Autore Topic: [Tirnath-en-Êl Annûn] Come si usano le virtù al posto di abilità e approcci  (Letto 109 volte)

Daniele Di Rubbo

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Non ho capito in che cosa si differenziano le virtù dei Guardiani di Tirnath-en-Êl Annûn rispetto a delle abilità o a degli approcci. Me lo spiegheresti?

In molti giochi di ruolo, il sistema ti dice cosa i personaggi sanno fare. Questo è il sistema che spesso vedi come attributo, abilità o attributo + abilità. Questo sistema è tipico di Dungeons & Dragons, Vampiri: La Masquerade e molti altri giochi. Anche Fate Base, in parte, usa un sistema di abilità che dicono cosa sa fare il personaggio.

Fate Accelerato, invece, usa un sistema di approcci, che dicono come agisce il personaggio, come fa le cose. Capisci bene che già qui cambia tutto perché, per una data situazione, non conta cosa sa fare il personaggio (per cui tu vuoi fare una cosa? ok, devi tirare questa abilità, punto), ma come lo fa (per cui conta come descrivi quello che fai, a patto che abbia senso nella narrazione essere efficaci agendo in quel modo).

Tirnath-en-Êl Annûn fa ancora un passo più in là perché quello che ti sprona a chiederti è quale virtù dei Guardiani il personaggio sta incarnando con quell’azione. A quale virtù sta dando lustro? Qui cambia tutto, e non puoi più ragionare semplicemente su cosa sta facendo il personaggio, ma secondo quale codice di valori lo sta facendo.

Vediamo un esempio per chiarire. Altee è davanti al re del Cardolan e ha dall’altra parte l’ambasciatore del re degli Uomini delle Colline. È entrata in conflitto con esso per sbugiardarlo davanti alla corte e ottenere il sostegno del re. È un conflitto mentale e Altee sta attaccando l’ambasciatore per infliggergli del logoramento.

Esempi di attacchi con virtù diverse sono:
  • Astuzia: «Quindi, vorresti dire che Broggha, il tuo signore, non ha nulla a che fare con la congiura di palazzo che lo ha messo sul trono? Immagino che sia semplicemente arrivato a palazzo e sia finito sul trono per inciampo».
  • Empatia: «Elegost, mio cugino, e Lelan, mio marito, sono periti per mano del tuo signore. Coloro che sono scampati al massacro giurano che essi siano stati uccisi a tradimento, e tu ora vieni davanti a me, al re e a questi uomini e dici le tue menzogne. Non hai la minima dignità davanti a una cugina e a una moglie che ancora piange i suoi cari?».
  • Onore: «Ebbene, caro ambasciatore, io sono la cugina del defunto re di Rhudaur per parte di madre. Sono anche un membro giurato dei Tirnath-en-Êl Annûn. Vostra altezza, sul mio onore, credetemi: re Elegost era un vostro consanguineo, e il signore di quest’uomo lo ha ucciso a tradimento».
  • Sapienza: «Quest’uomo dice che Broggha siede legittimamente sul trono, ma io vi posso recitare a memoria l’albero genealogico di re Elegost. Vostra grazia, voi siete un parente di re Elegost, non Broggha. Di questo passo cosa lo conterrà dal rivendicare anche il trono di Cardolan?».
  • Valore: «Vostra grazia, possiamo fare finta che quest’uomo abbia la dignità per parlarvi e per raccontarvi le sue menzogne. Oppure potete ricordarvi che siete discendente di Valandil, così come lo era Elegost, raccogliere dal terreno la sua spada ancora macchiata del suo stesso sangue, radunare i vostri stendardi, porre fine a questa usurpazione e dire di aver combattuto per una giusta causa».
Come vedi, non conta cosa fai, non conta come lo fai, ma conta a quale codice di valori stai dando lustro con quello che fai.