Autore Topic: "Si ma perchè io, ai miei tempi..!"  (Letto 4241 volte)

Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #15 il: 2011-05-15 20:36:22 »
Quando giocavo live era un continuo brusio di personaggi che raccontavano quanto erano fichi, belli, quanto erano forti, quanto "risolvevano plot", quante monete avevano accumulato. E se vado su forum o luoghi dove si trovano giocatori tradizionali non sento che queste cose.
Io amavo l’ambientazione di Vampires e sentir raccontare le prodezze del mezzovampirolicanfatato mage figlio di litith mi uccideva.

Io ed i miei amici ci raccontavamo i momenti emozionanti, quelli che lasciano col fiato sospeso.
Fabio racconta sempre di come ha distratto realmente le guardie di un portone, permettendoci di entrare dall’altro lato, sguazzando nel fango o di quando ha coordinato una salva di frecce contro le finestre della rocca.
Io racconto sempre di quando passai una notte con una torcia sdraiato sull’erba a raccontare una storia d’amore e d’amicizia ad una ragazza che interpretava un’elfa, bellissima ed argentata, in piedi, , che mi guardava come una madre che capisce ma non comprende.

Con gli stessi amici giocando parpuzio non è mai uscita una considerazione su cosa gli ho fatto trovare, quanto era forte quel png o che critico poweroso abbiano mai fatto..
Un mio amico mi chiama e mi dice “ho capito perché pngX ci ha detto quella frase, potrebbe avere qualche interesse in”
Oppure “manfrè tacci tua, l’ultima in cui è morto liam c’avevo i lacrimoni.”
In generale mi parlano dei loro personaggi, di cosa pensano, di cosa vogliono. Cose che durante la partita, poichè siamo tanti ne venivano fuori solo gli effetti e non le cause.

E dopo 1 partita di cani, facciamo schede, conflitti iniziali e introduco la città ed i png (pochissimo, 5 minuti)

Il giorno dopo il mio amico mi chiama e mi fa: “A thomas non piace per niente Abigail. Non la racconta giusta quella! Appena ricominciamo la torchio fino a quando non mi dice tutto!”

Tutto ciò per dire che…. Non credo sia il gioco, credo siano le persone.
Chi non gioca parpuzio è tendenzialmente più maturo di altre persone che trovano gratificazione nel +1 ai txc o nell’uccidere un mostro anonimo e pertanto… lo raccontano.
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Mattia Bulgarelli

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #16 il: 2011-05-15 20:51:09 »
Il commento di Manfredi mi fa venire in mente una cosa... I giocatori di CRPG che stanno a raccontarti per ore di come fanno "tuning" dei personaggi.

Origine, tra l'altro, del meme "Let Me Show My Pokemans" (sic.):
http://knowyourmeme.com/memes/my-pokemans-let-me-show-you-them#.TdD0PKW411U

Insomma, non è che il giocatore logorroico (o almeno un suo sottotipo) è "figlio" della necessità di "hard tuning" del PG?
Che ne pensate?
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Mattia Bulgarelli

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #17 il: 2011-05-16 00:23:50 »
Me l'hanno chiesto in messaggio privato:

Per "CRPG" intendo "i videogiochi di ruolo" (online o offline, da Final Fantasy a World Of Warcraft ecc. ecc.)

Per "tuning" intendo "ottimizzazione del personaggio" (come si parla, per esempio, di "car tuning"), e "hard tuning" per le ottimizzazioni estreme del PG, tipo una Cinquecento con un motore Ferrari (vedi allegato).
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vonpaulus

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #18 il: 2011-05-16 19:34:39 »
Io mi sono reso conto anche di un altro fatto: adesso penso molto meno ai personaggi e alle giocate, quando non sto giocando.

Quando avevo il grupp di Ad&d passavo anche pomeriggi interi a fantasticare su tutte le storie che mi sarebbe piaciuto vedere, su quale colonna sonora sarebbe stata più adatta per le avventure del mio personaggio, mettevo pure nero su bianco le statistiche di mia madre, mio fratello e la prof di Italiano.



forse non di pende dal tipo di giochi. forse dipende solo dal fatto che non sei più un adolescente e quindi la distinzione tra realtà e mito è molto diversa. Per farti un esempio analogo io ascolto ancora tanto metal ma non fantastico più con una racchetta in mano di essere sul palco di qualche concerto. A 16 anni lo facevo.




In ogni caso mi sembra curioso il post. Miet: critichi il fatto che i tuoi amici amino raccontarti Actual Play? Trovo assolutamente normale che una persona che si appassionata ad una cosa la voglia raccontare agli amici. A prescindere dal fatto che sia una serata Gdr o una partita di football o una gita. Il fatto di non rendersi conto che il proprio racconto non interessa a nessuno rende noiosi ma chi è così lo è su qualsiasi argomento.




Salut
PAOLO

Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #19 il: 2011-05-16 19:42:43 »
Il commento di Manfredi mi fa venire in mente una cosa... I giocatori di CRPG che stanno a raccontarti per ore di come fanno "tuning" dei personaggi.

Origine, tra l'altro, del meme "Let Me Show My Pokemans" (sic.):
http://knowyourmeme.com/memes/my-pokemans-let-me-show-you-them#.TdD0PKW411U

Insomma, non è che il giocatore logorroico (o almeno un suo sottotipo) è "figlio" della necessità di "hard tuning" del PG?
Che ne pensate?

(Grazie per la spiegazione dei termini.)

La creazione di build per quanto riguarda i regolamenti molto numerici produce discussioni esclusivamente su questi aspetti. "Ho incastrato 40 talenti e 5 skill e ora il mio pg ha 400pf".

Il raccontare continuamente episodi, invece, è più simile ad un processo generalizzazione dello stimolo e di conseguente autostima e di ricerca di gratificazione.

A) Le gesta del proprio personaggio diventano per il giocatore valore aggiunto alla propria persona (in modo assolutamente soggettivo ed irrazionale), che ne accresce la propria autostima B).
Questi mette a parte l'esterno (un contesto culturale conforme al valore raggiunto (gdr)) degli elementi che, secondo lui, danno valore alla sua c) Stima (non quella autopercepita, ma quella stimata di terzi) della propria persona. D) Ne consegue, se il contesto è ricettivo, gratificazione nell'affermazione.

Poichè dall'altra parte c'è un interlocutore che intende effettuare lo stesso procedimento, si entra in un loop per poi perdere la funzione primaria e divenire routine.

Un saluto psicologico.
Manfredi. Fan Mail: 6 - Fridge-humor Fan-Mail: 1 - Fanmail dell'Illuminata Eccellenza: 1 - Amen: 2 - Punti Sangue: 2 - Morenate : 835

Patrick

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #20 il: 2011-05-16 19:43:57 »
@paolo: No, il miet (mi corregga se sbaglio) diceva che aveva notato che chi parla delle proprie giocate al di fuori delle sessioni sono principalmente i giocatori di tradizionale, mentre i giocatori di indie sembrano (a lui) non avere questo impulso/questa necessità. ;)
Patrick Marchiodi, il Valoroso ~ Bravo Organizzatore di CONTM ~ Prima gioca, poi parla. ~ "La cosa più bella di INC11 è stata giocare con persone conosciute da due ore e avere l'impressione di giocare con amici di una vita" - Dario Delfino

vonpaulus

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #21 il: 2011-05-16 22:38:02 »
@paolo: No, il miet (mi corregga se sbaglio) diceva che aveva notato che chi parla delle proprie giocate al di fuori delle sessioni sono principalmente i giocatori di tradizionale, mentre i giocatori di indie sembrano (a lui) non avere questo impulso/questa necessità. ;)


ok. secondo me no. anzi considerando il numero di interventi che vedo qui sul forum di gente che racconta le sue giocate trovo che siano molti anche in ambito indie che hanno questa abitudine. semmai tro vo sia più facile raccontare le proprie giocate quando si condivide un minimo di conoscenza del gioco. se vi parlo di SS o di PTA capite di cosa parlo, se vi parlo di How we came here la vedo dura.


saluti
PAOLO

Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #22 il: 2011-05-16 23:10:38 »
C'ho riflettuto a lungo. Effettivamente "noi" (io, i miei amici e le persone con cui gioco di solito) parliamo un sacco delle nostre esperienze di gioco, delle cose che ci esaltano, di quei momenti di gioco che ci fanno dire "fuck yeah" e che vogliamo condividere. Lo facciamo tanto ora, quanto ai tempi di D&D 3a (ecco, magari oggi come oggi non passiamo interi pomeriggi al telefono a parlare solamente di quello, e non ammorbiamo con questi discorsi anche persone a cui del gdr non frega niente - ma questo probabilmente è legato al fatto che prima avevamo 16 anni e ora ne abbiamo 24 ;-) ).


Ma in effetti percepivo che c'era qualcosa di "diverso" tra i nostri discorsi "dell'epoca di D&D" e quelli di oggi.
La differenza principale che ho trovato rispetto ai tempi passati, è che, riassumendo: prima dicevo "io", ora dico "noi".


Prima: "Sai cosa (io) ho fatto ieri con la mia aquila mannara a D&D? ... (segue discorso su quanto è figa e minmaxata al massimo la mia aquila mannara ranger)"


Oggi: "Sai cosa ci è successo (a noi) a TWoN/Dungeonslayer/Cani nella Vigna l'altro giorno? ... (segue discorso sulle scene più belle di TWoN/sui modi più bizzarri in cui Sechi muore/sulle cose sorprendenti che i Cani si ritrovano a fare nel ramo di turno)"


Sembra una differenza da poco, ma credo abbia dei risvolti interessanti.
In un certo senso, prima parlavo di quanto un certo personaggio o momento di gioco mi facesse sentire figo, ora parlo di come un certo momento di gioco ha dato soddisfazione a me e a tutte le altre persone con cui stavo giocando.


Credo sia legato (anche) al fatto che, in D&D 3a o in Mutant&Mastermind (che alla fine sono quelli a cui avevo dedicato la quasi totalità del mio tempi di gioco in quei sette/otto anni, prima di scoprire i giochi indie) spesso il gioco non mi dava davvero soddisfazione (non quanta me ne danno oggi gli indie almeno), e spesso non ci permetteva di "creare" durante le partite una fiction che desse davvero soddisfazione a tutti quanti al tavolo - e quindi in quei casi, per divertirmi quanto volevo, non mi restava che "giocarmela nella mia testa", in un certo senso: trarre soddisfazione fuori dalle partite, nonostante il gioco, anziché dentro le partite, grazie al gioco. E da qui i racconti su quanto io fossi figo: per ottenere soddisfazione per me, quella soddisfazione di cui non potevo fare a meno.


E in più, c'è che adesso generalmente ho imparato a capire quando una persona è interessata a questi racconti e quando no - se cambia discorso o fa un sorrisetto di circostanza o abbassa lo sguardo, allora capisco che devo cambiare argomento e la cosa grazie al cielo cade li ;-D
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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #23 il: 2011-05-17 01:06:19 »
@paolo: No, il miet (mi corregga se sbaglio) diceva che aveva notato che chi parla delle proprie giocate al di fuori delle sessioni sono principalmente i giocatori di tradizionale, mentre i giocatori di indie sembrano (a lui) non avere questo impulso/questa necessità. ;)


Ya. E a questo si aggiunge un po' ciò che ha detto Paolo (Davolio, intendo). Riguardo all'altro Paolo, a me capita tuttora di ritrovarmi a gesticolare con in mano roba a caso, mentre ascolto qualche riff. Ultimamente mi succede coi ZZ Top. Curioso, a ben pensarci.
"E non guardare troppo a lungo dentro alla lavatrice, o anche la lavatrice guarderà dentro di te"
Revan Adler, Match d'Improvvisazione Teatrale, Giugno 2009
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vonpaulus

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #24 il: 2011-05-17 08:12:00 »
mi dispiace molto ammetterlo ma io ho circa il doppio dei tuoi anni.
purtroppo questo conta :-)

il mietitore

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Re:"Si ma perchè io, ai miei tempi..!"
« Risposta #25 il: 2011-05-17 08:27:08 »
Vero  ::)
"E non guardare troppo a lungo dentro alla lavatrice, o anche la lavatrice guarderà dentro di te"
Revan Adler, Match d'Improvvisazione Teatrale, Giugno 2009
Trash Meets Steel
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