale, inevitabilmente).

Praticamente tutto quello che gli piace... mi suona vecchio, stantio, superato... o completamente "unfun".

Perche' sono partito da quella citazione li' sopra? Perche' in passato molto (anche se non tutto) di cio' che ha detto l'avrei probabilmente condiviso.

Oggi mi pare di parlare una lingua diversa (ok, la parliamo, ma non in quel senso :) ).

Se c'e' un consiglio pratico che traggo da tutto co' e': quando si discute online, o si cerca di spiegare certi giochi nuovi a persone che hanno sempre e solo praticato e percepito un certo tipo di gioco (che e' un sottoinsieme molto piccolo di cio' che e' li' fuori)... ricordatevi che state raccontando della vita quotidiana di una cultura diversa ad uno straniero. Non date niente per scontato, o le incomprensioni saranno maggiori e piu' gravi.

Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #1 il: 2009-03-30 12:19:43 »
bravo
il dado si lancia da solo, e da qualche parte nel mondo un orco muore - vincitore di un Ezio D'Oro per la Boiata della Settimana! ("This Is Something Only I Do!"™)

Rafu

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #2 il: 2009-03-30 12:40:23 »
Vedi anche questo thread iniziato su Story Games da chi gli ha fatto l'intervista:

http://www.story-games.com/forums/comments.php?DiscussionID=9017&page=1#Item_0

Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #3 il: 2009-03-30 12:53:16 »
Citazione
ricordatevi che state raccontando della vita quotidiana di una cultura diversa ad uno straniero. Non date niente per scontato, o le incomprensioni saranno maggiori e piu' gravi.


Mi sembrano assai sagge parole, e lo dico da straniero... Cercherò di fare lo stesso da parte mia. ;)

Fabrizio

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #4 il: 2009-03-30 13:21:39 »
Citazione
[cite]Postato da: renatoram[/cite]Riporto anche qua visto che il mio blog non lo legge nessuno:)

Non è vero, io lo leggo via feed rss
Citazione
[cite]Postato da: renatoram[/cite]Se c'e' un consiglio pratico che traggo da tutto co' e': quando si discute online, o si cerca di spiegare certi giochi nuovi a persone che hanno sempre e solo praticato e percepito un certo tipo di gioco (che e' un sottoinsieme molto piccolo di cio' che e' li' fuori)... ricordatevi che state raccontando della vita quotidiana di una cultura diversa ad uno straniero. Non date niente per scontato, o le incomprensioni saranno maggiori e piu' gravi.

Vero, ad esempio il ragazzo che gestisce il negozio dove ho acquistato NCaS e AiPS mi aveva chiesto se conoscevo Cani nella Vigna che aveva addocchiato nella descrizione del sito del distributore ma non capiva esattamente come era
Spero di non averlo confuso troppo il giorno, ma, partendo dal presupposto che non avesse mai giocato ad un gioco new wave, non sapevo come spiegarglielo al meglio, prima o poi gli farò un mega pm o post per spiegarglielo al meglio

Michele Gelli

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #5 il: 2009-03-30 14:00:55 »
Citazione
[cite]Postato da: Bagi[/cite]Vero, ad esempio il ragazzo che gestisce il negozio dove ho acquistato NCaS e AiPS mi aveva chiesto se conoscevo Cani nella Vigna che aveva addocchiato nella descrizione del sito del distributore ma non capiva esattamente come era


Chi è questo bravo giovine? Riceve la mia newsletter? COmpare nell'eleco dei negozi del sito Narrattiva?
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Marco Costantini

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #6 il: 2009-03-30 14:01:20 »
Accidenti Renato, hai colto proprio nel segno!
Mi sono trovato a riflettere sulla stessa cosa, guardando a me stesso e a come consideravo il gioco e soprattutto il "giocare bene". Su gdritalia ci sono ancora miei vecchi post dove mi schiero dalla parte degli amanti del tradizionale (o meglio, dalla parte di chi non aveva capito cosa stessero dicendo gli altri, perchè ai tempi era per tutti un po' questo il problema: pensare di aver capito senza essersi mai avvicinati all' "altra sponda"). E proprio alcuni giorni fa ho ripensato a quel che dicevo e pensavo. Ho sempre creduto di essere un "buon giocatore" e di aver saputo capire più di altri cosa occorresse per giocare bene. Uno dei miei cavalli di battaglia era che il sistema non contava. A chi si chiedeva se una regola funzionasse o meno rispondevo tranquillamente che "se non funziona si cambia"...e la cosa era ben oltre il semplice drift. Il master/narratore poteva avere l'ultima parola su tutto ed il sistema0 era una realtà non solo consolidata, ma utile e necessaria.
Adesso non posso fare a meno di vedere come tutto sia diverso e piano piano sto cominciando a fare fatica ad approcciarmi a giochi tradizionali giocandoli tradizionalmente.

In più, per quanto riguarda lo spiegare ad altri cosa siano e come funzionino questi nuovi (nuovi per modo di dire, ormai) giochi ho una bellissima esperienza il cui succo è: è inutile spiegare, la miglior cosa da fare è giocare.
Ho passato parecchio tempo, quando iniziai a scoprire questo mondo, cercando di spiegare in che cosa consistesse questa piccola rivoluzione, ma davvero con scarsi risultati, se non con effetti opposti.
Poi mi sono imposto di lasciare che fossero i giochi a parlare per me. Bene, 2/3 mesi fa ho fatto provare Cani a due ragazzi, coinvolgendone poi altri due ed ora abbiamo trovato una 15ina di persone che vogliono provarlo, tanto che ho chiesto a Claudia e Michele di venire a farci visita. Ed ho già prestato Esoterroristi ad un ragazzo e proprio una settimana fa una ragazza mi fa "vorrei proprio provare il gioco che è in fondo al manuale di Cani" (AiPS).
Il mio consiglio quindi è: non discutete affatto. Organizzate piuttosto demo e quant'altro, senza aggiungere nulla sulla rivoluzione culturale di questi gdr, ma presentandoli solo ed esclusivamente per quello che sono: nuovi giochi.
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Fabrizio

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #7 il: 2009-03-30 14:19:11 »
Citazione
[cite]Postato da: MicheleGelli[/cite]
Citazione
[cite]Postato da: Bagi[/cite][p]Vero, ad esempio il ragazzo che gestisce il negozio dove ho acquistato NCaS e AiPS mi aveva chiesto se conoscevo Cani nella Vigna che aveva addocchiato nella descrizione del sito del distributore ma non capiva esattamente come era[/p]
[p]Chi è questo bravo giovine? Riceve la mia newsletter? COmpare nell'eleco dei negozi del sito Narrattiva?[/p]

Ho appena controllato, "Modellismo e..." non compare :surprise:
Gli linko la pagina delle info del sito di narrativa?
« Ultima modifica: 2009-03-30 14:20:43 da Fabrizio »

Moreno Roncucci

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #8 il: 2009-03-30 15:22:30 »
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[cite]Postato da: Marco Costantini[/cite]In più, per quanto riguarda lo spiegare ad altri cosa siano e come funzionino questi nuovi (nuovi per modo di dire, ormai) giochi ho una bellissima esperienza il cui succo è: è inutile spiegare, la miglior cosa da fare è giocare.


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Dr. Zero

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #9 il: 2009-03-30 15:23:29 »
ciao Renato.
uno spunto interessante il tuo, uno spunto che mi fa venire in mente una cosa. Qualche mese fa lessi su un sito dei consigli per uno che aveva deciso di passare a giocare con vampiri: ebbene quello gettonato era "nessuna regola del manuale esiste finchè il master non lo dice".
Sebbene adesso come adesso trovi ingenua e sbagliata questa affermazione è esattamente quello che facevo cinque anni fa quando io narravo a vampiri.

Inuciosito da questa cosa ho contattato l'autore della frase in privato facendogli leggere l'introduzione alla teoria forgista, dicendo che per me era stato un punto di partenza per cambiare prospettiva. Ebbene è stato praticamente impossibile dopo 12 messaggi lunghio un fottìo fargli capire quello che realmente è il sistema. Tra le altre cose mi sono trovato contro uno dei comportamenti tipici dei fanatici e la cosa mi ha stupefatto: se riuscivi a convincerlo di una cosa ad esempio invitandolo a fare un esempio di gioco e commentandolo passo per passo, ammetteva che sì in effetti il sistema era qualcosa di più dei tiri di dadi ma due messaggi dopo questa sua affermazione sulle mie posizioni veniva cancellata.

Per tornare IT quando dici
Citazione
Se c'e' un consiglio pratico che traggo da tutto co' e': quando si discute online, o si cerca di spiegare certi giochi nuovi a persone che hanno sempre e solo praticato e percepito un certo tipo di gioco (che e' un sottoinsieme molto piccolo di cio' che e' li' fuori)... ricordatevi che state raccontando della vita quotidiana di una cultura diversa ad uno straniero. Non date niente per scontato, o le incomprensioni saranno maggiori e piu' gravi.

io mi trovo d'accordo ma aggiungo una cosa. Attenzione perchè potreste trovarvi di fronte non solo uno straniero a cui spiegate la vostra cultura, ma un "adepto" del gioco di ruolo "fatto bene". In quel caso l'unica soluzione è non discutere ma solo far provare il gioco se potete, ma non lasciatevi trascinare nel baratro: le sue convinzioni sono molto "mistiche", praticamente una specie di rituale esoterico. Avete mai provato a spiegare a un testimone di geova che la terra ha più di 6000 anni? Ecco, è la stessa cosa

Renato Ramonda

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #10 il: 2009-03-30 15:43:35 »
@Thomas: vero quanto aggiungi, ed e' uno degli argomenti che tende a far partire i flame quando si fa notare.

Perche' l'aderenza dei "seguaci" ai concetti della propria "setta" ha una valenza psicologica praticamente identica a quella dei seguaci della "scuola del buon master". E non dico questo per dire che sono dei fanatici.

Lo dico per far notare che c'e' una correlazione diretta e troppo stretta tra "gli insegnamenti" e la propria

* identita'
* autostima
* immagine di se'

E' lo stesso transfert (e qua avro' usato il termine in maniera sbagliata, mi perdonino i sapienti) che fa il tifoso di calcio. L'appassionato non tifoso se parli male della sua squadra al massimo puo' dirti "e vabbeh, secondo me no, ma chissenefrega". Il tifoso invece considera le tue opinioni su (per dire) l'accostamento di colori orrendo sulla maglietta attacchi personali a LUI ed alla SUA identita', persona e "fede".

Se sei un "alfista" fanatico non riusciremo mai ad avere una discussione sana sui consumi ed i meriti dei motori ibridi perche' tu penserai che un appunto alle scelte ingegneristiche dell'Alfa Romeo corrisponda ad un insulto alla tua famiglia. E' dura fare discorsi razionali, cosi'.

Tornando IT (ed abbandonando le perniciose metafore) troppa gente in questi anni ho visto reagire ad un commento sulla qualita' di un gioco (inteso come libro e cio' che c'e' scritto dentro) percependo un attacco personale a se', alla propria autostima ed alla propria esperienza...

...ma seppur IT nel forum questo discorso e' OT nel thread. Chi volesse approfondire continui in un altro thread please.

Mauro

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« Risposta #11 il: 2009-03-30 15:59:40 »
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[cite]Postato da: Marco Costantini[/cite]è inutile spiegare, la miglior cosa da fare è giocare

Verissimo, ne sono sempre piú convinto anche io.


Citazione
2/3 mesi fa ho fatto provare Cani a due ragazzi, coinvolgendone poi altri due ed ora abbiamo trovato una 15ina di persone che vogliono provarlo, tanto che ho chiesto a Claudia e Michele di venire a farci visita. Ed ho già prestato Esoterroristi ad un ragazzo e proprio una settimana fa una ragazza mi fa "vorrei proprio provare il gioco che è in fondo al manuale di Cani" (AiPS)

Come si è sviluppata la cosa? Nel senso, erano tutti tuoi conoscenti, anche quei due ne hanno trovati altri, avete (hai) organizzato in giro dimostrazioni, o cosa?

Marco Costantini

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« Risposta #12 il: 2009-03-30 16:38:49 »
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[cite]Postato da: Mauro[/cite]Come si è sviluppata la cosa? Nel senso, erano tutti tuoi conoscenti, anche quei due ne hanno trovati altri, avete (hai) organizzato in giro dimostrazioni, o cosa?


Spiego velocemente, perchè non vorrei essere OT.
Le prime due persone le ho coinvolte io, proprio dopo aver maturato la convinzione che era il momento di chiudere con le chiacchiere e cominciare a giocare. Sono persone che bene o male conosco e che giocano di ruolo con roba mainstream (tutti e due legati a D&D e con una passione per i giochi WW).
La svolta avviene quando cominciamo a giocare in un negozio di giochi. Il proprietario, un D&Dista duro e puro, ma con un'apertura mentale verso i giochi (ed il provarli) che mi ha lasciato di stucco, ci vede giocare, si appassiona e io gli presto il manuale. Qualche settimana dopo la nostra serie di Cani finisce e mentre stiamo valutando cosa fare dopo uno dei due giocatori si propone di fare il GM a Cani. A questo punto io, il proprietario e la sua ragazza ci diciamo prontissimi per fare da giocatori.
La cosa si espande ancora quando, parlando con i due proprietari, cominciamo a discutere seriamente sul rendere il negozio un'associazione ludica. Da lì il passo è breve. La ragazza (che è l'altro proprietario) comincia a spargere la voce che Cani è un bel gioco e che possiamo fare demo...ed eccoci qui, con una 15ina di baldi giovini pronti a giocare.
Devo dire che probabilmente sono stato fortunato, ma devo anche riconoscere che se non avessi deciso di "smuovere le acque" starei ancora a guardare tutti quei bei hippygames che ho acquistato sperando, un giorno, di giocarci.
Escalo a Fisico: ti abbraccio.

Ezio

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« Risposta #13 il: 2009-03-30 19:42:29 »
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[cite]Postato da: Marco Costantini[/cite][p]In più, per quanto riguarda lo spiegare ad altri cosa siano e come funzionino questi nuovi (nuovi per modo di dire, ormai) giochi ho una bellissima esperienza il cui succo è: è inutile spiegare, la miglior cosa da fare è giocare.[/p]


Guarda, torno adesso dall'aver proposto La Mia Vita col Padrone (gioco che ancora ho l'impressione di non "dominare" a fondo, nonostante l'abbia ormai provato qualche volta) a un gruppo di giovinetti molto niubbi. Addirittura più di me. Dopo essermi reso conto che continuare a spiegare le premesse era inutile, non riuscivano a capire fino in fondo, non riuscivano a capire cosa significasse creare "personaggi con un potenziale narrativo", e non cercare di aggirare il gioco o giocare il maniaco omicida monodimensionale, facendosi i viaggi in testa su che cosa sia e quali siano le sue motivazioni senza portarle al tavolo. Ho giocato e gli ho lasciato sbattere la faccia su questo, interrompendomi a metà partita e cercando di spiegare perché non ci stavamo divertendo. Con due sembra aver funzionato (vedremo la prossima volta). Il terzo... spero di vederlo qui a brontolare a breve.

In sostanza... a volte anche giocare può non essere sufficente, purtroppo. Mi sto scontrando violentemente con quella che Domon chiamava "Sindrome del Marito Ubriaco". I giocatori che si rifiutano il gioco di  base e, rifiutandolo, di fatto non lo giocano, lo bloccano, si mettono di traverso al gioco, lamentandosi poi che "il sistema ti ostacola".

Vabbé, scusate il post poco succoso e forse anche un po' OT, ma sono pensieroso...
Just because I give you advice it doesn't mean I know more than you, it just means I've done more stupid shit.

Niccolò

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Il passato e’ una terra straniera
« Risposta #14 il: 2009-03-31 00:15:38 »
Citazione
[cite]Postato da: Ezio[/cite]Domon chiamava "Sindrome del Marito Ubriaco"


czege...
...ma il riferimento è ai giocatori che continuano a usare sistemi contro cui devono lottare, non a quelli che lottano contro i sistemi che dovrebbero usare :)

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