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Wizards annuncia la 5E di Dungeons & Dragons
Ezio:
...e se smettessimo tutti di scaldarci e ammettessimo che è stato un malinteso e promettessimo di essere più attenti in futuro? Credo che sarebbe la cosa migliore da fare, dato che si intravedono le scintille del tipico flame internettiano.
Dairon:
--- Citazione da: triex - 2012-01-29 20:33:50 ---Io volevo dire che molte persone che giocano di ruolo non hanno idea del perché un certo gioco funziona. E questo va bene. Non lo definirei ignoranza.
Molte di queste persone però sono convinte di saperne a pacchi, mentre in realtà non sanno da che parte son girate. E questo non va bene ed è quello che intendo con ignoranza.
Continua a suonare male?
--- Termina citazione ---
Il problema è che se pensi di saperne a pacchi, probabilmente c'è chi pensa di saperne a pacchi ma con tutt'altri modi e termini. Quantomeno non è immediato dire che se uno ha un'idea che a me pare assurda... non possa essere assurda la mia!
Di questi tempi di picco del petrolio e crisi energetica il flame non è da sottovalutare comunque :o
Reckall:
--- Citazione da: triex - 2012-01-29 21:15:58 ---Non capisco, reckall, se le frecciatine sui giocatori speciali siano rivolte a me. Magari son io paranoico :)
--- Termina citazione ---
No, assolutamente. Ma, personalmente, ritengo che il modo con cui la 4E e' stata presentata sia stato un enorme errore a prescindere dalla qualita' della stessa. Wizards ha esplicitamente spiegato come non era piu' rivolta "a una certa tipologia di giocatori", nonche', disgraziatamente, piu' o meno implicitamente spiegato che il nuovo approccio era "la strada del futuro!". A quel punto tale tipologia "abbandonata", avendo alternative immediate come Pathfinder o i vari prodotti OSRIC, si e' allontanata da Wizard, che ha perso la loro fetta di mercato.
Intendiamoci, io non critico la politica di Wizards "in se'": critico il fatto che quasi subito, e assai goffamente, hanno cercato di riconquistarsi la simpatia degli appassionati "old school" con iniziative come il marketing degli Essentials. Questo mi fa chiedere "ma allora cosa volevano?" Se annuncio che nel mio cinema proiettero' solo un certo genere di pellicole non posso poi lamentarmi se perdo il pubblico degli appassionati di fantascienza e delle mamme che venivano al cinema con i bambini. La prima e' una scelta lecita, la seconda e' solo un'ammissione di ingenuita'.
Tutto questo per dire: personalmente sono sempre stato a favore della liberta' di scelta e dell'autodeterminazione razionale. Questa e' una cosa mia. Oggettivamente, però, spero che questa volta Wizards decida prima che genere di pubblico vuole raggiungere, e, una volta compiuta tale scelta, ne tragga una politica di pubblicazioni coerente negli anni.
Da quanto si legge, sembra che l'esperienza della 4E abbia insegnato a non trascurare/velatamente "datare" (per usare la parola piu' gentile) il pubblico della 1-3E. Questa e' la rotta che hanno dichiarato per il futuro. Se sono seri e, nel caso, se riusciranno a percorrerla e mantenerla, lo sapremo solo aspettando.
Moreno Roncucci:
Il marketing della quarta edizione è stato insultante fin dall'inizio:
http://www.gentechegioca.it/smf/index.php/topic,31.0.html
Non era ancora uscito un solo manuale e già stavano insultando i loro clienti.
Non c'è design che tenga, bello o brutto, quando hai un reparto marketing di dementi (e poi a Natale ogni anno licenziano dei designers... sono quelli del marketing che dovrebbero licenziare, ma quelli probabilmente sono della Hasbro...)
La mia opinione come CONSUMATORE (e ce l'avevo dal 1992. ben prima di sentir anche solo parlare di giochi indie) è che i prodotti legati a D&D da decenni siano prodotti substandard che vendono solo il marchio. (come domani la Apple inizoasse a vendere computer con hardware vecchio di quindici anni e malfunzinante, e la gente continuasse a comparli a prezzi gonfiati perchè "è Apple, devi avere un Apple").
Ci voleva del fegato, nel 1988, a presentare un implementazione ridicola degli skill (inferiore a quella del runequest del 1978, tanto per dire) e dire nel manuale (e insomma, anche se non funziona se sei un bravo GM lo fai funzionare", eppure fino al 2000 il loro parco consumatori giurava e spergiurava che fosse lo stato dell'Arte del design. Una roba che sarebbe stata una scopiazzatura fatta male nel 1978. lo stato dell'arte del design nel 2000. (poi uscì la terza edizione e si sentì il rumore di qualche milione di "click" mentre nella mente di quei giocatori di colpo il sistema di Ars Magica del 1987 - di cui D&D3 era una scopiazzatura - era diventato lo stato dell'arte nel design e la THACO in tre secondi era passata da "gioiello di ingegneria del gioco" a "ferrovecchio"
Con un pubblico e un prodotto simile, il design del gioco è davvero l'ultima considerazione. La qualità delle regole di D&D conta, nelle vendite, meno dell'odore della colla della rilegatura. E' tutto nel marketing.
E un reparto marketing appena appena sano di mente avrebbe capito che a quel pubblico, non gliela puoi sbattere così in faccia la verità, "sono trent'anni che vi vendiamo regole che non funzionano, e vi prendiamo pure per il sedere che ci siete cascati. Ora compratene ancora". Perchè, o (1) il consumatore accetta di essere stato fregato, e ti molla, o (2) il consumatore non lo accetta, e compra Pathfinder.
Il fatto che nonostante questo la 4a edizione abbia ancora venduto un sacco (dicevano più della terza, ma credo che abbiano fatto un confronto scelto ad arte per ottenere questo risultato, tipo solo le vendite della prima settimana, o considerando il ricavo in dollari e non le copie, o una cosa simile) mostra appunto quanta forza abbia quel marchio.
Con la quinta, stanno appunto cercando di capitalizzare quel marchio. "il D&D che vi permetterà di giocare come prima", per quanto faccia ridere a pensarci, è proprio il prodotto che da sempre vende meglio. Il design in D&D è irrilevante.
Serenello:
ci mettono tutto, manca solo mozzarella & liquirizia xD
http://squarefireballs.blogspot.com/2012/01/d-experience-class-design-from.html
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