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Seconda Avventura

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Antonio Caciolli:

--- Citazione da: Marco Costantini - 2011-04-13 17:58:41 ---Aspè aspè...non ho capito. Vuoi materialmente infilzare il capitano con il bastone infilzandolo all'albero della nave?
Lo dico per capire, perchè la cosa non mi torna con quel "(in un punto non vitale)". Dimmi che poi procediamo.

--- Termina citazione ---


fisicamente lo voglio inchiodare al pennone della nave infilzandolo con il bastone. se lo infilzo ad un fianco lo blocco abbastanza bene ma gli concedo quell'ora di agonia che dovrebbe permettergli di veder tornare la sua amata Isobella dai flutti. poi se muore prima .... pace
diciamo che non vorrei ucciderlo sul colpo

Simone Micucci:
Indico la grossa spada al mio fianco (sembra una grossa mannaia con la lama lunga...lo Scudrago dietro la mia schiena neanche lo indico. Dubito che qualcuno lo scambi per un'arma) e poi parlo sorridendo: «Signore, se volessi farvi del male vi assicuro che questa sarebbe sguinata. Non ho cattive intenzioni.»

tolgo il dito dall'elsa dalla spada mannaia e di buon umore esclamo «Che screanzata sono. Non mi sono neanche presentata! Io sono Mirna, e lui è il giovane Xiiga. Con chi ho il piacere di parlare?»

Marco Costantini:
"Io sono Selka" dice subito la ragazzina "e lei è Asla"
Asla le da subito una gomitata sullo stomaco "E sta' un po' zitta", le grida.
Poi torna a guardarvi storto.
"Tu intanto corri a casa e avverti le altre" dice a Selka che, dopo un attimo di esitazione, corre via.
"Bene" dice la donna rimasta "io sono Asla. E vorrei proprio sapere come accidenti siete arrivati fin qui". Socchiude gli occhi scrutandoti con sospetto.
"Immagino ce lo racconterete più volentieri davanti a un po' di zuppa e ad un fuoco acceso, comunque. Prego" dice indicandovi una specie di sentiero appena visibile sull'erba della piccola valle in cui scorre il fiume.

Simone Micucci:
Nuova scena (me la apro per sbrigarmi, ma ovviamente sei libero di cassarla e sostituirla).

Siamo sedute vicino al fuoco acceso. Xiiga non è in scena (Sta cercando un animale da cacciare, lui non vuole i cibi umani).

Sono semisdraiata vicino al fuoco. Se hanno sedie probabilmente per me sono un pò piccole (e poi preferisco star stravaccata piuttosto che composta).
Dopo una sorsata alla zuppa (non uso le posate) rispondo: «Bè...sono arrivata qui camminando. Io arrivo sempre camminando. È rilassante, si mette un piede avanti l'altro e improvvisamente ti trovi in un posto diverso...» mi fermo un istante sorridendo (ho il tono scherzoso di chi non vuol prendere un discorso seriamente) «...e voi? Come ci siete arrivate qui? Non sembra un posto facilmente raggiungibile» avvicino il viso a quello della piccola Selka «...tu a giudicare dalla stazza devi esserci nata, eh? Vuoi che ti insegni una magia?» mentre lo dico muovo due dita tra loro, facendo comparire una bella gemma rossa che poi tendo alla bambina...

Marco Costantini:
Dunque, son contento che hai preso l'iniziativa con la scena, ma forse è comunque meglio se me la lasci inquadrare. Cioè, come da manuale, dimmi pure direttamente cosa vuoi fare e dove vuoi andare tipo "ok, saltiamo subito a quando siamo nella casa" e poi fammi inquadrare la scena. Capisco benissimo che la cosa è dettata dal PbF, ma credo che comunque sia meglio gestirsela così. Ad esempio ora devo saltare indietro perchè "la casa" ed i suoi abitanti devono avere il loro spazio.

Camminate per poco più di un quarto d'ora, risalendo un pendio piuttosto dolce che si ributta poi in un'altra piccola valle. Da qui ti rendi conto che l'isola è davvero molto piccola. In fondo a questa seconda piccola vallata c'è un complesso di sparute costruzioni.
Una, la più grande, è in pietra ed ha un primo piano oltre al pian terreno. Intorno ce ne sono poi altre tre, poco più che rozze capanne di legno e sterpaglie. Scendete dirigendovi alla casa e mentre vi avvicinate noti che fuori, ad aspettarvi ci sono altre donne, meno di una decina. Anche da così lontano riconosci subito Selka in mezzo a loro: nonostante lo sporco i suoi capelli risplendono in mezzo a tutte le altre.
Arrivati proprio lì davanti non hai difficoltà a notare come tutti portino con se un'arma...piuttosto improvvisata comunque: coltelli e coltellacci da cucina, una si appoggia ad un forcone, un'altra ad un badile.
La più vecchia è in mezzo al semicerchio.
Ti guarda torva e ti fa "Entra".


Qui possiamo inserire la tua narrazione


Selka -che avrà sulla quindicina d'anni- osserva la pietra e muove piano piano la mano per prenderla, ma l'anziana, che le altre chiamano Yrsa, le molla uno schiaffo sul palmo.
"Nessuna di noi è nata qui" dice torva Yrsa.
"Ci hanno rapite" sussurra Selka massaggiandosi la mano ferita.


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