Autore Topic: [Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath  (Letto 2343 volte)

[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« il: 2010-09-19 18:21:29 »
Un'altra bella partita giocata a Reggio Emilia è stata la demo di questo gioco di Jacopo.
La ho giocata con lui, Paolo Davolio e Alexandra e mi è piaciuta molto la storia che ne è uscita.

Nel gioco c'è una fase di pitch iniziale e noi abbiamo scelto di ambientare la nostra storia nella Parigi del 1790. Naturalmente si tratta di una storia di vendetta, quindi c'è qualcuno che ha subito un torto e coloro che glielo hanno inflitto.
Paolo ha interpretato il primo tipo di ruolo. Era un piccolo nobile, l'ufficiale di un reggimento che, nei giorni della rivoluzione, aveva compiuto una strage di civili. Ma non era stato lui a dare l'ordine, bensì era stato ingiustamente accusato e condannato per questo orrendo crimine.
I responsabili del suo triste destino erano:
- un eccentrico falsario (Alexandra) che aveva falsificato l'ordine con la sua firma. Un tipo un po' matto, innamorato della sua opera e con la missione nella vita di spargere caos e confusione nel mondo.
- l'amico a cui l'ufficiale aveva affidato la moglie incinta (Jacopo) e che aveva partecipato al complotto per poi fuggire con la donna ignara (che però si è scoperto essere la sua amante già da tempi non sospetti).
- il fratello maggiore (io), tutt'ora attivo in politica malgrado il titolo nobiliare. L'avere testimoniato contro il fratello era stato fondamentale per confermare la sua fedeltà alla rivoluzione e migliorare immensamente la sua posizione. Ma aveva architettato tutto il piano anche per una gelosia e un desiderio di rivalsa che datavano dall'infanzia dei due fratelli.

Come già detto mi è piaciuta molto la fiction prodotta durante la sessione.
Il sistema dei conflitti mi è parso fluido e stimolante, anche se ho sentito la mancanza dell'assimilare con calma tutte le definizioni dei vari elementi di cui si può prendere il controllo durante il conflitto. È poi un tipo di conflitto che ha di bello che si può essere molto “tattici” nell'assicurarsi il controllo di determinati elementi contendendoseli con gli altri giocatori (quindi in pratica decidendo certi aspetti della fiction che si crea).

La nostra partita è stata forse un po' penalizzata dalla scarsità del tempo. Infatti abbiamo notato che sia il protagonista che gli antagonisti si caratterizzavano particolarmente quando interagivano con gli altri comprimari. Purtroppo, causa tempo, di questo tipo di scene non ce ne sono state molte.

Mi accorgo ora che anche questa storia ha avuto un finale tristerrimo *, come pure le altre partite che ho apprezzato a questa Gnocco. Forse son io che sono troppo gweeeeeep...  °__°

* il protagonista è riuscito a vendicarsi ma nel farlo ha rovinato la vita a un bimbo innocente diventando in questo modo simile a coloro che voleva punire.
« Ultima modifica: 2010-09-19 20:55:12 da Claudia Cangini »
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il mietitore

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[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« Risposta #1 il: 2010-09-19 22:27:39 »
Ravendeath mi incuriosisce da tempo, e l'avrei provato alla gnocco se non fossi già stato infilato in penny. All'atto pratico è il gioco del Corvo, da quel che ho capito. Fa parte del mio carrello, se uscirà a Lucca. Se non esce a Lucca, farà parte del mio carrello di qualche altra fiera.
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[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« Risposta #2 il: 2010-09-20 08:25:17 »
Citazione
Mi accorgo ora che anche questa storia ha avuto un finale tristerrimo *, come pure le altre partite che ho apprezzato a questa Gnocco. Forse son io che sono troppo gweeeeeep... °__°


"Giochiamo giochi che ci fanno stare male perché stiamo già bene e vogliamo provare emozioni nuove"?
Volevo scrivere qualcosa di acido ma sono felice :(

Iacopo Frigerio

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[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« Risposta #3 il: 2010-09-20 14:20:40 »
Bella partita.

RavenDeath, per via dei temi, che prima di essere usati devono essere capiti, ha una curva di apprendimento probabilmente più lenta di altri giochi.
Ciò nonostante ho visto crescere la padronanza del sistema col passare dei conflitti.
Condivido poi che ciò che distingue una partita tutto sommato banale da una ricca è proprio la presenza di comprimari (i cosiddetti personaggi secondari) che accompagnano la storia, la arricchiscono e non appiattiscono tutto nel semplice rapporto di vendetta che invece intercorre tra i personaggi principali.

Non è un caso infatti che mi sono voluto prendere molto spazio nel manuale che verrà per informare i giocatori di tutte le informazioni e i consigli necessari.

Ciò nonostante, ammetto di essere rimasto abbastanza soddisfatto dalla storia che è stata prodotta e anche solo l'aver inserito un personaggio secondario (la moglie) e un personaggio terziario (il figlio) ha incredibilmente arricchito la storia e resa più drammatica... Per non parlare della fine, in vero stile "le colpe dei padri ricadono sui figli".

Comunque sono contento se questa piccola e veloce demo vi ha lasciato dei bei ricordi e la voglia, magari, di provarlo di nuovo :-)
L'amore è quel particolare rapporto nel quale una persona può mostrarsi perdente

[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« Risposta #4 il: 2010-09-20 15:04:07 »
Asssssolutamente!
Quoto in pieno sia Claudia che Iacopo. Bella partita, gioco molto interessante ma da riprovare con più tempo e più comprimari. Come ho detto anche in debriefing, il gioco cambia da così a così quando entrano in scena questi ultimi: sarà perché gli altri personaggi principali sono già definiti da un "rapporto di vendetta" di qualche tipo, ad ogni modo i comprimari danno davvero l'assist giusto per mettere in scena il "lato umano" del protagonista, per evidenziare il suo comportamento e atteggiamento verso ciò che resta della sua "vita normale"... E obbligarlo a prendere una posizione a riguardo.

Non che gli antagonisti principali non siano importanti eh: anzi, nessuno dei tre mi lasciava indifferente, erano tutti piuttosto "toccanti", ciascuno in maniera diversa (il tipografo folle, l'amico fraudolento, il fratello traditore...). Avevo motivi per odiare e volere il male di tutti e tre, soprattutto dell'ultimo. Credo che questa sia anche una condizione necessaria per ottenere un coinvolgimento forte dal gioco: che gli antagonisti abbiano davvero fatto qualcosa che li renda odiosi (tutt'ora, pagherei per potere vincere il tema "Vendetta" in quel maledetto scontro finale... >:-D

Per la spiegazione dei temi: forse servirebbe uno schemino riassuntivo da mettere al tavolo. Se dovessi farlo io, metterei per ogni tema un breve elenco puntato che ne spieghi le "caratteristiche", magari stampato dietro la scheda principale (non quella del conflitto - di modo che si possa tenerle entrambe sotto mano durante l'assegnazione dei dadi).
Rinominato "Ermenegildo" vox populi, in seguito al censimento dei Paoli.

[Actual Play] GnoccoCon 2010 – Ravendeath
« Risposta #5 il: 2010-09-20 15:33:14 »
Eh, cavoli, la scena con la moglie... Lì la caratterizzazione del protagonista è proprio uscita fuori e mi ha fatto sentire un sacco simpatetica nei suoi confronti. Il che ha reso più ficcante il finale in cui è stato assolutamente spietato col bambino.
Insomma, tutto si teneva, come è giusto che sia. Bravo Jacopo  ^__^
I nitpicker danneggiano anche te. Digli di smettere.

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